In occasione dell’Anno Santo, nella Basilica di Nostra Signora del Rimedio, il 28 settembre si è svolto il Giubileo dei Gruppi di preghiera di padre Pio della Sardegna, un momento di intensa spiritualità e di comunione tra i fedeli provenienti da tutta l’Isola.
* di Annarita Bonu
Tutto si è svolto nel pomeriggio, con il ritrovo dei gruppi nel giardino del Centro di cura e di riabilitazione Santa Maria Bambina, ciascuno con il proprio stendardo dei gruppi di preghiera. Ad accogliere i pellegrini sono stati padre Enrico Mascia, coordinatore regionale e mons. Gianfranco Murru, rettore della Basilica, i quali hanno sottolineato l’importanza della giornata e il valore spirituale e umano della struttura sanitaria, da sempre impegnata nell’assistenza e nel reinserimento sociale dei pazienti affetti da gravi disabilità.
Padre Enrico Mascia ha evidenziato, citando padre Pio, che la speranza sta in Dio, colui che è l’origine della pace. Le croci sono passeggere, il gaudio è eterno. La fiducia va sempre riposta in Cristo, poiché lui compie tutto e solo in lui esiste la vittoria. A seguire, nella Basilica, due medici della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, Lucia Miglionico e il marito, Giuseppe Petracca Ciavarella, hanno condiviso una testimonianza profonda. Hanno raccontato come la figura di padre Pio li ha accompagnati nel loro servizio ai malati, un lavoro difficile ma ricco di senso.
Hanno parlato della Casa Sollievo della Sofferenza come di una vera palestra di vita, dove non si impara soltanto la medicina, ma anche la compassione, l’ascolto e l’incontro con l’altro. Voluta e inaugurata nel 1956, è un tempio della carità e della fede. Ancora oggi, tra quelle mura, la speranza si fa concreta, e la sofferenza diventa abbraccio condiviso.
Ricordando il carisma di padre Pio, hanno rimarcato l’importanza dei Gruppi di Preghiera, da lui voluti come una milizia che pregasse per tutta l’umanità. Sono vivai di fede, focolai d’amore, che sostengono la missione spirituale e sanitaria della Casa Sollievo, rinnovando le coscienze e portando conforto ai sofferenti. Tengono accesa la lampada della speranza.
Sono il segno vivente che la spiritualità di padre Pio è un dono sempre attuale per la Chiesa e per l’umanità. Il Giubileo della Speranza ci invita a riscoprire proprio questo: la forza della fede che non si arrende. Padre Pio ci mostra la via della speranza che nasce dal cuore orante e si traduce in opere di misericordia.
Ogni volta che una persona sofferente trova conforto nella Casa Sollievo, ogni volta che un gruppo di preghiera si raccoglie nel silenzio di una chiesa o di una casa, il sogno di padre Pio continua a vivere: un mondo più unito, più compassionevole, più aperto a Dio. La giornata si è conclusa con un momento di intensa preghiera: la recita del Santo Rosario e la Messa presieduta da mons. Corrado Melis, vescovo di Ozieri, che ha invitato i fedeli a custodire e trasmettere la speranza cristiana, perché attraverso la croce possiamo gustare la risurrezione e la vita, rinnovando sempre la nostra fedeltà alla Chiesa facendoci misericordiosi verso il prossimo.
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