Lunedì, 27 Gennaio 2020

Progetto1

La Base scout di S. Martino, a pochi chilometri dalla località campestre di S. Agostino di Abbasanta, ha ospitato, negli ultimi fine settimana di maggio, i ragazzi che si preparano a partire in giro per il mondo con i programmi di scambio culturale di Intercultura(AFS)...

a cura di Luciana Putzolu

L’Associazione ha una storia gloriosa che si perde nel lontano 1915, quando nasce l’American field Service, un’organizzazione umanitaria per prestare soccorso sui campi di battaglia ai feriti della Prima guerra Mondiale. Dal 1955 opera in Italia e dal 1977 porta il suo nome attuale.

Ogni anno partono più di 2200 studenti italiani, dai 15 ai 18 anni e oltre 800 vengono accolti. 4500 i volontari italiani, 200.000 in 65 paesi del mondo.

L’Associazione ha un importante progetto educativo, il suo obiettivo ultimo è costruire culture e reti di pace, abbattere le barriere culturali, conoscere la ricchezza degli altri a qualsiasi paese appartengano.

Quest’anno 341 ragazzi in Sardegna hanno presentato la domanda per partire: la selezione per le borse di studio è stata complessa. Sono stati scelti 119 ragazzi, varie le destinazioni: in Sud America (Argentina, Brasile, Uruguay, Paraguay,Cile, Colombia, Panama, Rep. Dominicana, Honduras, Messico, Perù), Asia (Cina, Filippine, Giappone, India, Indonesia, Thailandia), Africa (Ghana, Rep. Sud Africa, Tunisia), Nuova Zelanda, USA, Canada, Russia, Europa e Europa dell'est (Portogallo, Ungheria, Rep. Ceca, Norvegia, Olanda, Danimarca, Svezia, Finlandia).

14 i ragazzi della provincia di Oristano.

intercultura sardegna 2019 2

Nella base di S.Martino tutti i ragazzi sardi hanno vissuto una tre giorni di formazione. Una mattinata è stata dedicata anche alle famiglie.

Un’esperienza molto forte, lontani dalle comodità della propria casa, spazi angusti, momenti di scambio e condivisione. Molteplici le attività organizzate dai volontari.

Raggiungo la presidente regionale, Teresa Airi, al termine del pranzo di domenica 26 maggio.Si dimostra soddisfatta e entusiasta dei campi che i volontari chiamano scherzosamente di “sopravvivenza"….

È un’esperienza che ormai sperimentate da anni….

La specificità della Sardegna ci ha suggerito di organizzare un incontro a livello regionale, raggruppando i ragazzi per paesi o aree geografiche di destinazione. In questa occasione hanno  modo di sperimentare, seppure in modo soft, ciò a cui saranno chiamati a breve: fare gruppo con persone mai viste prima, avere fiducia in volontari per la maggior parte sconosciuti e adeguarsi al loro metodo personale, uscire dalla propria zona di comfort, restare disconnessi dai media per molto tempo.

Su quali obiettivi avete puntato e con quali modalità?

Educazione non formale e formazione esperienziale, i ragazzi ripercorrono quanto già fatto con i volontari del proprio centro locale seguendo le  linee guida proposte da Intercultura attraverso riflessioni guidate, analisi di casi-studio e simulazioni si preparano ad evitare giudizi superficiali che generano lo scontro  per cercare di incontrare le nuove culture nel loro intimo affinché si concretizzi un vero scambio

intercultura sardegna 2019 1

Quali sono le risposte dei ragazzi?

I ragazzi si sono facilmente adeguati e hanno partecipato con interesse alle attività proposte stringendo nuove amicizie

E poi ci sono i genitori, le loro paure, le loro ansie, le loro resistenze a “lasciar andare” i propri figli. Ci sono peculiarità dei genitori sardi secondo lei?

Forse l'insularità fa pensare che i propri figli vadano più lontano degli altri …

Quali sono i vantaggi di un'esperienza di scambio per il futuro dei nostri ragazzi?

Una rapida maturazione e un arricchimento del curriculum che consentirà opportunità di scelte di studio, di vita e di lavoro, in molti casi  impensate prima

L'identikit ideale dello studente che parte.....

Curioso, desideroso di apprendere, flessibile e disponibile ad aprirsi agli altri e ad avere un ruolo attivo nel mondo.

Ci salutiamo e prima di andar via raggiungo un gruppo di ragazze, chiedo la loro provenienza e la scuola che frequentano. Mi interessano soprattutto le loro impressioni. Mi dicono subito che non è stato per niente difficile rinunciare al cellulare, anzi, si sono sentite davvero libere. Mi sorprendo non poco… Ancora di più subito dopo… Mi colpisce la frase di un cartellone:” Chi è chiuso nella gabbia di una sola cultura, la propria, è in guerra col mondo e non lo sa”.

Un futuro diverso è già tra noi e con questa certezza ritorno a casa…

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