di Tonino Zedda
Il suo significato profondo è duplice: è occasione per lodare Dio per la vittoria del suo Cristo sul peccato e sulla morte e per ricevere la forza della Pasqua che scende sulle chiese domestiche fortificandole e risanandole. Non sono i muri o le case vuote a essere benedette, come se fosse un rito superstizioso o magico. L’aspersione è fatta con l’acqua benedetta, quella scaturita nel contesto della Veglia Pasquale quando, solennemente è stata benedetto il Fonte in memoria del Battesimo. Ciò che allontana il male dalle nostre case è proprio la vita buona e serena delle persone che si mantengono unite al Signore, alla Madre di Dio, ai Santi. Soggetto primario della benedizione, quindi, non sono le cose, gli oggetti e gli ambienti ma la famiglia: sono le persone santificate che portano benedizione con la loro presenza in ogni ambiente di vita. Ogni battezzato è consacrato a Dio e per questo porta in sé la forza del Risorto, che lo chiama a santificare i luoghi in cui vive, opera e lavora con la sua presenza. Per quanto però riguarda la benedizione delle famiglie, vi è un elemento nuovo, particolare: la coppia consacrata con il sacramento del Matrimonio è fonte di benedizione per la propria casa. È quindi il sacramento del Matrimonio la sorgente speciale di benedizione della casa e della famiglia. Per il Sacramento del Matrimonio Cristo Risorto è presente nella famiglia in modo particolare e agisce attraverso gli sposi, che sono visibile attuazione dell’amore che Lui ha per la Chiesa. È in forza di questo sacramento che gli sposi possono benedire la casa, il cibo e in primo luogo i loro figli. Sono gli stessi sposi che possono ricevere l’acqua benedetta dal fonte battesimale della parrocchia e con essa benedire le loro persone, la famiglia e la casa. Lo possono fare anche le persone vedove che pure posseggono ancora la grazia del sacramento del Matrimonio. Anche i singoli possono invocare la benedizione del Signore, in forza del sacramento del loro Battesimo. È questa la giusta prospettiva che aiuta a superare il concetto di benedizione come qualcosa di magico, automatico o scaramantico e a recuperare invece il concetto cristiano della famiglia come Chiesa domestica, realtà “fatta da Dio”, già da Lui santificata e fonte di benedizione. In questa prospettiva è importante anche la visita del presbitero (specie se è il parroco). Nel segno del pastore vengono visitate le chiese domestiche: è lo stesso Gesù che va in giro cercando tutte le pecore: quelle smarrite per ricondurle ai pascoli di erbe fresche e quelle del recinto per incoraggiarle a una vita sempre più in comunione coi fratelli.