Domenica, 31 Maggio 2026

Nel calendario delle festività religiose che si celebrano in Sardegna, alcune tra le principali ricorrenze risultano essere accomunate, nella forma in lingua sarda, dal nome “pasqua”...

di Davide Corriga

Nel suo Dizionario Etimologico Sardo, lo studioso tedesco Max Leopold Wagner riconduce questo aspetto al fatto che in passato il termine pasqua finì con l’assumere il significato generico di “festa”. In realtà, almeno in Sardegna, come già scritto dallo studioso di linguistica e onomastica Mauro Maxia, il termine in questione occorre esclusivamente per denominare cinque ricorrenze legate a episodi fondamentali della vita e della morte di Gesù Cristo. Per altre festività pur importanti, tra cui le maggiori ricorrenze mariane, la tradizione non prevede l’impiego di questo termine. In Sardegna le ricorrenze di cui si argomenta sono rappresentate, in ordine cronologico, da: l’Epifania, detta Pasca de sos/is Tres Res, con un chiaro riferimento ai Re Magi; la Pasqua di Resurrezione, detta Pasca Manna, a indicare la Pasqua per eccellenza; l’Ascensione, detta Pasca de s’Ascensione/Ascensioni, termine utilizzato prevalentemente nei territori della Sardegna centro-meridionale che corrispondono all’Ogliastra e al Sarcidano; la Pentecoste, conosciuta come Pasca de sos/isFrores/is, probabilmente in relazione alla diffusa tradizione dell’infiorata del Corpus Domini; il Natale, chiamato Paschighedda/Paschixedda, dove il termine – quasi un diminutivo – è usato come arco cronologico per definire un periodo brevissimo, ossia quello che intercorre tra Natale a Santo Stefano. Questo quadro etimologico appare attestato stabilmente già dal 1300. Infatti queste festività sono elencate una appresso l’altra nell’articolo 125 della Carta de Logu dei Giudici di Arborea. Analoghe tradizioni si conservano in Spagna dove, oltre alla Pasqua di Resurrezione, detta anche Pascua Florida e Pascua de Flores, si hanno anche la Pascua de Epifanía, la Pascua de Pentecostés e la Pascua de la Navidad. Ai lettori de L’Arborense un augurio di Bonas pascas cumpridas, come buon auspicio per trascorrere felicemente le festività che dalla vigilia di Natale si protraggono fino all’Epifania, inaugurando il nuovo anno.

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