Lunedì, 04 Maggio 2026

 

Sabato 10 maggio, a Cagliari, nella Cappella del Seminario regionale, sono stati conferiti i Ministeri del Lettorato ai seminaristi Matteo Lutzu, della nostra Arcidiocesi arborense, e Stefano Chessa dell'Arcidiocesi di Sassari, e il Ministero dell'Accolitato a Daniele Zucca della diocesi di Alghero Bosa. 

* di Maria Giovanna Fiori

Alle 11 hanno fatto ingresso i seminaristi, un nutrito gruppo di sacerdoti e l'Arcivescovo di Oristano, mons. Roberto Carboni, che ha presieduto l’Eucaristia. Tra i sacerdoti non potevano mancare mons. Gianfranco Murru che, come parroco di Sant’Efisio, comunità di appartenenza di Matteo, è stato padre premuroso e punto di riferimento prezioso per la sua vocazione. Era presente anche mons. Alessandro Floris che Matteo l'ha accolto da Rettore del Seminario di Oristano per intraprendere il cammino di discernimento verso il sacerdozio. Il Rettore del Seminario regionale, don Riccardo Pinna, prima di iniziare la celebrazione dell'Eucaristia, ha ringraziato mons. Carboni per il dono della presenza e per la disponibilità, ed esteso i suoi ringraziamenti a tutti i presenti, rettori dei Seminari diocesani, educatori, collaboratori, parroci, familiari, amici e fedeli delle comunità parrocchiali: ha voluto poi ricordare papa Leone XIV affidandolo alla preghiera nell’intenzione della Santa Messa.

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Mons. Carboni e Matteo Lutzu


L’Arcivescovo Roberto ha offerta un’omelia ricca di contenuti. Ha iniziato parlando, con grande emozione, del pellegrinaggio a Roma appena concluso: Fratelli e sorelle, ha esordito, è ancora vivo nei nostri occhi e nei nostri cuori l'avvenimento ecclesiale che ha segnato questi ultimi giorni. Parlo dell'elezione a vescovo di Roma, e Papa della Chiesa cattolica di  Leone XIV. Per grazia del Signore, quelle cose che nella vita capitano e che noi non interpretiamo mai come casualità, mi sono trovato in mezzo a quella folla davvero impressionante come numero, ma anche come attenzione, come preghiera corale, nell'attesa della fumata bianca, nell'attesa che apparisse nella Loggia delle Benedizioni il nuovo Papa. Ho sentito intorno a me molta gioia, molto desiderio di avere una guida autorevole. Certo, tutti ricordiamo con affetto papa Francesco, ma tutti sappiamo che la storia della Chiesa si scrive attraverso persone, storie, uomini che si succedono e scambiano, per così dire, il testimone di questa corsa, portando ciascuno in un modo originale il Vangelo di Gesù.

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Mons. Roberto Carboni durante l'omelia

Credo che voi tutti, così come me, siate stati colpiti dalle prime parole di papa Leone, il quale ha voluto mettere in chiaro e ancorare con fermezza al Vangelo il suo ministero. Il saluto di pace, il saluto del risorto, la pace sia con tutti voi, questa è la parola che tutti aspettavamo. Ha proseguito l’omelia facendo un confronto tra i passi più visibili come quelli del magistero di un Papa e i passi più nascosti come quelli dei seminaristi che ricevono il Ministero. Entrambi sono passi importanti. La Chiesa si muove così, ognuno deve dare il proprio contributo: certamente il Papa ma così pure i seminaristi che stanno progredendo nel loro cammino di discernimento verso il presbiterato. Anche attraverso queste tappe contribuiscono alla santità della Chiesa. Proseguendo nell'omelia, ha citato ancora parole che colpiscono nel profondo, quelle del diario di un curato di campagna: La Parola ti deve bruciare quando la tocchi. Se non fa nessun effetto, due sono le cose: o tu hai guanti resistenti e non ti lasci toccare, oppure questa parola è spenta. Bisogna accenderla. Il Rettore del Seminario regionale, prima della benedizione finale, ha ringraziato i seminaristi per il loro al Signore: il Seminario continua sempre, non è solo un luogo o un edificio, è un tempo che, seppur passi in fretta, diventa e resta un tempo di grazia.

Al termine della celebrazione Matteo ha donato all'Arcivescovo Roberto un orologio a nome dei Seminaristi: chiaro il riferimento alla scansione del tempo, ma voluto anche per invitare l’Arcivescovo a dedicare tempo per ricordare i seminaristi nelle preghiere. Mons. Carboni, scartando il pacco, simpaticamente ha esclamato: Ecco, ora non potrò più arrivare in ritardo! Ma poi, prima della benedizione finale, ha assicurato la sua costante preghiera.

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Mons. Roberto Carboni mostra all'assemblea il regalo fattogli da Matteo


Si è conclusa così la celebrazione che è stata animata dalla corale del Seminario: tutti i canti eseguiti hanno regalato un susseguirsi di belle e forti emozioni. Al termine, lo scambio d'auguri, la foto ricordo e un momento di convivialità. Ed ecco che, nel cortile del Seminario, sono risuonate le note di un organetto diatonico: col ballo sardo, valore identitario della nostra terra, si è vissuto un momento di gioia e di fraternità. A Matteo giungano i più affettuosi auguri per il dono del Ministero del Lettorato ricevuto: da tutta l’Arcidiocesi e dalla sua comunità parrocchiale de Sant'Efis de su brugu de Aristanis.


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