Lunedì, 13 Luglio 2020

Progetto1

Ha iniziato ad apprendere l’arte del pane fatto in casa fin dall’età di cinque anni, Francesco Sedda di Villaurbana, quando, curioso di imparare quello che possiamo definire uno dei misteri più antichi del mondo, osservava la nonna Teresina e la zia Rosalba cimentarsi nel sapiente lavoro della panificazione...

a cura di Franca Mulas

Da allora sono passati vent’anni. Un lungo periodo durante il quale il bambino si è trasformato in ragazzo, affinando l’arte della panificazione e trasformandola in una vera e propria passione. Per lui fare il pane in casa è arte, divertimento e gioia.

Se nonna e zia sono state, per così dire, le mie maestre – racconta Francesco – è anche vero che nel mio percorso formativo è stato utile frequentare alcuni dei migliori forni casalinghi di Villaurbana e osservare l’abilità di tante brave massaie che con dedizione e amore continuano a fare il pane di una volta.

Francesco è un libro aperto quando si racconta e la sua voce, pacata e ritmata, scandisce bene tutte le fasi che interessano la lavorazione del pane. A partire, per esempio, dall’unione della farina con il lievito madre, su frumentu, una sorta di pozione magica che assume un ruolo determinante nella lavorazione dell’impasto. L’impasto - spiega il giovane - viene lavorato a mano in un recipiente di terracotta, tianu o tianedda, dove si versa la semola o la farina, a seconda del tipo di pane che si vuol preparare. Quando l’impasto è pronto bisogna lavorarlo a mano o con un rullo dentellato in legno, ciuexi su pani, finché la pasta diventa bianca e elastica.

Quelli descritti da Francesco sono i passaggi comuni a tutti i tipi di pane, a cui possono seguire variazioni a seconda del pane da realizzare. Abile nel confezionare diversi tipi di pane, tra cui civraxiu, ladas, moddixina, il ragazzo ama cimentarsi anche nella lavorazione del pane più elaborato, come is coccois, per esempio. Di diverse forme e misure, is coccois sono realizzati con incisioni particolari, pintaduras, che vengono eseguite ad arte con l’utilizzo del coltello, arrasoia, o coltellino, arrasoiedda, oppure con le unghie, pani pintau a unga, di cui Francesco è diventato un maestro, tanto da rendere riconoscibile a tutti il tocco della sua mano.

pane Francesco sedda villaurbana php 1200

Del giovane possiamo dire che è un concentrato di saperi e sapori, che ben si sposano con le tradizioni di Villaurbana e che lo hanno portato a far parte dell’associazione culturale Biddobrana e ad avere svariati riconoscimenti nell’ambito di manifestazioni legate alla tradizione del pane fatto in casa. Ricordo molto bene la manifestazione che si era tenuta a Meana Sardo – evidenzia il giovane – mi ero confrontato con massaie abili e di provata esperienza e vinsi il primo premio. Sentirlo parlare è un’emozione!

Non è comune che passioni di questo tipo caratterizzino un ragazzo della sua età. La sua storia colpisce ancora di più quando si scopre che Francesco, oltre a saper fare il pane in casa utilizzando le farine migliori e rispettando con rigore anche tutti i passaggi tradizionali che riguardano il rito dell’accensione del forno a legna, ama fare i dolci della tradizione sarda, compresi quelli di mandorla. Sa cucire e persino realizzare il costume sardo. Sono passioni belle e genuine e tali Francesco vuole che restino, perché il suo lavoro spazia in altri campi: durante l’inverno presta assistenza a qualche anziano del paese, mentre durante la stagione estiva il suo impiego è nel campo della ristorazione. Sicuramente la definizione più bella di Francesco la dà mamma Antonella quando dice del figlio che è “una brava massaia in un corpo di uomo”.

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