Martedì, 12 Maggio 2026

 

La Vicaria Nostra Signora del Sacro Cuore da qualche settimana ha accolto il nostro Arcivescovo in Visita Pastorale. Dopo le tappe a Laconi e Nureci, dal 19 aprile al 2 maggio mons. Roberto Carboni incontrerà le quattro comunità che, dallo scorso anno, sono state affidate a don Nicola Pinna: Villa Sant’Antonio, Ruinas, Assolo e Mogorella. Abbiamo chiesto al parroco di presentarci quest’evento, per molti versi straordinario, che le quattro comunità si apprestano a vivere.

Don Nicola, come si sono preparate le comunità?

Ci siamo preparati innanzitutto con la preghiera. Quotidianamente dopo la Messa abbiamo recitato la Preghiera composta dall’Arcivescovo per la Visita Pastorale; ho organizzato anche alcuni incontri comunitari nelle quattro parrocchie per spiegare il significato profondo della Visita e per presentare il desiderio dell'Arcivescovo di incontrare tutti, per suscitare nei fedeli l'attesa e l'accoglienza del Pastore che viene a conoscere il gregge che il Signore gli ha affidato.

L’Arcivescovo, nella Lettera pastorale che ha preceduto l’indizione, ha affermato che durante la Visita vuole incontrare tutti, nessuno escluso. Può illustrarci i punti principali del programma della Visita a Villa Sant’Antonio, Ruinas, Assolo e Mogorella?

La Visita inizierà dalla parrocchia più piccola per numero di abitanti che è Villa Sant'Antonio. Si fermerà dal 19 aprile al 21 aprile. A Ruinas ci starà dal 23 al 25, mentre ad Assolo dal 26 al 28 aprile. Infine a Mogorella dal 29 aprile al 2 maggio. Abbiamo comunicato a tutti i fedeli il programma specifico per le singole parrocchie. In ogni comunità si dedicherà tempo ai malati, nelle proprie abitazioni e a quelli ospitati nelle Case di riposo a Villa Sant'Antonio e Mogorella, l'Arcivescovo si è reso disponibile anche per incontri personali. Ci saranno poi le assemblee comunitarie, gli incontri con le scuole (elementari e medie) frequentate anche dagli altri paesi del Vicariato foraneo; ci sarà anche l’incontro con gli Amministratori comunali e con le associazioni locali.

Le sue parrocchie vivono la marginalità, la periferia, l’essere lontani dai grandi snodi sociali e politici? Che percezione avete? Vi sentite ai margini oppure proprio per questa condizione si è sviluppato un senso fraterno e di solidarietà maggiore? Come si vive nelle sue parrocchie?

Io vivo in queste parrocchie soltanto da sette mesi. In una piccola comunità, a mio parere, si ha la possibilità, se si vuole, di vivere maggiormente la fraternità. C'è un rapporto più diretto tra le persone, familiare, ci si conosce maggiormente. Quest’aspetto porta in sé criticità, ma anche grandi potenzialità. Poi il fatto di dover seguire quattro comunità, inevitabilmente, stimola a camminare insieme e superare l'individualismo.

In questo tempo caratterizzato da guerre e contrapposizioni, egoismo e violenza a tutti i livelli, oltre le preoccupazioni, ci sono anche segni di speranza, rinnovamento e solidarietà. Cosa potrebbe dirci, in sintesi, sulla fede e le tradizioni religiose delle comunità? Lei come riesce a rispondere alle esigenze di tutti: immaginiamo la fatica…

Ancora sono all'inizio del cammino. Il servizio di coordinamento non è facile ma è possibile. Conto sulla comprensione di tutti e, devo dire, che le persone capiscono la mia condizione e sono pazienti. La nostra situazione pastorale è comune anche ad altre comunità nella nostra Arcidiocesi: la Chiesa è una e siamo fratelli e sorelle in Cristo e l'Arcivescovo viene a confermarci nell'unica fede.

Ci sono collaboratori che la aiutano? Ci parli degli organismi parrocchiali, le Confraternite, la catechesi, i cori, i Consigli pastorali: cosa si aspettano dalla Visita dell’Arcivescovo?

È impossibile fare da soli. È fondamentale l'aiuto di collaboratori. Persone che già collaboravano con i miei predecessori e altre che bisognerà individuare. Come ho già detto, sto muovendo i primi passi e questo è un tempo di osservazione e conoscenza reciproca. Già posso contare sull'aiuto di don Giovanni Usai e altri sacerdoti della zona, di Nicola Caria di Assolo in cammino verso il Diaconato Permanente, e altri laici che nelle parrocchie vivono la vita di fede e si mettono a servizio del Signore e dei fratelli con generosità e gratuità.

Grazie: auguriamo a Lei e alle comunità che la Visita favorisca la comunione e la collaborazione!

Intervista a cura di Tonino Zedda


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