La comunità parrocchiale di Meana Sardo ha voluto essere presente a Roma in occasione dell’Anno Santo. Grazie all’impegno del parroco, don Alessio Piras, si è potuto realizzare un pellegrinaggio dal 12 al 16 ottobre scorso che ha visto coinvolti una ventina di meanesi.
* di Bartolomeo Contini
Un viaggio di fede e spiritualità, dove don Alessio ha svolto il ruolo di valida guida spirituale: ha preparato con cura le celebrazioni eucaristiche vissute nelle grotte vaticane di San Pietro, dove ha presieduto mons. Ignazio Sanna e nella Basilica di San Giovanni in Laterano. È stato un bel viaggio seppur molto stancante: ma anche quando ci sembrava di cedere alla stanchezza ci si affidava al Signore pregando e invocandolo, e si continuava a percorrere, passo dopo passo, la strada del pellegrinaggio con il cuore pieno di speranza e di fiducia.
Per tanti di noi l’esperienza della metropolitana è stata tanto caotica quanto avventurosa. Ma al di là della stanchezza, il pellegrinaggio è stato un’esperienza davvero trasformativa e arricchente, dove la fede e la spiritualità ci hanno portato tanta pace e conforto, ammirando, nel contempo, in questi tre giorni di viaggio, le meraviglie uniche della città di Roma in cui storia, arte e spiritualità si fondono creando un mix che lascia nei visitatori un’impronta straordinaria. Che meraviglia la Roma antica: la città eterna ha un modo tutto suo di farti sentire parte della storia e di vivere intense emozioni.
Il tempo può essere, però, davvero nemico quando non si riesce a vedere le tante cose così come si desidera. È stata comunque un’esperienza speciale varcare la Porta Santa in San Pietro, simbolo di grande significato spirituale per tutti, e quella delle altre Basiliche papali visitate, tra i luoghi più sacri e importanti di Roma.
Un momento assai toccante è stato l’ingresso nella Basilica di Santa Maria Maggiore, dopo una lunga fila, per visitare la tomba di papa Francesco, molto sobria e discreta. Il varcare le Porte Sante ha lasciato in noi un’impronta indelebile rafforzando la nostra fede.
La Scala Santa, accanto alla Basilica di San Giovanni in Laterano, è il luogo che custodisce 28 gradini della scala che Gesù Cristo avrebbe percorso nel Pretorio di Pilato. L’abbiamo percorsa anche noi, in ginocchio, come atto di penitenza e devozione per ricordare la Passione di Cristo, come gesto simbolico e di umiltà nel rispetto della sofferenza di Gesù: momento unico e toccante, un’esperienza emotiva e spirituale intensa.
Dopo la visita a Roma ci siamo recati a San Giovanni Rotondo, dove San Pio da Pietrelcina ha vissuto la sua vita. Abbiamo visitato la chiesa, struttura moderna e imponente progettata dall’arch. Renzo Piano: questa maestosità e sfarzo potrebbe sembrare in contrasto con la semplicità e umiltà di padre Pio, dove sarebbe stato lecito chiedersi se lo stesso Santo sarebbe stato d’accordo vedendo una costruzione così ricca e sfarzosa.
In realtà ha lasciato qualche dubbio: qualcuno potrebbe pensare che tale struttura sia un tributo alla sua devozione, mentre altri vedono in essa un allontanamento dagli ideali di semplicità e povertà che San Pio professava.
Altro gioiello voluto fortemente da padre Pio è la Casa Sollievo della Sofferenza, un’eccellenza nel campo sanitario e della ricerca scientifica: l’atmosfera che si respirava è stata unica e molto accogliente.

Il gruppo dei pellegrini con mons. Ignazio Sanna
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