Sabato, 16 Ottobre 2021

Bauladu: una comunità in attesa di un gesto di generosità, gratuità e disponibilità. La parrocchia e l’intera Arcidiocesi arborense ha accolto con gioia il passo che il giovane seminarista Francesco Soru ha vissuto durante la solenne celebrazione eucaristica del 3 gennaio scorso, presieduta dall’Arcivescovo Roberto...

di Toz

L’Ammissione tra i candidati all’Ordine Sacro è un passo semplice ma intensamente significativo verso il presbiterato. È il primo Sì verso una consacrazione totale al Signore, un prendere con sempre maggiore impegno quella formazione spirituale, umana e culturale che deve essere essenziale nella vita e nel ministero di un prete. Con l’Ammissione all’Ordine Sacro, si inizia lo studio pieno della Teologia e la formazione sostanziale per diventare un ministro della Parola e dell’Eucaristia. Lo sguardo è rivolto verso il Signore che ammaestra, pasce e santifica il suo popolo. Questo percorso sarà sancito dal conferimento dei ministeri del Lettorato e dell’Accolitato. In seguito, quando la formazione basilare sarà completata col conseguimento del Baccellierato e con l’accoglienza da parte del vescovo della richiesta del candidato, Francesco riceverà il sacramento dell’Ordine, nel grado del diaconato prima e del presbiterato poi. Grande gioia, dunque, per questo piccolo e significativo passo di Francesco, ha inondato il cuore di mons. Roberto che presiedeva per la prima volta questo rito per un seminarista arborense, gioia grande anche per i genitori di Francesco, per il parroco don Fabio e per tutta la comunità parrocchiale, si sono uniti alla gioia e al canto di lode anche i formatori di Francesco: erano presenti il rettore e il vice rettore della comunità Nuovi Orizzonti di Frosinone dove, dopo aver frequentato il Seminario arcivescovile e il Seminario Regionale sardo, il candidato sta completando la formazione. Presenti anche i seminaristi arborensi e i compagni di cammino del candidato e tanti sacerdoti diocesani e non. L’Arcivescovo Roberto durante l’omelia ha esortato Francesco sottolineando la provvidenziale coincidenza: Celebriamo questo rito nella memoria liturgica del Santissimo Nome di Gesù. Il suo nome è salvezza. Gesù chiama per nome anche te, Francesco. Grande predicatore e propagatore della venerazione al Santissimo Nome fu il francescano san Bernardino da Siena e continuato da altri confratelli, soprattutto dai beati Alberto da Sarteano e Bernardino da Feltre. Nel 1530, papa Clemente VII autorizzò l’Ordine Francescano a recitare l’Ufficio del Santissimo Nome di Gesù; e la celebrazione ormai presente in varie località, fu estesa a tutta la Chiesa da papa Innocenzo XIII nel 1721. Il giorno di celebrazione variò tra le prime domeniche di gennaio, per attestarsi al 2 gennaio fino agli anni Settanta del Novecento, quando fu soppressa. San Giovanni Paolo II la inserì nuovamente, per il 3 gennaio, come memoria facoltativa nel Calendario liturgico universale. Terminata l’omelia si è svolto il rito: semplicissimo ma tanto eloquente. La chiamata (liturgica) alla quale Francesco ha risposto prontamente dicendo, a voce alta, il suo “Eccomi”. Subito dopo le interrogazioni, con le quali l’arcivescovo ha scrutato il cuore di Francesco riconoscendo in lui l’intenzione di seguire il Signore e, infine, la preghiera di benedizione. Il cammino che sta davanti a Francesco è impegnativo: preghiera, formazione e docilità per una vita di amore e di dono, di sequela e di servizio. Questo è il ministero ordinato. Non ci sono altre strade. Non carriera, privilegi, posti di onore, soldi o cerimonie sfarzose… ma un cammino fatto di sequela, ministero, annuncio gioioso della Parola che Gesù Cristo ha fatto e sta facendo con Francesco e con tutti i seminaristi: chiamati per amare e per essere segno del suo amore. Anche L’Arborense si unisce agli auguri perché, nei prossimi anni, Francesco e i seminaristi arborensi e alerensi, possano consolidare e rinsaldare, attraverso le dimensioni fondamentali del loro cammino formativo – la vita fraterna in comunità e le relazioni di amicizia e fraternità; la relazione e l’incontro personale con il Signore e con la sua Parola nella preghiera, nell’Eucaristia e nei sacramenti e lo studio della teologia, per affrontare le sfide della nuova evangelizzazione e il servizio pastorale fatto con gratuità e passione.

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