Il percorso spirituale, culturale e ambientale ideato dall'Ufficio per la pastorale del Turismo, Tempo libero e Sport parte dalla chiesa di S. Maria di Norgillo, nel Guilcer, patria di Giovanni Soggiu (1883-1930), ucciso in Cina durante la sua missione evangelizzatrice. Da Norbello, a piedi, si arriva alla chiesa di San Palmerio di Ghilarza, intitolata al soldato romano che morì nel III-IV sec. per aver abbracciato la fede cristiana. Da qui è consigliabile proseguire in auto per San Lussorio, a 2km da Fordongianus, chiesa romanica eretta nel luogo di sepoltura del soldato Lussorio, convertitosi a Cristo dopo la lettura del salmo 85. Nella cripta vennero rinvenute nel 1615 le reliquie del martire Archelao, patrono di Oristano e dell’Arcidiocesi Arborense. Dall'antica Forum Traiani ci si sposta a Santa Giusta, nella basilica che custodisce le reliquie della martire eponima e delle altre due vergini, Giustina ed Enedina, che trovarono la morte tra il III e IV secolo a causa della loro fede. Infine, si giunge alla Cattedrale di Oristano, che oggi custodisce le reliquie del santo patrono.

La Via Martyrum è lunga 51.8 km, di cui 4 di cammino lento, lungo la vallata di Chenale, da Norbello a Ghilarza; i restanti km si consiglia di percorrerli in auto.
È una vera immersione nel creato, un'occasione per riflettere su possibili nuovi stili di vita per la custodia e la cura della Madre Terra, come invita Papa Francesco nell'enciclica Laudato Si’.
Il programma: è prevista ad ogni tappa una sosta di 20 minuti sul sagrato delle cinque chiese romaniche per un breve saluto dell’Arcivescovo e del primo cittadino di ogni comune toccato dalla Via Martyrum. All’inizio del percorso, Mons. Ignazio Sanna riceverà dal Delegato per la Pastorale del Turismo, Tempo Libero e Sport, la credenziale numero zero, su cui sarà apposto, per ogni tappa, il timbro che attesta il passaggio. Seguirà una presentazione da parte di don Ignazio Serra sulla genesi e gli intenti della Via Martyrum, la lettura di alcune note storiche e informative relative ai martiri. Ad ogni tappa sarà consegnata l’immagine del martire che riporta l’Inno del Pellegrino Signore della storia, composto dall’Arcivescovo e musicato dal M° Maria Chiara Piras di Norbello, che verrà eseguito in un momento di preghiera.
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