Si è vissuto, sabato 5 aprile, nella chiesa di Santa Chiara a Oristano, il primo dei sei incontri che la famiglia francescana arborense ha pensato per celebrare gli 800 anni del Cantico delle Creature.
Nell’Arcidiocesi di Oristano sono presenti diverse realtà della famiglia francescana: iCappuccini e Conventuali, le Clarisse e l’Ordine Francescano Secolare (composta da laici) a Laconi, Narbolia, Meana Sardo, Oristano, Silì e Villaurbana. Queste realtà hanno pensato di unire le forze per proporre un percorso aperto a tutta la comunità diocesana e, in particolare, a chi desidera approfondire la spiritualità di Francesco d’Assisi.
Un cammino di riflessione sul Cantico, per riscoprirne il messaggio. Ciò che Francesco d’Assisi ha voluto lanciare col suo componimento, scritto quando ormai era cieco e la malattia lo stava consumando, è diventato un messaggio per tutti e, dopo 800 anni, continua a ispirare tante persone sotto diversi punti di vista: come una lode cristiana, come un componimento letterario, come una preghiera ecumenica o interreligiosa.
Ognuna delle sei tappe, che saranno presentate tutte in questo Anno commemorativo e che si inseriscono nel percorso che la Chiesa offre con il Giubileo ordinario, avrà come filo conduttore la tematica del Cantico come voce di speranza. Ogni incontro è stato pensato non come occasione per presentare relazioni illustrative o cattedratiche sui versi del componimento, ma come opportunità per incontrare testimonianze di vita che, in qualche modo, rivelino come le parole di Francesco non fossero teoria ma espressione di quanto concretamente da lui vissuto.
E così è stato anche per il primo, solennemente aperto dalla Polifonica arborense che ha presentato il Cantico delle creature nella versione di padre Domenico Sella. Suor Caterina, Abbadessa del monastero di Santa Chiara, fra Jorge, del sacro convento di Assisi, Massimo e Silvia, una coppia di Terralba, hanno portato la loro testimonianza sui primi versetti: Altissimo onnipotente buon Signore, tue son le lodi, la gloria, l’onore, e ogni benedizione.
I quattro testimoni hanno evidenziato le meraviglie che il Signore compie ogni giorno nella loro vita ma anche quanto sia difficile lodarlo e ringraziarlo soprattutto nei momenti difficili e nelle fatiche quotidiane. Sono stati voce di speranza, nella loro testimonianza, quando hanno incoraggiato a perseverare con fede e in letizia in ogni situazione perché il Signore si fa sempre provvidente anche quando si pensa di essere soli e abbandonati.
Il prossimo incontro, Laudato sii mi Signore con tucte le tue creature, è fissato per il 17 maggio sempre nel monastero di Santa Chiara che, ancora una volta, aprirà le porte a chi vorrà farsi coinvolgere da un messaggio di pace e di fraternità vecchio di 800 anni ma sempre tanto attuale.
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