Nel prosieguo della Visita Pastorale all’interno del Vicariato foraneo Nostra Signora del Sacro Cuore, l’Arcivescovo Roberto farà tappa, per due giorni, 10 e 11 maggio, anche nella piccola comunità di Senis che, dal 2017, è guidata da don Giuseppe Musu. Al parroco abbiamo rivolto qualche domanda per conoscere più da vicino la comunità.
Dopo aver guidato tante comunità in varie parti dell’Arcidiocesi, lei guida un paese vicino alla sua Nureci. Come vi siete preparati a quest’evento ecclesiale?
All’inizio di quest’anno pastorale ho annunciato due eventi importanti per la nostra comunità di Senis: innanzitutto la conclusione dei lavori di restauro e la riapertura della chiesa parrocchiale e poi la Visita Pastorale dell’Arcivescovo mons. Roberto Carboni. Ho messo subito a disposizione dei fedeli che partecipano alla Messa domenicale la lettera pastorale. Dopo la Pasqua ho visitato 150 famiglie portando un’immagine di papa Leone e il dépliant dell’Arcivescovo che spiega le finalità pastorali della Sacra Visita e che contiene anche la preghiera dedicata alla Visita.
Mons. Carboni nel decreto di Indizione ha ribadito le finalità pastorali della Sacra Visita: vuole incontrare tutti, nessuno escluso. Può illustrarci i punti principali del programma degli incontri a Senis?
Il programma che ho proposto per la Visita Pastorale è il seguente: inizieremo domenica 10 maggio con l’arrivo dell’Arcivescovo, i vari saluti e la Messa solenne col conferimento della Cresima a 4 ragazzi; al pomeriggio ci sarà l’Assemblea parrocchiale, nella chiesa dei santi Cosma e Damiano. Il giorno dopo abbiamo previsto la Visita agli ospiti e al personale della Casa di riposo e la visita ad altri malati nelle loro case; seguirà l’incontro col Sindaco e il Consiglio comunale; quindi la Celebrazione eucaristica conclusiva e, dopo i saluti, un momento conviviale.
La sua comunità è piccola ma ricca di fede e di testimonianze anche culturali e artistiche: come la bellissima chiesa parrocchiale da poco restituita alla vita comunitaria, dopo un lungo restauro. Cosa può dirci sull’identità spirituale e pastorale della comunità che Lei guida?
Anche Senis ha conosciuto il fenomeno dell’emigrazione. Negli anni ‘50 e seguenti, il paese contava fino a 1100 abitanti: oggi all’anagrafe sono iscritti solo 371 abitanti. Di questi, io credo, un terzo non abita a Senis. Ci sono abitanti di Senis in Olanda, Belgio, Francia, Germania, Svizzera, Australia, Canada, Cile e poi in diverse regioni dell’Italia settentrionale e centrale. Ci sono numerose vocazioni sacerdotali (tre sacerdoti e un fratello laico, francescani) e religiose (si contano una ventina di suore), la maggior parte Figlie di San Giuseppe di Genoni; una monaca di clausura a Oristano, qualche missionaria e alcune francescane e del Buon Pastore. Come in altre parrocchie soffriamo per il fenomeno della secolarizzazione. Il matrimonio religioso con l’educazione religiosa talvolta sono in crisi.
Lei è sacerdote da tanti anni: ha visto profondi cambiamenti nella vita della Chiesa e nella Pastorale. Ci può raccontare le tappe principali della sua biografia, come uomo, e come sacerdote?
Appena ordinato fui inviato come viceparroco a Samugheo, poi a Ovodda e Meana Sardo. A Samugheo ho fatto una bellissima esperienza con gli Scout. A Ovodda con l’Azione Cattolica, molto attiva. A Meana Sardo con il gruppo Comunione e Liberazione; a Samugheo ho iniziato a insegnare religione che ho proseguito in tutte le parrocchie. Sono stato anche cappellano della Basilica del Rimedio e dell’istituto fondato dal can. Mastino per ragazzi poliomielitici. Ogni parrocchia dove sono stato è diversa dalle altre. Nella parrocchia di Villanovafranca abbiamo accompagnato in tutto il cammino vocazionale don Luciano Ibba, oggi missionario in Perù. Ho fatto anche l’esperienza dei Cursillos.
Ci parli, infine, degli organismi ecclesiali, la catechesi, le Confraternite, la ministerialità, il rapporto con le autorità civili e militari: cosa vi aspettate dalla Visita Pastorale?
Nella nostra Parrocchia, da quando le suore giuseppine (nel 1991) hanno concluso il loro servizio, i parroci hanno incontrato grande difficoltà nella catechesi. Non abbiamo purtroppo il gruppo dei catechisti, così come non ci sono Comitati per le feste religiose: per le manifestazioni civili c’è la Proloco. Un piccolo gruppo di laici formano il Consiglio per gli Affari Economici e quello Pastorale; ci sono poi i confratelli e l’Apostolato della Preghiera. Ci sono due gruppi di prioresse che con gran generosità pensano al decoro delle due chiese. Ci sono laici che svolgono il ministero (di fatto) dei lettori.
Grazie don Giuseppe e buona Visita.
* A cura di Tonino Zedda
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