Giovedì, 02 Aprile 2026

 

È stato inaugurato, lunedì 23 febbraio 2026, il Dormitorio maschile distrettuale dell’ambito Plus di Oristano, gestito dalla Fondazione Nostra Signora di Bonacatu - E.T.S., ente gestore dei servizi della Caritas diocesana, il cui presidente è il direttore della Caritas stessa mons. Maurizio Spanu.

Il servizio prevede l’accoglienza temporanea notturna di uomini in grave emergenza abitativa, prevalentemente su segnalazione dei servizi sociali dei ventiquattro comuni coinvolti, che rappresentano una buona parte del territorio della nostra Arcidiocesi.

La riapertura, perché di riapertura si tratta, è avvenuta in seguito a un percorso molto lungo, in concertazione con le istituzioni pubbliche. La realtà di un dormitorio già esisteva a Oristano: lo vollero e lo realizzarono i movimenti ecclesiali che operano nella nostra Arcidiocesi che, per la gestione della struttura, si costituirono in associazione. Nacque Domus Oristano ODV, associazione di volontariato a oggi molto attiva, col desiderio di realizzare in concreto una testimonianza di carità.

L’associazione, già allora in convenzione col Plus di Oristano, ha portato avanti il dormitorio per alcuni anni, fino al 2020, periodo della pandemia: a causa delle restrizioni per il Covid dettate dal Governo il dormitorio dovette chiudere. E dal quel momento non ha più riaperto le porte anche perché era stato realizzato in una casa d’affitto che non fu poi più possibile riottenere. Più volte, in questi ultimi anni, è stato chiesto alla Caritas diocesana di far ripartire l’iniziativa e prendersi cura delle situazioni di grave emergenza abitativa.

La Caritas ha dovuto valutare l’opportunità mettendo sulla bilancia diverse situazioni: da un lato la grande fatica che la gestione di una struttura simile avrebbe comportato, dall’altro lato l’urgenza e la necessità di soddisfare questa esigenza.

Si è deciso di provarci ed è partito un tempo di concertazione e dialogo col Plus, di cui il Comune di Oristano è ente capofila, dal momento che l’urgenza univa ragioni evangeliche ed ecclesiali al dover gestire un servizio sociale di natura pubblica.

Occorreva un lavoro di rete che vedesse coinvolte tutte le parti in causa. La lunga concertazione è servita per chiarire l’impegno delle varie parti e, soprattutto, per stabilire la forma di gestione: nel dormitorio, che fino al 2020 era sempre stato portato avanti grazie al volontariato, stavolta, ai volontari si affiancheranno figure di operatori dipendenti. Nel frattempo, il Comune di Oristano aveva già messo a disposizione un appartamento che è stato restaurato e sistemato appositamente per questo tipo di servizio.

Il progetto sarà sostenuto, dunque, grazie al determinante contributo dell’Amministrazione pubblica: una parte dei fondi arrivano dal Plus territoriale (Piano Locale Unitario dei Servizi alla Persona), per circa 20mila euro, mentre altri 20mila euro arrivano direttamente dal Comune di Oristano.

Per la parte restante la Caritas si avvarrà dei fondi derivanti dalla Legge regionale che finanzia le Caritas diocesane, a dimostrazione di come questa legge, oggetto recente della cronaca sarda, sostenga fattivamente sul territorio iniziative caritatevoli di forte impatto sociale. In questa fase di concertazione, e ora nella gestione, il ruolo primario lo ha avuto la Fondazione N.S. di Bonacatu – E.T.S., recentemente costituita dall’Arcidiocesi quale ente gestore dei servizi Caritas, i cui membri del Consiglio direttivo e dell’Organo di controllo operano in maniera generosa e volontaria, che si è presa a cuore questa esigenza e, dopo accurate e oculate valutazioni, ha deciso di mettersi in gioco per la riapertura del Dormitorio.

Siamo molto fiduciosi per la gestione di questo servizio, rivela il Direttore della Caritas diocesana. Lo siamo per il progetto realizzato, lo siamo per il tipo di accoglienza che verrà fatta e per l'accoglienza da parte del territorio, a partire dalle persone che abitano nel quartiere in cui è stato attivato il Dormitorio. Iniziamo sicuramente con tanto entusiasmo e impegno. Il nostro desiderio è quello di testimoniare l'accoglienza verso tutti, soprattutto verso chi si trova nella situazione di estrema fragilità perché non ha un tetto.

L'obiettivo progettuale, però, non è solo dar vita a questo desiderio ma anche fornire opportunità sia ai Servizi Sociali pubblici che al Centro d'Ascolto della Caritas di potersi attivare per tentare di offrire soluzioni più adeguate: Il Dormitorio è una soluzione temporanea, come una locanda per chi si trova in viaggio, sottolinea don Maurizio.

Chi chiede ospitalità nel Dormitorio per noi è come in una fase di passaggio che tutte le parti in causa devono certamente custodire ma anche accompagnare nel tentativo di aiutare queste persone a trovare una soluzione migliore.

A.D.


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