di Tonino Zedda
Solitamente questi titoli sono legati a tradizioni locali e popolari. I credenti del Medioevo amavano ripetere “de Maria numquam satis” cioè su Maria non si è detto ancora tutto, c’è sempre qualche aspetto da investigare, sottolineare, pregare, venerare. Tra le preghiere cristiane una delle più proclamate rimane il santo Rosario. Il rosario, come lo conosciamo oggi, è stato dato dalla Vergine Maria a San Domenico di Guzman nel 1214. Lo ha consegnato a lui per combattere gli eretici e rafforzare la fede nel popolo di Dio, chiedendogli di insegnare a pregarlo e a diffondere questa devozione in tutta la Chiesa. Ancora oggi la devozione a questa forma altamente evangelica del rosario rimane una tra le più care per tutta la Chiesa. Moltissimi cristiani pregano il Rosario meditando sui 15 misteri della vita di Gesù e della Vergine Maria. Nel 2002, il Papa San Giovanni Paolo II ha introdotto altri cinque misteri: i misteri luminosi. Così, attualmente, sono 20 i misteri sui quali siamo chiamati a meditare. È molto interessante il fatto che non esita un'unica forma celebrativa di questo esercizio di fede e di devozione. Oltre la recita delle 10 Ave Maria, introdotte dal Padre Nostro e seguite dalla dossologia Gloria al Padre, c’è la possibilità di inserire giaculatorie, acclamazioni, ritornelli etc. Anche in Sardegna il Rosario si è diffuso rapidamente e in modo assai capillare: ogni comunità parrocchiale, anche la più piccola, ha personalizzato la recita (sarebbe meglio dire il canto) del rosario adattandolo alla variante e alla sensibilità locale. Nel mese di maggio da tutta la diocesi si sono levate al cielo le lodi a Maria, anche le parrocchie del Vicariato Urbano hanno pregato la Madonna col rosario comunitario quotidiano; alla fine del mese, come ottima tradizione, le parrocchie si sono ritrovate ai piedi della Vergine del Rimedio, nell’omonima Basilica, per una celebrazione comunitaria davvero sentita. Presente l’arcivescovo, tutti i parroci e la rappresentanza di tutte le comunità è stata celebrata la Santa Messa. Prima della benedizione finale l’assemblea si è rivolta a Nostra Signora con le toccanti parole che mons. Sanna ha composto in occasione del 60° dell’incoronazione della veneratissima Statua. Il testo, commovente e intenso, merita di essere conosciuto e pregato da tutti fedeli arborensi: Vergine di sapienza e di speranzasentinella dell’oggi e del domani rimedio d’ogni male e sofferenza veglia sui nostri passi d’incertezza. Dona luce e conforto dal tuo trono a chi cerca nel dubbio e nel dolore; consola chi è nel pianto e nella colpa sostieni la fatica di chi crede.Da sessant’anni sei nostra Regina,madre silente di bontà e di grazia,rifugio per chi pecca e per chi soffre, sostegno di chi prega e di chi spera. Donna fedele al Figlio crocifisso guida sicura e madre di fiducia accendi a noi la stella vespertina sul cielo della vita che tramonta. Con mano amica e cuore generoso accogli nel tuo Tempio i pellegrini, che implorano la pace e la salute. Tu gioia, luce, dono, e Pasqua eterna. AMEN