Perché appaia la natura ministeriale dell’Assemblea che celebra, è bene che colui che presiede non sia lasciato da solo. Ciò che, normalmente, può svolgere un unico ministro deve poter essere svolto da più ministranti
Il 25 aprile, come tradizione, i ministranti della nostra Arcidiocesi hanno celebrato il loro Convegno annuale. Da qualche anno a questa parte, purtroppo, le parrocchie che partecipano sono in numero sempre più decrescente: non è un buon segno ecclesiale. Almeno secondo me...
Dopo la solenne benedizione del Fonte e dell’acqua per i sacramenti, avvenuta durante la Veglia Pasquale, anche secondo le direttive della lettera circolare Paschalis Sollemnitatis sulla preparazione e celebrazione delle feste pasquali, c’è la seguente direttiva pastorale per il rito penitenziale nelle domeniche del tempo di Pasqua (n° 97):
La Benedizione Pasquale è una tradizione radicata e presente ancora in moltissime comunità della nostra Diocesi e ha come scopo di far irrompere, nelle famiglie, la forza del Signore Risorto, vittorioso sulla morte e sul male. La benedizione nasce e cresce nel contesto della Veglia Pasquale.
Come abbiamo chiarito tante volte nella struttura celebrativa della Messa il Prefazio e il Santo formano un binomio strettamente collegato ma anche ben distinto, caratterizzato da un tono iniziale di festosità e di gioia con il coinvolgimento del presbitero-presidente e dell’intera assemblea nella glorificazione celeste
La Veglia Pasquale, che tutte le comunità celebrano durante la Notte Santa della Resurrezione del Signore Gesù, è il cuore e il centro di tutto l’anno liturgico. Non possiamo dirci cristiani se non viviamo in pienezza questa celebrazione: il mistero pasquale, che celebriamo nei giorni del Triduo e in ogni preghiera liturgica della Chiesa, si pone al centro della nostra fede come fondamento sicuro e colonna portante di tutta la vita cristiana...