Mercoledì, 01 Luglio 2026

Sa prima faina de s’istadiali santeresu in mari

 

Mandriola. In sa crèsia de Santu Larentzu unu cuntzertu de boxis de fèminas

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Sa Crèsia sarda diat dèpere faeddare in sardu puru

 

Unu libru de s’antropòlogu Bachis Bandinu

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"Come Quando Fuori Piove": presentato il corto scritto dai detenuti del carcere di Massama

 

È giusto che chi sbaglia paghi, risarcisca i danni e, nei casi previsti, sconti una pena in carcere. Il problema, anche nell’interesse dello Stato (che molto spende per ogni detenuto) è che al termine della reclusione ci dovrebbe essere una persona migliore, pronta a riprendere una vita normale, nel rispetto delle regole, in pace con sé stessa e con gli altri.

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A s’àtera ala de Sardìnnia o in d-un’àteru mundu?

 

Cala Gonone. Unu logu de spantu e de ideas bellas de pigai a modellu 

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Abetende a essire su Pranu nou de polìtica linguìstica

 

Pro s’avaloramentu de is limbas de Sardigna

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Sepolture: dove riposano i nostri cari

 

Il 20 giugno al Museo Diocesano, nell’ambito della rassegna Racconti di Sardegna, si è svolta una conferenza dal titolo I luoghi di sepoltura della città di Oristano dall’epoca romana al XX secolo. A guidare la conferenza è stato Raffaele Cau, che ha illustrato un lungo studio realizzato con lo scopo di censire in ordine cronologico, attraverso i documenti d’archivio, la bibliografia, il materiale fotografico ed epigrafico, gli scavi archeologici e altre fonti storiche a disposizione, quelli che sono stati i luoghi di sepoltura della città di Oristano, con particolare riferimento alla Cattedrale, dall’età romana imperiale fino alla istituzione messa in funzione del Cimitero Comunale (1840).

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