Sabato, 16 Ottobre 2021

Caro Gesù bambino, volgi verso di noi il tuo sguardo: solleva le tue manine, benedici noi, il mondo intero e donaci la tua pace e il tuo amore...

di Fabio Murgia

Queste parole dense di tenerezza e amore sono di Fra Lorenzo da Sardara, il cappuccino conosciuto da tanti per la sua mirabile rappresentazione della Natività con il presepe nel Convento di Cagliari. Benvenuto Pinna, questo il nome al secolo del frate sardarese, a tutti coloro che hanno avuto la possibilità di incontrarlo donava serenità e fiducia. Questo semplice e umile frate testimoniava e trasmetteva ciò che in prima persona lui stesso sperimentava nei ritiri sul monte Arcuentu. Nel territorio di Arbus, un mese all’anno, dagli anni Settanta fino al 2000, era solito trascorrere un periodo di ritiro spirituale in perfetta solitudine. La contemporaneità e l’immediatezza al proprio tempo del messaggio di fra Lorenzo, sul Vangelo e quindi sull’incontro personale con Cristo, usava come detto i canali significativi del presepe meccanizzato e degli incontri presso il convento di viale Fra Ignazio a Cagliari. Il presepe dal 1948 al 2015 è sempre stato curato personalmente da fra Lorenzo. Il suo infaticabile lavoro, le tante notti insonni per curare i più piccoli particolari della rappresentazione sacra, per veicolare il messaggio che in Dio nessuno e niente è insignificante o senza valore, ma ogni persona o cosa gli sta a cuore. Gli incontri con uomini, donne e bambini presso l’infermeria del Convento dei cappuccini donavano serenità di cuore e mente. Le persone, primariamente, si sentivano accolte e ascoltate. Accoglienza e ascolto a cui tutti dobbiamo rieducarci, essendoci abituati alla frenesia del fare tutto, tanto subito e alla superficialità.

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