Sabato, 30 Maggio 2026

Attraverso uno sfruttamento sconsiderato della natura, 

egli  [l'uomo] rischia di distruggerla e di essere

 a sua volta vittima di siffatta degradazione

                                                                                       Paolo VI, Octogesima adveniens, 1971

Il 1 novembre, con 15 giorni d’anticipo, inizia la stagione di pesca ai ricci 2019-2020 in Sardegna...

di Giulio Gaviano

“Siamo venuti incontro, nel rispetto della legge, a tutte le richieste dei ricciai con i quali abbiamo anche condiviso un percorso per l’avvio di un progetto di monitoraggio scientifico” - dichiara l’assessore dell’agricoltura Gabriella Murgia.

“Nel rispetto della legge”

Già l’anno scorso scrivevamo che, con le leggi vigenti, i ricci erano diminuiti drasticamente. Persino nell’Area marina protetta Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre si trovava un solo riccio commerciabile ogni 2m².

Ci domandavamo anche perché nell’area marina, cosiddetta “protetta”, fosse consentita la pesca professionale.

Sulla terraferma, ormai da millenni, la caccia e la raccolta dei frutti della terra sono state in grandissima parte sostituite da allevamento e agricoltura. Oggi, a caccia e a raccogliere piante commestibili o funghi si va per hobby. In mare siamo meno organizzati. Infatti, anche l’assessorato regionale si chiama Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale e non Assessorato all’acquacoltura. In mare è ancora normale andare a prendere le risorse direttamente dalle popolazioni naturali, non più con le frecce o a mani nude come nella preistoria, ma con i mezzi tecnologici attuali. A prendere i ricci, ad esempio, i pescatori professionali vanno con le bombole. Ne possono prendere fino a mille al giorno, duemila se accompagnati da un barcaiolo. Peraltro è difficile effettuare i controlli sui ricci prelevati illegalmente in un’isola che ha 1800 km di coste.

I ricci mangiano alghe, ripuliscono le rocce dalle alghe brucando. A loro volta, questi echinodermi sono cibo per altre specie, come i saraghi, che riescono a masticarli col guscio quando sono piccoli, e le orate, che li spaccano anche da grandi. I ricci emettono le gonadi (commercialmente chiamate polpa o uova) quando c’è mare mosso, affinché la corrente le porti lontano e i nuovi nati non entrino in competizione con i genitori. Molte diventano nutrimento per gli altri organismi marini. Ovviamente, una diminuzione così notevole di una specie provoca mutamenti nella catena alimentare. È saggio dare priorità agli interessi immediati di pescatori, ristoratori e buongustai senza sapere prima qual è l’impatto ambientale di questa operazione economica?

Photo credits: Foto F. Ducarme

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