Sabato, 11 Luglio 2020

Progetto1

La solenne benedizione del nostro arcivescovo, sabato 23 novembre, ha ridato ufficialmente voce, dopo circa 60 anni di silenzio, all’organo storico della chiesa parrocchiale di Abbasanta...

di Luciana Putzolu

Il restauro, durato tre anni, è stato finanziato dalla CEI, dall’Amministrazione comunale e da un contributo della comunità.

“Abbiamo osato” - ha affermato il parroco don Mario Cuscusa - “e il sogno di tanti miei predecessori si è avverato. Quest’organo, la sua musica potente, è anche un simbolo: voce e canto di tutti i nostri cari che, nel tempo, hanno frequentato questa Chiesa e ora dal Cielo pregano ad una sola voce, insieme a S.Caterina, per la nostra comunità e il nostro paese".

In un manoscritto del rettore Dessì, parroco dal 1922 al 1939, si legge che fu il sacerdote Paolo Ponti(1866-1900) a dotare la chiesa di un “grande organo provveduto dalla casa Aletti di Monza” dopo aver costruito la chiesa negli anni tra il 1870 e il 1876 ,consacrata poi nel 1893.

Il concerto inaugurale di domenica 24, vigilia della festa patronale, è stata un’occasione unica per contemplare la bellezza e l’armonia dello strumento ora riposizionato nel transetto sinistro.

Protagonista assoluta l’organista Livia Sandra Frau, prof.ssa di organo e composizione presso il Conservatorio di Cagliari ed esperta anche in campo liturgico.

organo abbasanta inaugurazione

I brani eseguiti sono stati vari: dal repertorio medioevale a quello ottocentesco con una mirabile spiegazione sui registri e sul loro utilizzo.

Un curriculum eccellente, una carica umana potente, disponibile a rispondere ad alcune domande….

Un tesoro ritrovato: cosa dovrebbe rappresentare per la comunità di Abbasanta il restauro dell'organo a canne?

“Riappropriarsi” di un segno tangibile della propria ricchezza storica e culturale; ogni abitante,ogni visitatore, ogni musicista che ha il privilegio di ammirarlo, toccarlo,ascoltarlo è in qualche modo possessore e tutore di questo monumento e della sua preziosa voce. Ad ognuno di noi è affidato perché continui nel tempo a tramandare una tradizione antica e allo stesso tempo moderna e sempre nuova.

Quali le peculiarità di quest'organo?

Lo strumento, costruito nel 1886 dall’organaro Carlo Aletti di Monza, è il tipico organo italiano ottocentesco. Dunque, ha una sola tastiera con una pedaliera non molto estesa ma cromatica : con i suoi registri, la molteplicità dei suoni che può produrre e i suoi particolari dispositivi consente l’esecuzione di una parte consistente di letteratura organistica di tutte le epoche e di tutte le scuole. Poiché la tastiera si presenta suddivisa in due parti, è possibile mettere in evidenza una melodia suonando l’accompagnamento in modo più delicato e dando quasi l’impressione di avere due tastiere. Il suo suono completo è forte abbastanza per suonare solennemente sia come solista sia per l’esecuzione con altri strumenti, anche in ensambles numerosi. Inoltre, il suono dei suoi registri, con i suoi armonici naturali, si presta per accompagnare e sorreggere il canto dei solisti e dell’assemblea durante le Liturgie e Celebrazioni solenni e durante eventi artistici, culturali ed extraliturgici.

concerto livia frau abbasanta organo

Quali suggerimenti perchè non venga più abbandonato? Quali idee per una sua valorizzazione tra le nuove generazioni?

Deve entrare a far parte della quotidianità, essere presente abitualmente in tutte le manifestazioni importanti del territorio e del paese. Ogni Festa, ogni celebrazione, ogni evento artistico e culturale dovrebbe garantirgli il suo spazio. Si deve evitare assolutamente che lo strumento ritorni in disparte, come già accaduto, purtroppo. Bisogna investire nella formazione con il coinvolgimento degli studenti di tutti i gradi di istruzione con visite guidate e spiegazioni sullo strumento e sulla musica che può produrre, nonché laboratori che coinvolgano chi già suona una tastiera. E poi eventi più specialistici come concorsi organistici, masterclass, corsi in cui coinvolgere appassionati del territorio, italiani e stranieri; la formazione di un comitato di Amici dell’Organo, cioè un gruppo di persone che adottino lo strumento occupandosi della sua valorizzazione, della salvaguardia, ,della manutenzione, coinvolgendo cariche istituzionali della parrocchia e del territorio, anche con qualche soggetto esterno che pian piano porti anche alla nascita e allo sviluppo di organisti e appassionati autoctoni. Solo così si mantiene nel tempo un bene artistico di questa portata e una ricchezza inestimabile e irrinunciabile del mondo sonoro sardo.

Laudate dominum in cordis et organo: questa la scritta della parte superiore della cassa, tratta dal salmo 120: quale preziosità per la liturgia?

Ci sono tanti documenti normativi della Chiesa cattolica, primo fra tutti gli articoli della Constitutio Sacrosantum Concilium. L’organo è lo strumento per eccellenza nella Liturgia per le sue molteplici funzioni: introdurre e caratterizzare i differenti tempi e i momenti liturgici, sorreggere il canto del celebrante, dei salmisti, dei cantori e dell’Assemblea, commentare la Parola di Dio, preludiare prima di un canto, interludiare tra una strofa e l’altra, postludiare dopo un canto, creare una atmosfera particolare, tutto per lodare Dio. Quello dell’organista è un ministero importantissimo, come quello del cantore, del direttore del coro, del salmista. Per chi è credente, l’azione dello Spirito si concretizza anche con la musica e il canto: il Signore spesso si serve della musica e dell’organo per raggiungere il cuore anche di chi in quel momento è lontano da Lui. Ho assistito in prima persona a molte esperienze in cui non credenti si sono trovati a visitare una Chiesa mentre l’organo suonava,ricevendone un’ impressione fortissima molto vicina ad una conversione. Il suono dell’organo nella casa di Dio attira fortemente a Lui...

Photo credits: Maurizio Careddu

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