Mercoledì, 03 Giugno 2020

Progetto1

La vita fraterna non è un’opzione, ci appartiene in forza del nostro Battesimo. È una condizione essenziale e fondamentale. Non è, però, solo un punto di partenza…

di Toz

è anche un punto di arrivo che, perciò, richiede impegno e energie da parte di tutti. Come presbiteri siamo chiamati a vivere la fraternità non solo con tutto il popolo di Dio ma anche tra di noi. La fraternità sacerdotale scaturisce dal sacramento dell’Ordine e si alimenta nelle relazioni interne al presbiterio e col pastore diocesano. Sin dall’inizio del suo ministero episcopale tra di noi, il nuovo arcivescovo mons. Roberto Carboni ha sottolineato come fondamentale questa dimensione della vita del Presbiterio diocesano. Da subito l’Arcivescovo ha voluto incontrare i suoi presbiteri, sia ciascuno personalmente sia come intero corpus diocesano. Momenti molto importanti e assai partecipati sono stati: la Due giorni del Clero, il primo ritiro mensile e le riunioni foraniali. Questi incontri sono stati caratterizzati da un profondo ascolto ma anche da provocazioni ed esortazioni toccanti. Anche i preti, diocesani e religiosi, del Vicariato Urbano hanno avuto la gioia di incontrare, per la prima volta come Presbiterio cittadino, l’Arcivescovo Roberto. L’incontro si è svolto nella biblioteca dell’Episcopio, mercoledì 20 novembre. Un buon caffè, un abbraccio, la preghiera comunitaria: una cornice fraterna e affettuosa. Il Vicario urbano, mons. Giuseppe Sanna, nell’introduzione, ha illustrato le dinamiche principali del Vicariato dando subito la parola ai confratelli, per una breve presentazione della situazione pastorale di ciascuna parrocchia. Anche i religiosi, i cappellani delle comunità e gli altri sacerdoti sono intervenuti. Progettare linee di pastorale condivisa non è mai stato semplice: anche le nostre parrocchie vivono e subiscono fenomeni e dinamiche già ampiamente noti: la disaffezione alla celebrazione quotidiana (ormai partecipata solo da piccolissimi gruppi di adulti/anziani) ma anche l’allontanamento da quella domenicale (la percentuale dei fedeli che partecipano alla Messa della domenica varia dal 10% al 30%) con un progressivo allontanamento dalla frequenza ai sacramenti ma anche dalla vita di carità; la continua emigrazione delle persone alla ricerca di parrocchie che possano soddisfare bisogni ed esigenze, legate spesso alla necessità di far quadrare i numerosissimi impegni scolastici, sportivi e ludici, che ormai avvinghiano i bambini e i ragazzi e di conseguenza anche genitori e nonni. La latitanza dei giovani (con l’esodo del post-cresima) dalle nostre comunità è, poi, un dato doloroso e assai diffuso. Viviamo un periodo di profondi cambiamenti sociali e culturali che toccano la società civile e perciò anche la Chiesa. Molte persone delle nostre comunità hanno perso o rischiano di perdere il senso profondo della domenica, come giorno del Signore e della comunità, un sempre maggiore numero di fedeli preferisce scegliersi la parrocchia da frequentare. Tante fedeli cercano una parrocchia che possa programmare le attività catechistiche al sabato pomeriggio e sera, per avere il tempo da dedicare alle attività dei figli e della famiglia alla domenica mattina. Forse più che in altre zone della diocesi, le comunità parrocchiali del Vicariato Urbano soffrono per questi problemi che hanno una radice comune: la non percezione (e anche la perdita) del senso comunitario. Queste e altre problematiche sono state analizzate: l’Arcivescovo ha ascoltato amabilmente, ha incoraggiato ed esortato a rivitalizzare le comunità, presbiteri e laici siamo chiamati alla ricerca delle priorità per attuare un’opera di rievangelizzazione del tessuto sociale. Personalmente credo che sia urgente prendere coscienza di esser parroco di un piccolo gregge, che la messe è tanta e le risorse poche: è urgente che tutti ci facciamo coinvolgere in un rinnovato slancio missionario. Anche le iniziative pastorali comuni alle parrocchie e le occasioni di incontro fraterno dei presbiteri e delle comunità, tra di loro e col vescovo, sono stati argomento di riflessione e di analisi. Un primo incontro caratterizzato dal reciproco ascolto e dalla passione missionaria che tutti i presenti hanno rinnovato incoraggiandosi a vicenda.  

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