Sono stati circa 300 i ragazzi che, nel pomeriggio di sabato 16 maggio, hanno partecipato alla Giornata diocesana dei cresimandi e cresimati, organizzata dall’equipe di Pastorale Giovanile Vocazionale dell’Arcidiocesi di Oristano e con l’aiuto e la collaborazione di alcuni membri della Pastorale Giovanile di Cagliari.
Provenienti da una trentina di parrocchie dell’Arcidiocesi, i ragazzi hanno vissuto un pomeriggio all’insegna del gioco, della riflessione e della preghiera, potendo incontrare e dialogare con l’Arcivescovo, mons. Roberto Carboni che, impegnato nella Visita Pastorale, ha affidato il mandato ai parroci per il Sacramento della Confermazione.
Il pomeriggio è iniziato verso le 16, con un momento di accoglienza e di ballo: ogni parrocchia ha potuto avere la sua foto ricordo con la cornice che riportava il titolo della giornata: Dalla paura al coraggio: l’avventura di restare amici. Tra balli, giochi, musica, i ragazzi hanno potuto scrivere, su palloni che facevano volare nella piazza Cattedrale, le loro paure. Da qui si è arrivati alla testimonianza di una storia in cui la paura si è incrociata con il coraggio e l’amicizia, e che ha aiutato tutti a non sentirsi soli e a non mollare mai.
Alcuni giovani hanno parlato ai cuori di quei trecento ragazzi seduti di fronte a loro: protagonista Gabriele Zancudi, quindicenne di Solarussa che, lo scorso 7 giugno, a seguito di un tuffo nel mare di Torregrande, ha dovuto vivere per 11 mesi tra le mura di diversi ospedali.
Gabriele è potuto tornare solo da poco nella sua classe del Liceo Scientifico Mariano IV di Oristano e sono proprio loro, i suoi amici, che l’hanno accompagnato in questa forte testimonianza. La famiglia, gli amici, i professori: sono queste alcune tra le figure che Gabriele e i suoi compagni hanno ringraziato dal palco, parlando ai ragazzi. Se dovessi descrivere il rapporto con i tuoi amici con una parola quale sarebbe? Indistruttibile, risponde Inerio, amico e compagno di classe di Gabriele, tra i ventotto alfieri della Repubblica insigniti dal presidente Mattarella per il coraggioso salvataggio di Gabriele.
La serata è proseguita con una breve pausa fatta di musica e merenda, per poi accogliere nella piazza Cattedrale mons. Carboni. Alcuni ragazzi presenti nella platea hanno presentato all’Arcivescovo diverse domande: il fallimento e la solitudine; il coraggio della scelta di fede e, in particolare, dello scegliere di diventare sacerdote e di come vivere la vita da vescovo; il faticare nel trovare amicizie autentiche e solide; il percorso post-cresima e il vivere insieme a Gesù; la Visita Pastorale e l’incontro con i giovani sono stati gli argomenti trattati nel dialogo.
È stato proprio l’Arcivescovo a presiedere il momento di preghiera che si è tenuto in Cattedrale. I ragazzi hanno potuto presentare davanti al Signore le paure scritte all’inizio del pomeriggio. L’Arcivescovo, dopo aver ricordato le promesse battesimali, ha asperso i ragazzi con l’acqua benedetta.
Con l’aiuto del coro e dei canti, la preghiera si è conclusa con l’accensione dal cero Pasquale di un piccolo lumino poi distribuito a tutti: segno di luce, speranza e ricordo della serata passata insieme. Al termine della preghiera ancora qualche momento di condivisione e festa in piazza Cattedrale con qualche ballo sardo e lo spazio per i saluti finali.
Dalla paura al coraggio: l’avventura di restare amici, in un mondo dove tutto scorre troppo velocemente e niente sembra lasciare il segno, che sia proprio un pomeriggio come quello di sabato scorso l’inizio di un percorso fatto di fede, relazioni e amicizie durature, prima fra tutte quella con Gesù.
A conclusione della serata, don Marco Ruggiu, coordinatore della PGV diocesana ha così commentato: È stato un bel momento, siamo molto contenti perché c’è stata una buona risposta alla nostra proposta con una bella partecipazione.
Tanti ragazzi, provenienti da diverse parrocchie, anche lontane, della nostra Arcidiocesi. Mi è sembrato che tutti fossero contenti della serata trascorsa insieme, sia per la parte di gioco e di festa, ma anche attenti poi nella parte di testimonianza e di dialogo con l’Arcivescovo e nella parte dedicata alla preghiera. Sicuramente un momento toccante è stata la testimonianza di Gabriele che davvero ha colpito tutti, sia i ragazzi che gli adulti presenti.
* di Cristina Zou
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