Lunedì, 11 Maggio 2026

 

Normalmente il sacerdote presiede l’Eucaristia con un cer­to numero di fedeli, specie la domenica e nei giorni fe­stivi. A essa prendono parte persone che non svolgo­no alcun ministero. Anche se molto raramente potrebbe succedere che il presbitero debba presiedere una celebrazione senza la comunità dei fedeli...

di Tonino Zedda

In questo caso è bene che sia presente almeno un ministrante: Principi e Norme per l’Uso del Messale Romano (IGMR) prevede la regola generale per cui non si celebri la Messa senza la partecipazione di almeno qualche fedele o di un ministro, se non per un motivo giusto e ragionevole (IGMR n. 211). Nei limiti del possibile, il ministrante dovrebbe leggere anche la prima lettura e il salmo, eventualmente anche la seconda lettura con il canto al vangelo che potrebbe, solo in questo caso, essere recitato (IGMR, n. 217). Alla presentazione dei doni, il ministrante porta sull’altare il corporale, il purificatoio, il ca­lice, il pane e il vino per la consacrazione, quindi aiuta il presidente al lavabo (nn. 221 e 222). Successivamente può riportare alla credenza il ca­lice purificato dal sacerdote (229). Vale quindi il principio: se è disponibile solo un collaboratore per questi servizi particolari, il ministrante si assume com­piti che altrimenti sono svolti dal lettore, dal cantore o dall’assemblea. In questo modo la presenza anche di un solo ministrante risulta molto importante perché altamente significativa e simbolica: rappresenta cioè l’intera comunità parrocchiale. Il servizio dei ministranti è di grandissimo ausilio in tutte le altre celebrazioni. Oltre alle azioni che si compiono quasi in ogni Mes­sa, i ministranti ne eseguono altre in celebrazioni e oc­casioni particolari.

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Nella celebrazione del sacramento del Battesimo dei bambini: possono sorreggere i vasetti col Sacro Crisma e con l’Olio dei catecumeni; nella celebrazione del Matrimonio il vassoio o cuscino con le fedi nuziali; nel conferimento del sacramento dell’Unzione degli infermi reggono il vasetto con l’Olio degli infermi e aiutano il presbitero ad astergere le mani dopo l’unzione; nella liturgia di benedizione delle persone, o edifici, automobili e altri og­getti il ministrante regge il secchiello con l’acqua benedetta. Prima della Benedizione eucaristica o del trasporto del Santissimo Sacramento depongono sulle spalle del presidente o porgono al sacerdote il velo omerale e lo ritirano dopo le acclamazioni; durante le processioni possono portare oltre la croce, i ceri, il turibolo e la navicella anche eventuali stendardi o bandiere; nelle celebrazioni all’aperto (es. la via Crucis) soprattuttoquando si impiegano impianti di amplificazione trasportabili, un ministrante sor­regge il microfono. Servizi di questo genere ce ne sono molti: tutte queste azioni, e altre ancora, manifestano la multiforme e indispen­sabile funzione dei ministranti nella celebrazione liturgica.

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