Domenica, 11 Aprile 2021

Tik Tok, il Social Network del momento

I contenuti di taglio educativo e didattico sono ogni giorno più numerosi e variegati su Tik Tok: dalla letteratura allo sport, dalla musica alle lingue straniere, dalla cucina ai viaggi, fino alle questioni sociali. Apprendere divertendosi è la tendenza da scoprire esplorando TikTok.

di Cristina Zou e Marta Gallon

TikTok, il Social Network del momento, è stato ideato e lanciato in Cina nel 2016, inizialmente con il nome di Musical.ly. Negli ultimi mesi è diventata la piattaforma più utilizzata tra i giovanissimi di età compresa tra i 12 e i 20 anni. Conta più di 1 miliardo di utenti: gli iscritti in Italia sono 8 milioni, solo nel 2019 c’è stata una crescita del 377%, diventando la quarta app per tempo speso in totale. Come si utilizza? È accessibile solo tramite app su cellulare e si basa su video, musica, ma anche e soprattutto citazioni famose di film, attori, personaggi noti del web. Insomma, i più giovani (e non solo!) si divertono a doppiare canzoni e frasi famose creando dei brevi sketch, che possono durare dai 15 ai 60 secondi, a tratti molto divertenti. Per essere davvero a portata di smartphone, i video devono essere girati esclusivamente in verticale, utilizzando i vari filtri o effetti speciali proposti dall’applicazione. Quindi largo alla fantasia tra balletti, facce deformate e voci modificate! Si può passare attraverso un solo tocco da una frase del comico Enrico Brignano a un balletto coordinato sulle note di una canzone trap. Oltre alla musica in playback si aggiungono gli scherzi che coinvolgono sia gli amici dei più giovani, ma anche e soprattutto i genitori che, complici dei figli, si trovano a scivolare appena svegli su bicchieri di plastica o a ritrovarsi la faccia cosparsa di farina. Il vero nucleo sono le challenge: sfide che vengono lanciate e condivise tra gli utenti, diventando virali. Tra queste possiamo trovare veri e propri esempi da seguire, come la #ClimateChange per la lotta ai cambiamenti climatici, ma anche prove che, ripetute dei nostri ragazzi, possono trasformarsi in sfide davvero pericolose. Pur avendo lasciato Instagram per questa novità, anche su questo Social Network possiamo ritrovare gli stessi meccanismi: i follower, la possibilità di seguire i profili che più ci piacciono, l’utilizzo dei like, degli hashtag e dei commenti sotto ai video. Tasto dolente quando si parla di privacy: non esiste alcun filtro, tutto quello che viene caricato e messo online può essere visto e condiviso da tutti. Sulle policy, infatti, ci sono dei forti dubbi per le grandi differenze tra la Cina, paese d’origine, e il nostro occidente. TikTok è un Social di grande impatto che attira ogni giorno tantissimi giovani e giovanissimi, ma che, come tutti i contenuti che finiscono online, può essere un’arma a doppio taglio: meglio tenerlo monitorato.
Cristina Zou

