Martedì, 17 Marzo 2026

 

Si è conclusa lo scorso 2 febbraio la serie televisiva La Preside, trasmessa in prima visione su Rai1, e ispirata alla storia di Eugenia Carfora, dirigente scolastica di Caivano, appassionata e combattiva, interpretata da una intensa Luisa Ranieri, che sceglie di guidare un istituto scolastico immerso in un contesto complesso e segnato dall’abbandono e dal degrado.

di Daniele Vargiu

Una scuola in cui ogni studente in classe rappresenta una conquista e un passo verso il riscatto educativo e sociale. Abbiamo raggiunto telefonicamente Brunella Cacciuni, una delle protagoniste della serie, che interpreta Marita. Con Brunella, giovane attrice napoletana, 24 anni, insegnante, danzatrice e studentessa universitaria a un passo dalla laurea, abbiamo voluto approfondire i temi della serie.

Come sei arrivata nel mondo della recitazione?

È cominciato un po’ per gioco. Guardando la TV ero curiosa di scoprire cosa succedeva dietro le quinte: mia madre mi ha aiutata a cercare una delle migliori scuole di recitazione e mi ha portato a Roma a studiare. Andavamo e rientravamo la stessa sera. Momenti bellissimi, ma tantissimi sacrifici, non solo economici. Tra gli 11 e i 14 anni ho messo un po’ da parte la recitazione per dedicarmi completamente alla danza, frequentando la scuola di teatro e danza del Teatro San Carlo. Feci un’audizione e fui presa. È stato un periodo davvero intenso e impegnativo: tantissime ore di lezione, spettacoli e prove, e mi sono dovuta adattare a un ambiente molto rigoroso. Allo stesso tempo, però, ero sempre in contatto con la mia scuola di recitazione a Roma. Un giorno mi proposero di fare un provino per Gomorra: mi scelsero. Capii quanto mi piacesse questo mondo: Ecco, voglio fare questo, mi dissi. Da lì ho studiato a Napoli alla Cinema Fiction e ho proseguito poi il mio percorso di studi fino a quando non sono arrivate nuove opportunità.

Poi sei diventata insegnante. Come è avvenuto questo processo e come è cambiato il tuo sguardo sui giovani?

Sono insegnante di laboratorio: faccio mettere in pratica ai ragazzi quello che loro studiano. Insegno sistemi, tecnologia, meccanica, progettazione e organizzazione industriale. In me c’è sempre stata l’idea di poter insegnare, di poter trasmettere le mie esperienze e magari lasciare qualcosa di buono. Questa cosa mi ha sempre affascinata e, col tempo, è diventata sempre più chiara. Dopo il concorso a cattedra, è iniziato il mio percorso nella Scuola. Sono contenta di essere un’insegnante giovane, perché questo mi permette di cogliere sfumature che forse una persona più adulta farebbe più fatica a vedere. Riesco a immedesimarmi nei ragazzi, a capire le loro emozioni, i loro momenti di difficoltà, quando hanno bisogno di una pausa e quando invece è il momento giusto per spronarli. Diciamo che anche il percorso di recitazione mi aiuta a gestire i momenti con loro. Allo stesso tempo, la scuola mi aiuta a vivere con serietà e professionalità il mio essere attrice.

05.06 22 01 Brunella cacciuni serie TV La preside 2

A proposito di attrice e di giovani, è arrivata la parte di Marita: una ragazza dalla grande fragilità. Come ti sei trovata nei suoi panni?

