Lunedì, 09 Febbraio 2026

 

Lo scorso giovedì 16 ottobre, una cinquantina di laici e laiche delle parrocchie cittadine e dei paesi vicini hanno partecipato, con interesse, al secondo incontro programmato dall’Ufficio diocesano per i Ministeri laicali e il Diaconato permanente, diretto dal Delegato mons. Antonino Zedda in collaborazione con l’Istituto diocesano per la Formazione Teologica (IDFT) e il Vicariato urbano di Oristano. 

di Nicola Caria e Giancarlo Pischedda

Dopo il primo incontro, tenuto da don Tonino, sulla centralità della Parola di Dio nella vita delle Chiese e dei fedeli, ha guidato il secondo incontro, tenutosi sempre nell’Aula Magna dell’Istituto di Scienze Religiose, il prof. Giovanni Licheri sul tema: il Simbolo della Fede, storia e significato.

Il Delegato diocesano ha presentato il docente come un giovane teologo, che ha conseguito la Licenza in Teologia nella Facoltà Teologica della Sardegna: Giovanni Licheri, oltre agli impegni pastorali nella parrocchia di Silì e nell’Ufficio Catechistico diocesano, è anche segretario dell’Ufficio per i Ministeri, professionalmente è docente (vincitore di concorso) di Religione Cattolica nelle scuole.

Il prof. Licheri con semplicità e competenza ha presentato il Simbolo della fede, nei suoi riferimenti storici e patristici e nel suo significato biblico e teologico. Ci ha ricordato che il Simbolo degli Apostoli, rappresenta la più antica formula di fede della Chiesa. Il contenuto del Credo è molto antico, affonda le sue radici nelle primissime formule cristologiche contenute nell’epistolario paolino, ma che riprendono formule ben più antiche, in uso nella preghiera liturgica delle primissime comunità apostoliche.

Giovanni Licheri ha proseguito spiegando i singoli articoli che compongono il Simbolo: l’apertura del Credo ci immerge nel cuore della rivelazione biblica, l’esistenza di un Dio personale. Dio è origine primaria di tutto e autorità trascendente, e al tempo stesso, è bontà e sollecitudine d’amore per tutti i suoi figli.

Quindi ha analizzato con dovizia di particolari tutti gli articoli del Credo niceno-costantinopolitano.36_03_01_secondo_incontro_del_corso_dei_lettori_7.jpgLa fede contenuta nel Simbolo è una vera miniera: la fede pregata riassume le verità a cui è tenuto ogni cristiano, mentre recitiamo il Credo, riconosciamo chi è Dio ma parliamo anche di noi, ci sentiamo amati e salvati dal Signore.

Quali sono le verità di fede che definiscono un vero discepolo? Come deve vivere per esserlo davvero? Sono le domande a cui il prof. Licheri ha risposto dialogando con tutti i presenti dopo l’introduzione sulle origini del Credo e quindi sul Concilio di Nicea del 325 d.C. che fu, dopo il Concilio di Gerusalemme, il primo Concilio ecumenico della storia, convocato e presieduto dall'imperatore Costantino per risolvere alcune controversie teologiche, in particolare quella dell’arianesimo e per promuovere l'unità della Chiesa.

Il Concilio di Nicea è considerato una pietra miliare nella storia del cristianesimo e la sua eredità dottrinale e simbolica continua ad avere un impatto profondo sull'unità e sulla fede della Chiesa. Al termine dell’incontro don Tonino ha ricordato il prossimo appuntamento fissato per giovedì 23 ottobre, sempre alle ore 18: sarà un incontro anche pratico, verranno infatti proposte alcune soluzioni liturgiche per la proclamazione dei vari generi contenuti nella Parola di Dio.

  


 

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