Spesso quando si parla di social si tende a demonizzare la questione, pensando che l'uso sia solo per adulti. Certo, ci sono dei social i cui contenuti non sono consoni a tutte l'età. Ad esempio in Tik Tok, per accedere alla messaggistica e ospitare una diretta streaming devi aver compiuto i 16 anni di età, mentre invece i minori di 18 anni non possono mandare o ricevere regali virtuali. Sappiamo però che nonostante i divieti imposti dalla privacy gli adolescenti hanno comunque accesso a tutto ciò. È importante, dunque, insegnare ai più piccoli l'utilizzo corretto di essi. Un ruolo determinante ce l’ha il genitore chiamato a fare da filtro e a entrare nel mondo dei loro figli in maniera diretta. Prendendo in esame il social Tik Tok i genitori dovrebbero chiedere ai propri figli di accedere insieme alla piattaforma, impostare un account privato (fare attenzione che i propri figli non inseriscano dati come indirizzo di casa, numeri di telefono etc.), attivare il collegamento famigliare. Tutto ciò permette al genitore di monitorare costantemente il proprio figlio, bloccando quelle situazioni che potrebbero essere critiche. Inoltre, si può aiutare il proprio figlio a capire quali interazioni mostrare, controllando per esempio chi può duettare con lui, spiegandogli come bloccare o eliminare account indesiderati e considerati inappropriati. Ragionare insieme su quali contenuti è bene diffondere e mettere in luce maggiormente il suo lato creativo, può aiutare il proprio figlio a capire che può confrontarsi con fiducia sul suo mondo online. I genitori, devono aiutare i figli a sviluppare un pensiero critico, ovviamente adattato alla loro età, per aiutarli a capire che in mezzo alle tante cose positive e costruttive si nascondono delle insidie. Un esempio possono essere le challenge che sono presenti in molti social, come per esempio in Tik Tok. Spesso le abbiamo sentite nominare, ma le challenge non sono di per sé dannose, nascono a livello ludico, di intrattenimento e con scopo educativo. È la visione e l'interpretazione di esse che viene data dai giovani che è errata: il distorcere completamente la realtà causa spesso del male a se stessi. Anche un fenomeno come quello di Tik Tok oggi, se utilizzato correttamente, può essere fonte di stimolo, di confronto, di crescita. A patto che non si ricerchi in maniera ossessiva l'approvazione degli altri, la popolarità, il record di visualizzazioni, i consensi: purtroppo anche Tik Tok può essere ispirazione al successo facile.
Marta Gallon

Leggi l'approfondimento a cura di Simone Gargiulo

Storia. La riforma agraria nel Campidano di Oristano

Continua il viaggio alla scoperta dei luoghi che hanno segnato la storia del territorio della nostra Arcidiocesi.

In questo articolo, ci fermiamo in particolare nel Campidano di Oristano, in quei territori che, nel dopoguerra, furono oggetto della riforma agraria portata avanti dall’ETFAS e che portò alla nascita di diverse borgate agricole: Tiria (Oristano-Palmas Arborea), Masongiu-Sant’Anna e Is Bangius (Marrubiu), Pranixeddu (Siamanna), San Quirico e Pardu Accas (Oristano), Pardu Nou (Siamaggiore), Cirras (Santa Giusta).

A cura di Rita Valentina Erdas

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Bar e piazze, il cuore dei nostri paesi

A pochi minuti dalla chiusura dei bar, delle pizzerie e delle pasticcerie le piazze si svuotano. Ancor prima delle 18 le serrande si abbassano, gli ultimi avventori escono e si attardano ancora un po’ nella piazza. Forse
l’appuntamento consueto è terminato troppo presto e non è bastato per concludere la conversazione cominciata davanti a un quartino di vernaccia o a un boccale di birra. Una routine quotidiana che va dal caffè di prima mattina, alla vernaccia dell’ora di pranzo fino alla capatina al rientro da lavoro. Nelle piccole realtà paesane questi sono rituali
necessari e piacevoli perché danno quella sensazione di sicurezza che è al tempo stesso appagamento e soddisfazione. Oltre a negare buona parte dell’incasso della giornata, che nei bar dopo le 18 comincia a essere più considerevole, le limitazioni imposte per contenere i contagi della seconda ondata della pandemia da Covid 19 hanno portato a un importante arresto della vita del paese. Nelle piazze chiassose e vive grazie al via vai dei clienti nei bar, nelle pizzerie, nelle pasticcerie, cala il silenzio. Non ci sono le luci della città e i rumori del traffico a renderle vivaci e animate, così il silenzio e le ombre della sera si prendono tutto. Una sensazione surreale di vuoto e di solitudine, sembra essere tornati alle settimane del lockdown, la misura più estrema tra quelle anti contagio. Una seconda ondata con chiusure mirate e parziali di paesi e città, con restrizioni differenti che anche per i piccoli centri possono trasformarsi in grossi limiti in termini non solo economici ma anche sociali.

