a cura di Alberto Medda Costella
Lo abbiamo sentito per chiedergli conto di quali e quanti obiettivi sono stati centrati fino a oggi. L'ottobre scorso ci eravamo lasciati con l'annuncio dell'esordio della rappresentativa sarda di calcio: sa natzionale de bòcia. Gli abbiamo rivolto alcune domande.
Com'è stato il battesimo del campo?
L’esordio a Nuoro il 19 marzo con la selezione degli Istrangios, calciatori stranieri che vivono in Sardegna, è stato emozionante e molto sentito, a partire da giocatori e staff tecnico, che per la prima volta hanno indossato la maglia della Natzionale Sarda.
Come hanno accolto i nuoresi la prima uscita?
Un pubblico carico e appassionato di oltre 1.500 persone, che hanno sfidato il gelo della sera per assistere alla nostra prima storica apparizione, vinta sette a uno.
I media come hanno accolto l'iniziativa?
All'evento era presente Videolina, che ha trasmesso la partita in diretta. Mentre Sky, Mediaset e la Rai, hanno realizzato alcuni servizi, senza dimenticare che testate sportive come la Gazzetta dello Sport hanno riportato la notizia tra le loro pagine.
Soddisfatti?
Certo, una giornata che rimarrà impressa nei nostri cuori. La Sardegna unita da un'unica maglia, indossata da giocatori con un forte senso di appartenenza alla nostra terra che provengono da tutte le categorie. E poi l'applauso caloroso dei nostri sostenitori, che ci hanno fatto vivere benissimo questa giornata speciale.
Ci può parlare della partita giocata a Olbia con la Corsica il 2 giugno per il trofeo Simeoni-Simon Mossa?
Siamo stati sconfitti ai rigori, dopo aver pareggiato per uno a uno nei tempi regolamentari. Quella del 2 giugno è stata una partita vera, giocata con agonismo e correttezza sportiva. I corsi sono molto più avanti di noi. Ci hanno dimostrato dove possiamo arrivare con il nostro movimento, se anche noi ci impegniamo.
Ci spieghi meglio...
Vedere la loro gioia all’ultimo calcio di rigore, che li ha portati alla vittoria, è stata la dimostrazione che la squadra scende in campo per onorare la maglia che più amano e che va oltre l’appartenenza ai club. È la loro pelle, la loro identità. Ecco, noi vogliamo che questo sentimento cresca e si rafforzi nei nostri giocatori e sostenitori.
Avete avviato contatti con altre federazioni che rappresentano nazioni senza stato?
Grazie a CONIFA, la federazione delle associazioni calcistiche non riconosciute dalla FIFA, abbiamo conosciuto tante altre federazioni, tra le quali quella del Kurdistan, mentre stiamo dialogando con le istituzioni Catalane, per mezzo del ministero dello sport della Generalitat de Catalunya.
Quale sarà la prossima uscita della Natzionale?
Sicuramente a giugno 2020 con la Corsica a Porto Vecchio. Stiamo valutando la possibilità di partecipare ai prossimi eventi internazionali CONIFA per il 2020. Decideremo anche in base ai territori in cui si terranno le manifestazioni e al livello di organizzazione logistico e sportivo. Ma non possiamo ancora svelare nulla perché ci stiamo lavorando.
Quanto la Natzionale può essere veicolo di promozione della Sardegna e dei suoi talenti sportivi?
Quantificarlo in numeri non è semplice, però di una cosa siamo certi: il progetto è stato ben accolto da sponsor importanti e dai giocatori delle serie maggiori. Questo consenso non può che crescere, dando maggiore visibilità a tante promesse sportive e ai partner che crederanno con convinzione in questo progetto.
A distanza di un anno dalla fondazione della Natzionale di calcio, quali obiettivi ha raggiunto, e quali no, la FINS? Avete aperto ad altre discipline?
Tanto è cambiato dalla nascita della Natzionale di calcio, abbiamo eletto la prima rappresentante, Stefania Campus, responsabile marketing della FINS. Ovviamente l’entusiasmo e l’energia che si porta dietro lo sport più famoso e giocato al mondo ha giovato a tutta la federazione. Questo, oltre ad arricchirci di nuovi attivisti volontari nel movimento, ha fatto sì che si siano avvicinate tante altre discipline, come il powerlifting e l'hunter field target. Ma di questo parleremo meglio alla festa.
Quale festa?
Stiamo organizzando la prima festa di FINS, che si terrà il 16 novembre a Pabillonis. Vi consigliamo di seguire il canale informativo che preferite, per esser sempre aggiornati e trovare l’evento che più vi si addice, per supportare una disciplina e l’intero movimento nazionale sportivo sardo.