Venerdì, 19 Giugno 2026

 

L’ottobre missionario è sempre un forte momento di Chiesa, così ci racconta don Simon Pedro, direttore del nostro Centro missionario diocesano, al termine di un mese di animazione e preghiera dedicate alla missione. 

La bellezza nell’incontrare le comunità sta nella loro accoglienza: dimostra che abbiamo bisogno di riscoprire il sentimento missionario, che non necessariamente ci chiede di partire, ma ci chiede anche di restare. Accorgersi dell’altro, che sia accanto o lontano da noi, ci fa vivere il bisogno di sperimentare quello che Cristo ha realizzato con la nostra vita. Attraverso questa conversione interiore, il Signore ci aiuta a capire che siamo utili gli uni per gli altri. Questa consapevolezza è importante trasmetterla. In questo mese missionario appena concluso, abbiamo sperimentato che nella nostra Arcidiocesi c’è il desiderio dell’incontro con l’altro: ce lo ha dimostrato lo sguardo e l’ascolto attivo durante le varie testimonianze. C’è desiderio di accogliere queste voci che arrivano dalla terra di missione per poi farle proprie e mettersi in cammino. Raggiungere personalmente le comunità è stato un momento di grazia. Tante le parrocchie che in questo mese missionario hanno accolto e condiviso con i membri del Centro Missionario Diocesano, momenti di preghiera e testimonianza.

Il 1° ottobre, memoria di Santa Teresa di Lisieux, patrona delle missioni, si è aperto ufficialmente il mese missionario ispirati, quest’anno, dal tema Missionari tra le genti. Accolti nella chiesa dalle Suore Sacramentine a Oristano e alla presenza del nostro Arcivescovo Roberto, abbiamo vissuto un intenso momento di preghiera comunitario. Condivisione arricchita dalla testimonianza dell’Arcivescovo nella sua visita in Perù dove opera don Luciano Ibba, missionario Fidei Donum della nostra Arcidiocesi. La sua testimonianza si può sintetizzare in tre parole: viaggio, che esprime l’importanza di mettersi in cammino; lingua, importante per comunicare con l’altro, un modo per inserirsi nella sua cultura; Eucaristia, centro della missione che accomuna e avvicina anche nella diversità della cultura e della lingua. Don Luciano non può fare tutto da solo, ha sottolineato l’Arcivescovo: ci sono tanti laici impegnati nelle varie attività liturgiche, catechetiche, caritative e organizzative che collaborano con lui ad animare la vita comunitaria. La sinodalità, da quelle parti, è da tempo realizzata in modo esemplare. Ha ricordato anche il lavoro svolto da chi ha preceduto don Luciano, don Gianni Maccioni e don Franco Porchedda, il cui lavoro in Perù non si è perso e continua a portare tanti frutti.

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Il 3 ottobre nella parrocchia San Romualdo a Bonarcado, casa della Madonna di Bonacatu, è stato recitato il Rosario Missionario affidando a Maria Madre e Regina della pace tutti i popoli della Terra. La preghiera è stata arricchita dalla testimonianza di Laura Brundu e della sua recente esperienza in Brasile. Accolta dai Missionari Saveriani, Laura ha condiviso quello che i suoi occhi hanno visto e quello che il suo cuore ha provato nella sua breve ma intensa esperienza.

Il 5 ottobre nella parrocchia di San Teodoro Martire a Paulilatino, durante la Santa Messa, la comunità ha voluto ringraziare e salutare Tiziana Tocchi, missionaria dell’Immacolata Padre Kolbe che, dopo 12 anni nella nostra Arcidiocesi, è partita per la sua nuova missione in terra polacca.

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Il 9 ottobre nella parrocchia Santissimo Redentore di Arborea, la Veglia di Preghiera Missionaria ci ha permesso di meditare sul messaggio di papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale. Anche in questa parrocchia Tiziana Tocchi ha dato testimonianza, ripercorrendo i suoi 12 anni di presenza fatta di volti, storie e amicizie, che non smetteranno di esserci neanche con la distanza geografica. Alla fine della Veglia, è stato consegnato a tutti un sacchetto di semi di grano per dare significato alla Parola e alle parole che abbiamo ascoltato, alla preghiera che ci ha animato, all’impegno di seminare nella vita gesti concreti di amore, di carità, di riconciliazione e pace, per far crescere la speranza.

Il 16 ottobre nella parrocchia di San Nicola di Bari a Ortueri, c’è stato un momento di Adorazione Eucaristica missionaria con la partecipazione di tutta la comunità. Arricchita dalla testimonianza di Laura Brundu e alla presenza del parroco don Giovanni Cuccui, anche lui missionario per tanti anni in terra brasiliana.

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Il 17 ottobre, nel Centro Sociale di Palmas Arborea, padre Alessandro Brai, missionario Saveriano e Laura Brundu, entrambi di Palmas Arborea, hanno raccontato, attraverso video, immagini e parole, l’esperienza di missione. Attraverso i video hanno mostrato come povertà, degrado, delinquenza non impediscano ai missionari di essere accolti da una grande umanità. In ogni persona incontrata, hanno raccontato i testimoni, c’è la presenza di Cristo. Hanno mostrato quello che i missionari fanno per le persone, in modo particolare il loro essere presenza per l’altro.

Il 18 ottobre, nella parrocchia Sacro Cuore di Cabras, la Veglia Missionaria è stata vissuta con gioia fra i canti del coro e le letture bibliche. La testimonianza di Maria Colomba Cabras ha messo in rilievo il dovere di ogni battezzato di essere missionario che dialoga, incontra e rispetta, accogliendo, in terra di missione, la diversità di culture e religioni, di usanze e vita sociale, tuffandosi nel mistero dei Popoli e della loro religiosità. Il 19 ottobre nella parrocchia di Sant’Efisio a Oristano, la Messa dei ragazzi e delle famiglie è stata celebrata con canti, musica, e segni simbolici, pregando tutti insieme per le Missioni. La testimonianza del seminarista Matteo Lutzu, rientrato recentemente dal Perù, ha rivelato entusiasmo per l’esperienza vissuta nella missione di don Luciano Ibba. Gli spostamenti tra i villaggi, la preghiera comunitaria e la celebrazione nelle comunità sia del centro che della periferia, gli hanno fatto capire quanto sia importante l’attenzione per gli ultimi come strumento per valorizzare la dignità di tutti. L’annuncio del Vangelo, che è la missione di ogni battezzato, non può prescindere dalla promozione di uno sviluppo umano integrale, facendo riscoprire a ogni uomo la sua dignità.

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Il 21 ottobre, nella parrocchia San Sebastiano Ollastra, che ha dato il natale a diverse suore missionarie, c’è stata l’Adorazione Eucaristica con le comunità dell’unità pastorale guidata dai due parroci in solidum don Daniele e don Enrico: un momento intenso di preghiera, reso coinvolgente dai canti animati dai rappresentanti dei cori delle cinque comunità e dalla testimonianza di Laura Brundu.

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Il 26 ottobre, infine, nella parrocchia San Paolo di Oristano, si è vissuta la rassegna Camminiamo Ac-canto a Te, Signore: a partecipare, alcuni Cori liturgici della Città che hanno presentato brani a sfondo missionario, intercalati da una testimonianza missionaria. Consapevoli che la missione non si può racchiudere in un mese, invitiamo tutte le comunità a continuare a pregare per la missione e per i missionari, ricordandoci che ognuno può essere Missionario di Speranza tra le genti.

Missio Oristano


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