Domenica, 19 Aprile 2026

 

Ci sono libri che si leggono e libri che prima ancora di aprirli ti fanno alzare lo sguardo verso le colline. Oggi Laconi, una storia in un nome, il lavoro di toponomastica di Gianluca Melosu, è uno di questi: ti obbliga a chiederti come chiami davvero i luoghi che abiti ogni giorno.

* di Alessandro Pilloni

La presentazione si è svolta il 1° novembre nel cineteatro di Laconi dedicato a Fabrizio De André, davanti a una sala piena: laconesi, studiosi, appassionati di toponomastica, persone attirate dalla curiosità di capire cosa si nasconde dietro i nomi delle campagne, delle strade e dei rioni del paese di Sant’Ignazio.

A condurre la serata è stata la naturalista Francesca Soddu, che ha anche collaborato al libro. Attorno a Melosu si è raccolta una piccola squadra che racconta bene la natura del progetto. L’archeologa Barbara Meleddu ha curato le parti storiche e più antiche del territorio laconese, riportando alla luce villaggi scomparsi e chiese campestri.

Raffaele Cau, esperto di archivistica e genealogia, impiegato nell’Archivio storico diocesano e nel Museo diocesano arborense, ha aiutato a scavare tra mappe, atti notarili, registri e carte d’archivio per rintracciare i toponimi nei documenti antichi. La stessa Francesca Soddu ha contribuito a leggere e interpretare i nomi legati a piante, ambienti, sorgenti, boschi e aree di interesse naturalistico. Ne è nato un lavoro che tiene insieme stivali infangati e polvere d’archivio.

Da una parte ci sono le uscite sul territorio, il confronto con agricoltori, pastori, cacciatori e abitanti che quei luoghi li vivono davvero, con il loro modo concreto di nominare i posti. Dall’altra parte ci sono le grandi carte ottocentesche, le mappe catastali, gli atti delle chiudende, i registri dove, tra una compravendita e una lite per i confini, compaiono i nomi dei poderi, delle aie, dei rioni. È anche per questo che il libro ha incuriosito la popolazione: ognuno, sfogliandolo, può ritrovare un pezzo del proprio vissuto, un luogo dell’infanzia, un sentiero percorso mille volte senza sapere da dove venisse quel nome.

La toponomastica così smette di essere una disciplina per pochi e diventa un modo per riparlare del proprio paese, per misurare quanto siamo ancora legati a ciò che chiamiamo per nome. Melosu mostra come un toponimo possa cambiare forma nel tempo, modificando anche il suo significato e come, dietro a una parola, ci sia spesso un pezzo di storia sociale: usi collettivi, disuguaglianze, rapporti di forza dentro la comunità.

In questo senso il libro non è solo un elenco di circa millecinquecento nomi, ma una mappa ragionata che aiuta a ricucire memoria e territorio e che può diventare strumento di lavoro per la comunità. Laconi, una storia in un nome è, in fondo, un invito. A non accontentarsi di leggere sulle mappe una sigla o un’etichetta ma a domandarsi che cosa raccontano i nomi dei luoghi e a chi appartengono le storie che custodiscono.

Il fatto che il teatro fosse pieno dice che questa domanda, a Laconi, ha già cominciato a lavorare dentro molti e che da qui si può ripartire con passo diverso.

 

41 13 01 presentazione libro gianluca melosu a laconi 1


Sta per partire la nuova campagna abbonamenti de L'ARBORENSE per il 2026!

A soli 30 euro 45 numeri che arrivano direttamente a casa.

Prenotati!

 

Pin It

Iscriviti al nostro canale youtube

Guarda i nostri video dalla diocesi

YouTube icon