Domenica, 23 Settembre 2018

 

Come abbiamo chiarito tante volte nella struttura celebrativa della Messa il Prefazio e il Santo formano un binomio strettamente collegato ma anche ben distinto, caratterizzato da un tono iniziale di festosità e di gioia con il coinvolgimento del presbitero-presidente e dell’intera assemblea nella glorificazione celeste

Di Tonino Zedda

È una preghiera di carattere dossologico, ovvero è un rendimento di grazie a Dio per le meraviglie che ha operato e continua ad operare nella Storia della salvezza. Si conclude con il canto del Santo. Il Prefazio ha una struttura propria che ne mette in rilievo il valore di preghiera solenne. Sempre preceduto, nelle liturgie orientali e occidentali, dal dialogo tra presidente e assemblea, il celebrante, a nome di tutto il popolo santo, glorifica Dio Padre e rende grazie per tutta l’opera della Salvezza o per qualche aspetto particolare a seconda delle varianti del giorno, della festa o del tempo liturgico. Il significato del termine prefazio equivale a preghiera solenne proclamata davanti alla comunità. Vi risuona il mistero della celebrazione e si precisa l’atteggiamento fondamentale di fronte a Dio.

La lettura e la meditazione dei prefazi di Pasqua ci aiuta a comprendere la profonda identità di questo sacro Tempo. Il grande insegnamento di questi prefazi (il Messale Romano ne riporta ben 5) si può riassumere così: la vittoria di Cristo sulla morte coinvolge e riguarda tutti noi. Detto in altri termini: la Pasqua non è solo la Pasqua di Cristo Risorto, ma è anche la nostra Pasqua. La lettura e la meditazione di questi cinque prefazi mostra la splendida e armoniosa identità della Pasqua. Se dovessimo interrogarci: Chi è Gesù risorto?: ecco la risposta dei prefazi:

è il vero Agnello che ha tolto i peccati del mondo. È altare, vittima e sacerdote. Continua a offrirsi per noi e intercede come nostro avvocato. Sacrificato sulla croce più non muore e con i segni della passione vive immortale.

In che cosa è consistita la risurrezione?:

Morendo ha distrutto la morte e risorgendo ha ridato a noi la vita; In lui morto è redenta la nostra morte, in lui risorto tutta la vita risorge. Offrendo il suo corpo sulla croce diede compimento ai sacrifici antichi.

Quali sono per noi gli effetti della risurrezione?

Per mezzo di lui rinascono a vita nuova i figli della luce e si aprono ai credenti le porte del regno dei cieli.

In lui vincitore del peccato e della morte l’universo risorge e si rinnova.

L’uomo ritorna alle sorgenti della vita.

Si è donato per la nostra redenzione.

Una mirabile sintesi mistagogica e profondissima del cuore stesso della nostra fede. Ancora una volta ciò che la chiesa prega e celebra (lex orandi) è ciò in cui crede (lex credendi).

                                                                                              

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