All’inizio ho avuto un po’ di difficoltà: era come se la incolpassi. Dopo aver letto bene la sua storia e indagando tra altre ragazze che hanno vissuto la sua stessa storia, non l’ho più colpevolizzata. Ho cercato di giustificarla e di capirla perché purtroppo queste cose succedono e, se non hai nessuno che ti indirizza, se non hai nessun punto di riferimento con cui parlarne pensi, sbagliando, che questa sia la normalità, dato anche il contesto familiare e sociale in cui vivi. A me farebbe molto piacere incontrare una ragazza come Marita. Lei è una studentessa intrappolata in una relazione violenta e possessiva. La sua difficoltà non è la scuola, ma la libertà stessa. Cercherei di farle aprire gli occhi su tanti aspetti, magari sul fatto che l’indipendenza e la libertà, al giorno d’oggi, sono fondamentali. Se lei avesse avuto una figura presente, con cui confrontarsi, probabilmente non sarebbe caduta nella grave situazione in cui si è trovata.

Parliamo della figura della Preside, invece. Che significato ha per te come attrice e per Marita come personaggio?

È un’eroina moderna, una persona visionaria e molto umana. È una persona che mette tutte le sue energie, tutta la sua forza, al fine di dare ai ragazzi una seconda possibilità e, in questo caso, lo fa egregiamente. E non solo in questo caso: la Preside… adesso noi abbiamo ovviamente romanzato con il racconto, però la vera preside va veramente a prendere i ragazzi per portarli a scuola con la forza quando loro non ci vogliono andare. I ragazzi al momento non la apprezzano, però con il tempo si renderanno conto del fatto che li salva. Ci sono anche dei documentari che lo testimoniano. Li ha portati fuori da un contesto e anche da una vita già segnata, perché la preside vera lavora in una scuola al Parco Verde di Caivano, dove lì è veramente grave la situazione. Lì davvero ci sono i figli dei boss che già sanno, e ne sono contenti di voler diventare boss un giorno. Quindi una persona come la preside, che li tira fuori con la forza per portarli sulla retta via e per dargli un futuro, è una figura che dovrebbe essere presente ovunque, ma non solo sotto forma di Preside. In generale, chiunque dovrebbe avere qualcuno che riesca a indirizzarti e a farti capire cosa è giusto e cosa è sbagliato.

L’ascolto svolge una funzione di salvezza per i giovani di oggi?

Sì, i ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati, lo vedo anche a scuola. Hanno bisogno di parlare con qualcuno e sono anche contenti di sfogarsi con qualcuno che sa qualcosa in più rispetto a loro. Questo è un grande sentore del fatto che loro cercano delle figure con cui possono parlare, possono sfogarsi. Infatti io in classe faccio lezione, però ogni tanto mi riservo quei cinque minuti alla fine dell’ora in cui magari chiedo, un giorno a un ragazzo, un giorno a un altro: cosa vuoi fare dopo la scuola? Cosa ti piacerebbe fare? Oppure: come è andata ieri a scuola calcio? Per loro è importante anche questo. È importante il contatto e sentire qualcuno vicino.

05.06 22 01 Brunella cacciuni serie TV La preside 4

Come cambia Marita quando la Preside comincia a credere in lei?

Guarda, all’inizio era un po’ restia perché giustamente lei era nella comfort zone, quindi dal suo punto di vista viveva in maniera tranquilla e innamorata. Nel momento in cui la Preside ha iniziato a dirle vieni a scuola, lei era disturbata dal fatto che ci fosse una persona estranea che volesse convincerla a fare qualcosa che non le andava di fare. Dopo invece inizia a fidarsi e ad affidarsi perché capisce che c’era qualcosa in lei di buono, che non voleva farle del male, voleva starle vicino e voleva solamente farla studiare. Quando poi si ritrova dinanzi alla realtà dei fatti, si rende conto della gravità e della drammaticità della cosa e che effettivamente quella persona che all’inizio non voleva vedere né sentire l’aveva salvata.

Interpretare Marita su cosa ti ha fatto riflettere?

Sul fatto che i ragazzi devono essere ascoltati e che devono avere qualcuno con cui sfogarsi o avere un punto di riferimento.

C’è un messaggio di speranza che emerge dalla storia di Marita: qual è?

Il fatto che tutti hanno una seconda possibilità e che tutti possono ritornare sui loro passi.


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