Per tanti paesi del nostro territorio, i ritmi lenti, quasi calmi, fanno sì che lo scorrere della vita segua non solo la cadenza delle stagioni, ma anche la vita della piazza, delle vie con le piccole botteghe e i bar. Non è un luogo comune che la vita di paese è per ogni abitante, come un libro aperto; sin dalla nascita si entra a far parte di una comunità in cui la persona non è solo un nome, ma un’identità di cui si conosce molto. E in tutti i paesi ci sono dei luoghi in cui si snodano le vicende di ognuno, passando da quelle gioiose, a quelle più tristi, da quelle piccanti a quelle di successo.

La via principale che attraversa il paese e che si apre di solito in una bella Piazza, i bar, le botteghe e i piccoli mercati sono gli spazi in cui si saziano i pettegolezzi che hanno sempre avuto un’importante funzione sociale e di comunicazione: nelle realtà paesane ancora è una modalità relazionale non sempre o completamente negativa, anzi in grado di creare dei legami sociali riempiendo spesso vuoti esistenziali. La tranquillità della vita porta la gente a interessarsi dell’altro con naturalezza; in particolare si intessono rapporti con il vicino con il quale è quasi normale trattenersi a scambiare due parole, situazioni che in città non sempre è possibile vivere.

In paese ci si conosce tutti; il negozio sotto casa permette una socialità antica per tutti gli abitanti, anche per chi ogni
tanto sceglie i centri commerciali in città. I bar dei paesi non sono solo uno svago, ma un ambiente che caratterizza le piazze. Sin dai tempi più antichi nei bar dei paesi si facevano affari, si trattavano aspetti politici ed economici, motore che faceva andare avanti la società civile. Anche il barista era un po’ come un confessore, era a conoscenza di tutto, vuoi perché da lui nell’arco della giornata i clienti si succedevano di continuo, vuoi per l’antico detto in vino veritas.

Oggi il bar del paese è rimasto il ritrovo per gli abitanti e anche per i ragazzi che sin da piccoli sono stati avvicinati dal babbo, dal nonno o dallo zio e che ora vivono come un ambiente confortevole e aggregante in cui trascorrere qualche ora con gli amici. Uscire per prendere un caffè sapendo che sicuramente troverai qualcuno che conosci con cui scambiare due chiacchiere, anche solo con il barista, diventa quasi un appuntamento che un po’ solleva e rilassa. Limitazioni forti per i gestori delle attività di ristorazione confermate con l’entrata in vigore del nuovo decreto che continua a vietare il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico. La consapevolezza che sono necessarie a contenere il contagio dell’epidemia ci porta a sperare che prima o poi questa sensazione di vuoto sarà colmata con il rifiorire delle attività che riusciranno ancora a rianimare le piazze.

Laura Mastinu

 

Influenza e Covid-19. È giusto affidarsi al proprio medico.

Come distinguere le due malattie, Covid-19 e influenza? Sembra complicato fare una netta distinzione, è davvero così?

di Alessandro Cabiddu.

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Amministrare richiede coraggio

Alle elezioni comunali in Sardegna, nei 156 comuni chiamati al voto nei giorni scorsi, l’affluenza è stata del 59,53%, Tutto sommato, anche alla luce delle difficoltà legate al Covid-19, potrebbe sembrare un dato confortante, se pensiamo che cinque anni fa, quando non avevamo nessuna pandemia, l’affluenza era stata superiore soltanto di qualche punto percentuale.

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Le donne: l’altra metà della Chiesa

Nessuno è stato battezzato prete né vescovo. Siamo stati tutti battezzati come laici. Laici e laiche sono protagonisti della Chiesa. Oggi c’è ancora bisogno di allargare gli spazi di una presenza femminile più incisiva nella Chiesa. E di una presenza laica, si intende, ma sottolineando l’aspetto femminile, perché in genere le donne vengono messe da parte.

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