Lunedì, 11 Maggio 2026

 

Si è appena concluso il mese di maggio, che il popolo di Dio dedica alla devozione per la Vergine Maria, tanto da essere universalmente riconosciuto come il mese mariano. In tutta la Chiesa la Madonna è venerata con migliaia di titoli, alcuni davvero interessanti...

di Tonino Zedda

Solitamente questi titoli sono legati a tradizioni locali e popolari. I credenti del Medioevo amavano ripetere “de Maria numquam satis” cioè su Maria non si è detto ancora tutto, c’è sempre qualche aspetto da investigare, sottolineare, pregare, venerare. Tra le preghiere cristiane una delle più proclamate rimane il santo Rosario. Il rosario, come lo conosciamo oggi, è stato dato dalla Vergine Maria a San Domenico di Guzman nel 1214. Lo ha consegnato a lui per combattere gli eretici e rafforzare la fede nel popolo di Dio, chiedendogli di insegnare a pregarlo e a diffondere questa devozione in tutta la Chiesa. Ancora oggi la devozione a questa forma altamente evangelica del rosario rimane una tra le più care per tutta la Chiesa. Moltissimi cristiani pregano il Rosario meditando sui 15 misteri della vita di Gesù e della Vergine Maria. Nel 2002, il Papa San Giovanni Paolo II ha introdotto altri cinque misteri: i misteri luminosi. Così, attualmente, sono 20 i misteri sui quali siamo chiamati a meditare. È molto interessante il fatto che non esita un'unica forma celebrativa di questo esercizio di fede e di devozione. Oltre la recita delle 10 Ave Maria, introdotte dal Padre Nostro e seguite dalla dossologia Gloria al Padre, c’è la possibilità di inserire giaculatorie, acclamazioni, ritornelli etc. Anche in Sardegna il Rosario si è diffuso rapidamente e in modo assai capillare: ogni comunità parrocchiale, anche la più piccola, ha personalizzato la recita (sarebbe meglio dire il canto) del rosario adattandolo alla variante e alla sensibilità locale. Nel mese di maggio da tutta la diocesi si sono levate al cielo le lodi a Maria, anche le parrocchie del Vicariato Urbano hanno pregato la Madonna col rosario comunitario quotidiano; alla fine del mese, come ottima tradizione, le parrocchie si sono ritrovate ai piedi della Vergine del Rimedio, nell’omonima Basilica, per una celebrazione comunitaria davvero sentita. Presente l’arcivescovo, tutti i parroci e la rappresentanza di tutte le comunità è stata celebrata la Santa Messa. Prima della benedizione finale l’assemblea si è rivolta a Nostra Signora con le toccanti parole che mons. Sanna ha composto in occasione del 60° dell’incoronazione della veneratissima Statua. Il testo, commovente e intenso, merita di essere conosciuto e pregato da tutti fedeli arborensi: Vergine di sapienza e di speranzasentinella dell’oggi e del domani rimedio d’ogni male e sofferenza veglia sui nostri passi d’incertezza. Dona luce e conforto dal tuo trono a chi cerca nel dubbio e nel dolore; consola chi è nel pianto e nella colpa sostieni la fatica di chi crede.Da sessant’anni sei nostra Regina,madre silente di bontà e di grazia,rifugio per chi pecca e per chi soffre, sostegno di chi prega e di chi spera. Donna fedele al Figlio crocifisso guida sicura e madre di fiducia accendi a noi la stella vespertina sul cielo della vita che tramonta. Con mano amica e cuore generoso accogli nel tuo Tempio i pellegrini, che implorano la pace e la salute. Tu gioia, luce, dono, e Pasqua eterna. AMEN

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