Venerdì, 15 Maggio 2026

Quando la vacanza è rovinata

Siamo di nuovo a giugno, il caldo inizia a farsi sentire, la scuola è appena terminata e il desiderio di staccare e andare in vacanza è forte.

Leggi tutto...

Storia del nostro territorio: Ugone e il Trecento arborense

Solo negli ultimi anni, grazie a una scrupolosa verifica delle fonti, è stato possibile rettificare alcuni assunti della storiografia, quindi correggere certe supposizioni a suo tempo avanzate (e poi date a lungo per certe) in merito alla genealogia dei regnanti arborensi.

di Nadir Danieli

Leggi tutto...

L'errore medico: come affrontarlo?

Nessuno di noi lo fa volentieri, eppure talvolta è indispensabile: andare dal medico, oppure in ospedale, iniziare una terapia, sottoporsi a un intervento. Purtroppo, anche se raramente, in diverse fasi della pratica medica può capitare un errore: si tratta di situazioni in cui si verifica un’omissione di intervento o un intervento inappropriato, tale da causare un fatto clinicamente significativo a danno del paziente, influenzandone salute e benessere.

di Mauro Solinas, avvocato


Naturalmente non tutti gli eventi avversi sono attribuibili a errori, ma solo quelli che potevano essere evitati. Può trattarsi di un’errata diagnosi o prescrizione terapeutica, oppure della gestione inadeguata di procedure mediche: in pratica, di una deviazione da quelle condotte che sono generalmente ritenute appropriate.

Volendo schematizzare, l’errore medico può essere diagnostico, quando il sanitario non identifica correttamente una malattia o ne sottostima la gravità; terapeutico, se coinvolge la somministrazione di trattamenti sbagliati o la gestione inadeguata delle terapie prescritte; chirurgico, quando si verifica durante un intervento chirurgico; di somministrazione di farmaci, con errori nella prescrizione, dosaggio o somministrazione dei medicinali; di gestione delle informazioni cliniche, in quanto può portare a decisioni errate basate su dati clinicamente inesatti; di informazione del paziente, quando il medico non gli fornisce informazioni complete e comprensibili sulle opzioni di trattamento, rischi e benefici, potendo così comprometterne il consenso informato.

Talvolta l’errore non ha conseguenze apprezzabili, ma ci sono casi in cui, invece, il paziente subisce un danno, che può essere biologico se egli ha subìto una lesione a livello corporeo o mentale; patrimoniale se si riferisce alle spese mediche sostenute a seguito dell’errore, o alla perdita di guadagno; morale in quanto connesso alle sofferenze psicofisiche patite; e infine esistenziale quando coinvolge la sfera dell’esistenza, che può subire un impatto significativo a lungo termine. Occorre considerare che la responsabilità della struttura medica è generalmente ritenuta contrattuale (si tratta del cosiddetto contratto di spedalità), a differenza di quella del medico, scelto dalla struttura per effettuare la prestazione sanitaria al paziente: in questo caso, non essendoci un contratto fra medico e paziente, la sua responsabilità viene detta extracontrattuale.

La distinzione è importante nel momento in cui si affronta l’aspetto del danno: qualora ci sia stata una pattuizione individuale, e cioè un accordo diretto fra paziente e medico (pensiamo agli esempi, oggi frequentissimi, nel campo della medicina estetica), anche la responsabilità di quest’ultimo viene considerata contrattuale. Se si verifica un danno, il paziente (così come i suoi familiari in caso di decesso) può avere diritto a un risarcimento. Per ottenerlo deve dimostrare l’esistenza del rapporto tra le azioni del medico o della struttura, ritenute erronee, e il danno stesso.

Se formula la richiesta nei confronti della struttura sanitaria, il paziente non è però tenuto a dimostrare l’errore medico, ma è la struttura stessa a dover provare di avere agito correttamente, o a dover dimostrare che l’inadempimento (o l’adempimento inesatto) è stato determinato da una causa imprevedibile e inevitabile. Se invece il paziente rivolge la richiesta al medico, deve anche dare prova dell’esistenza del fatto illecito, e cioè dimostrare l’errore che egli ha commesso.

Lo stile di don Bosco può essere ancora attuale nell'educazione dei ragazzi?

L’educazione è un tema che oggi più che mai viene esplorato e dibattuto nel tentativo di dare risposte ai molteplici bisogni e ai disagi che pervadono, soprattutto, ma non solo, il mondo giovanile a partire dai primi anni della scuola per divenire, man mano, un’urgenza negli anni della preadolescenza e dell’adolescenza.

di Daniela Dalia

Leggi tutto...

Tradizioni di inizio anno tra grano cotto e sapa

Gli ultimi giorni dell'anno, si sa, hanno un sapore particolare: sanno di desideri e di sogni ma soprattutto di speranza rispetto al nuovo che arriva.

di Bruna Pisci

Leggi tutto...

Ruinas 81: una polisportiva sempre viva da oltre 40 anni

 

Anche il calcio, negli ultimi anni, ha subito le conseguenze dello spopolamento e del calo demografico nei piccoli paesi. Se prima ogni centro della Sardegna aveva la sua squadra di calcio attorno alla quale la domenica si riuniva tutto il paese, ora non è più così. Soprattutto nei piccoli centri i campi da calcio sono invasi dall’erba alta, abbandonati perché non più utilizzati per mancanza di calciatori. Non è così però, per il piccolo Comune di Ruinas, poco meno di 700 abitanti, che da oltre quarant’anni tiene viva la passione per questo sport e una squadra che partecipa ai campionati promossi dalla FIGC.

di Francesca Pisano

Leggi tutto...

Iscriviti al nostro canale youtube

Guarda i nostri video dalla diocesi

YouTube icon