Dopo aver dedicato tante puntate a descrivere il servizio liturgico dei ministranti, ho sentito il bisogno di ritornare, con qualche piccola riflessione, sul concetto di ministerialità che, molto opportunamente, gli studiosi e i pastori hanno definito come snodo essenziale perché si possa attuare lo spirito della Riforma Liturgica, consentendo così a tutto il popolo di Dio di partecipare pienamente alla vita liturgica della Chiesa...
Si è appena concluso il mese di maggio, che il popolo di Dio dedica alla devozione per la Vergine Maria, tanto da essere universalmente riconosciuto come il mese mariano. In tutta la Chiesa la Madonna è venerata con migliaia di titoli, alcuni davvero interessanti...
Normalmente il sacerdote presiede l’Eucaristia con un certo numero di fedeli, specie la domenica e nei giorni festivi. A essa prendono parte persone che non svolgono alcun ministero. Anche se molto raramente potrebbe succedere che il presbitero debba presiedere una celebrazione senza la comunità dei fedeli...
I ministranti, specie in certe particolari celebrazioni, sono chiamati a svolgere piccoli servizi che, pur non essendo indispensabili, possono assumere comunque un grande valore: contribuiscono al decoro e alla solennità del rito evidenziando, di volta in volta, particolari significati rituali. I ministranti che suonano il campanello.
Durante la celebrazione eucaristica il presbitero che presiede la celebrazione, specie quella eucaristica, svolge la sua funzione in luoghi diversi: alla sede, all’ambone, all’altare. Inoltre, per assolvere i suoi compiti, ha bisogno di diversi libri liturgici: il Messale (riconoscibile dalla copertina di colore rosso), il Lezionario (con la copertina di diversi colori, es. verde per le Messe feriali e festive, azzurra per le Messe mariane, bianca per il Matrimonio), a volte anche il libro contenente le preghiere dei fedeli (l’orazionale) e il libro dei canto