Mercoledì, 13 Maggio 2026

 

Dopo la solenne apertura dell’Anno Santo vissuta lo scorso 28 dicembre, la Cattedrale ha ospitato domenica 2 febbraio il suo primo grande evento giubilare diocesano, quello dedicato alla Vita Consacrata.

In realtà, la chiesa madre della nostra Arcidiocesi ha allargato i confini arborensi accogliendo i religiosi, le religiose e i laici consacrati della diocesi di Ales-Terralba per un incontro giubilare interdiocesano, presieduto dall’Arcivescovo Roberto.

È stato proprio il Pastore delle due diocesi ad avviare l’azione liturgica nella cappella del Seminario arcivescovile. Consegnate e benedette le candele, segno e simbolo della festa della Presentazione del Signore, ci si è messi in cammino verso la Cattedrale dove una missionaria di padre Kolbe, con la spiegazione del logo dell’Anno Santo 2025, ha introdotto l’assemblea nella solennità liturgica. L’Arcivescovo nell’omelia ha messo in evidenza tre atteggiamenti importanti con cui vivere la Giornata celebrativa e il cammino che da essa ne scaturisce: la gratitudine a Dio per il dono della vita Consacrata alla Chiesa; la preghiera per i fratelli e le sorelle che seguono il Signore nel cammino della vita religiosa; e la riflessione e il discernimento sul cammino che si apre per la Vita Consacrata nella Chiesa di oggi.

Per quanto riguarda il primo atteggiamento, mons. Carboni ha esortato a un continuo canto di lode e di ringraziamento al Signore: è Lui che suscita nel cuore di un uomo e una donna il desiderio di donarsi, di rendersi disponibile a essere consacrati da Lui per l’annuncio, la testimonianza. Si tratta di un dono che, come ci ricorda San Paolo, portiamo in vasi di argilla, nella nostra fragilità, ma anche di un impegno di fedeltà e perseveranza a cui siamo chiamati.

Poi la preghiera, quella della Chiesa verso i consacrati e quella intesa come atteggiamento in cui perseverare da parte dei religiosi: innalziamo la preghiera delle nostre Chiese diocesane per ciascuno di voi: è un debito di carità nei vostri confronti. Infatti, nella Chiesa ci sono molte vocazioni, e ciascuna di esse testimonia, l’una all’altra, la fedeltà al Signore: il matrimonio testimonia alla vita consacrata, la vita consacrata testimonia alla vita laicale e a coloro che vivono il ministero sacerdotale. Si tratta di un cammino di famiglia di credenti che, pur nella diversità dei doni, si riconosce radunata dall’unico Signore. Preghiamo per voi: per la perseveranza, la fedeltà, la forza che viene dal Signore nell’affrontare le sfide e le fatiche che non sono poche.

Infine il terzo aspetto, quello che mette insieme perseveranza e discernimento per far sì che il proseguo del cammino possa essere rinnovato nelle motivazioni e fedele alla vocazione: oggi più che mai è necessaria la perseveranza: il cambio del contesto sociale, la fatica di portare avanti tante opere sino a oggi significative, la consapevolezza che il contesto cristiano oggi non è più come una volta, porta a chiedere alla Vita consacrata di trovare nuovi percorsi, di approfondire le radici autentiche del proprio carisma. Infine, la Vita consacrata è chiamata al discernimento: cioè, a leggere la realtà alla luce della Parola di Dio e dello Spirito Santo. Il Signore, lo sappiamo, ci parla anche attraverso le vicende della vita, gioiose o tristi. Ci chiede di ripensare le nostre risposte. Si tratta di interrogarci, di fare discernimento. Di capire come possiamo rispondere anche agli uomini e alle donne del nostro tempo, aiutandoci con la nostra fede. Poi l’Arcivescovo, proseguendo nella sua riflessione, si è soffermato sul brano del Vangelo: Nel vangelo di Luca, Simeone dice: I miei occhi han visto la tua salvezza. Tra tutti gli uomini che stavano al Tempio quel giorno, solo lui vide in Gesù il Salvatore. Che cosa vide? Un bambino: un piccolo, fragile e semplice bambino. Ma lì vide la salvezza, perché lo Spirito Santo gli fece riconoscere in quel tenero neonato il Cristo del Signore. Siete chiamati, uomini e donne consacrati, a guardare con lo sguardo spirituale: a vedere il tesoro che vale più di tutti gli averi del mondo. La vita consacrata è questa visione. È vedere quel che conta nella vita. È accogliere il dono del Signore a braccia aperte, come fece Simeone. Ecco che cosa vedono gli occhi dei consacrati: la grazia di Dio riversata nelle loro mani.

Infine, un ultimo passaggio, come un augurio di speranza: Va chiesta la grazia di saper cercare Gesù nei fratelli e nelle sorelle che abbiamo ricevuto. È lì che si inizia a mettere in pratica la carità: nel posto dove vivi, accogliendo i fratelli e le sorelle con le loro povertà, come Simeone accolse Gesù semplice e povero. C’è bisogno di sguardi che cerchino il prossimo, che avvicinino chi è distante. Cari fratelli e sorelle, ringraziamo Dio per il dono della Vita consacrata e chiediamo uno sguardo nuovo, che sa vedere la grazia, che sa cercare il prossimo, che sa sperare. Allora anche i nostri occhi vedranno la salvezza.

Al termine dell’omelia, la Messa è proseguita con la preghiera di rinnovo dei voti da parte dei religiosi e delle religiose e delle consacrate laiche: nelle mani dell’Arcivescovo hanno riconfermato il dono dell’obbedienza, della povertà e della castità quali segni sacramentali della loro appartenenza per sempre a Dio. 

Tre voti rappresentati da tre ceri che, al termine del rinnovo, sono stati presentati ai piedi dell’altare.

A concludere il solenne momento giubilare, il saluto e il ringraziamento di don Mario Conti, Vicario episcopale per la Vita consacrata: Teniamo fede all’impegno a essere profeticamente persone di speranza facendo emergere la solidarietà, la giustizia e la gioia nel servizio a Dio e ai fratelli e alle sorelle più bisognosi. Questo tempo di grazia chiede a noi religiosi, religiose e alle varie forme di vita consacrata l’impegno a promuovere un autentico cammino di santità, rafforzando la fede e incoraggiando la speranza attraverso opere di solidarietà e comunione fraterna per il bene della Chiesa e della società. Ci è richiesto come religiosi e religiose e consacrati uno stile nuovo, di camminare insieme nella convinzione che questo è il vero modo di essere Chiesa.

A.D.



Galleria fotografica

2025 giubileo diocesano della vita consacrata 2 febbraio oristano 13 COPIA

2025 giubileo diocesano della vita consacrata 2 febbraio oristano 16 Copia

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2025 giubileo diocesano della vita consacrata 2 febbraio oristano 12

2025 giubileo diocesano della vita consacrata 2 febbraio oristano 15


 

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