Il caso del piccolo Domenico, deceduto all’età di due anni dopo un trapianto di cuore effettuato il 23 dicembre scorso, spinge molti a cercare risposte a una domanda ricorrente: come funziona realmente la complessa organizzazione che permette di dare una speranza concreta di vita a chi non trae più benefici da alcun’altra terapia?