Sabato, 02 Maggio 2026

 

Nel mezzo dell’austero cammino quaresimale, la Chiesa celebra la Solennità di San Giuseppe, sposo della Vergine Maria e padre di Gesù.

*di Paoletta Meloni

Figura centrale nella storia della salvezza, modello di obbedienza nella fede, esempio per tutti di giustizia, quella divina, che lo rende capace di andare oltre ogni logica umana perché ha compreso che l’amore supera ed è di gran lunga più importante della legge. Perché la legge senza l’amore è sterile. Il padre di Gesù è esempio di vita donata totalmente, messa a servizio del progetto divino, disposto a ogni costo a grandi sacrifici, a servire e custodire i tesori più cari che Dio affidò: Maria e Gesù.

La figura di San Giuseppe, definito l’uomo del silenzio, è paradossalmente molto eloquente. Lo è per ogni battezzato, lo è per la Chiesa e lo è per l’Istituto delle Figlie di San Giuseppe per il fatto che, già dalla sua nascita, il ven.le fondatore p. Felice Prinetti lo ha messo sotto la custodia di San Giuseppe. Chiedendo alle sue figlie che fosse modello di vita con l’impegno di incarnarne le virtù: umiltà, giustizia, nascondimento, laboriosità, santa allegrezza nel vivere le fatiche quotidiane e, come lui, vivere intimamente unito a Maria e Gesù; nel servizio ai fratelli, verso i quali dobbiamo nutrire un grande rispetto, guidate da compassione e da uno sguardo di fede che ci permette di scorgere in ciascuno il volto del Signore.

Quest’anno, come Istituto, ci siamo ritrovate insieme per celebrare la solennità di San Giuseppe nel Centro di Spiritualità a Donigala. Occasione anche per fare memoria del transito delle spoglie mortali di p. Felice Prinetti dalla cappella della comunità di Pisa a Genoni nella Casa Madre dell’Istituto (19 marzo 2019).

La prima parte della giornata è stata caratterizzata dalla gioia dell’incontro, del ritrovarsi in una circostanza gioiosa per far festa assieme, da un momento di formazione e confronto con Madre Maria Luciana, Superiora Generale dell’Istituto, esteso in modalità online, anche alle Figlie di San Giuseppe presenti nei diversi continenti.

Al pomeriggio, la giornata è stata arricchita e completata dalla Celebrazione Eucaristica, presieduta dall’Arcivescovo Roberto. Nell’omelia egli ha sottolineato come San Giuseppe abbia vissuto con responsabilità e totalità il suo essere padre, in tutti i momenti della vita quotidiana della famiglia di Nazareth.

Alla celebrazione erano presenti le Figlie di San Giuseppe arrivate dalle diverse comunità, alcuni sacerdoti dell’Arcidiocesi di Oristano, tanti laici vicini all’Istituto per diversi motivi, persone con le quali condividiamo la nostra quotidianità, ma soprattutto lo spirito ereditato da padre Prinetti, quello spirito con il quale dovremmo accompagnare ogni nostro servizio, le relazioni, la collaborazione e condivisione.

Il servizio liturgico musicale è stato curato dal coro giovanile G.P. Da Palestrina di Cabras, diretto dal M° Fenisia Erdas e accompagnata dall'organista M° Lorenzo Erdas, ai quali vanno la nostra gratitudine per la responsabilità e l’impegno messi per questo servizio. È stato un momento formativo, una esperienza di comunione, di sinodalità, dove ognuno con la sua specifica vocazione, con le diverse realtà che ci caratterizzano, ha fatto sì che tutti ci sentissimo famiglia, come desiderava padre Prinetti. In una parola, che sperimentassimo la bellezza dell’essere Chiesa.


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