Martedì, 12 Maggio 2026

Tra le voci autorevoli che in questi giorni si sono espresse sulla protesta dei pastori in Sardegna, c’è anche quella di Piero Onnis, di Nurallao, molto conosciuto nel mondo agro pastorale per la sua lunghissima esperienza di tecnico agrario...

a cura di Mauro Dessì

Quasi quaranta anni di servizio anche tra i pastori e gli allevatori di moltissimi centri del nostro territorio e non solo. In virtù di questa lunghissima esperienza, Piero Onnis ha vissuto i miglioramenti aziendali, le prime richieste di dare stabilità ai pastori, di toglierli dal nomadismo, da situazioni piuttosto difficili come il periodo delle recinzioni, dei miglioramenti dei pascoli, delle ricerche idriche, dell’elettrificazione, delle strade rurali, e non ultimo accompagnarli nel periodo in cui si è iniziato a costruire i capannoni polivalenti adibiti a sale mungitura.

È vero - racconta - nella mia lunghissima attività professionale di tecnico agrario, sono stato al fianco dei pastori quando a gran voce chiedevano strutture e infrastrutture che dessero dignità e condizioni umane al loro duro, faticoso e impegnativo lavoro. Sono stato con loro quando si è iniziato quel lungo processo di miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie nella produzione del latte, in primis ovino e caprino. Parlo delle sale di mungitura meccanica e della refrigerazione del latte. Tutto ciò si è realizzato e oggi si produce un latte migliore dal punto di vista igienico e sanitario.

Anche oggi, dopo tante battaglie fatte a favore dei pastori e degli allevatori, si pone al loro fianco.

Sì, assolutamente sì. Io mi schiero con i pastori e allevatori sardi nella loro battaglia per avere il riconoscimento di un prezzo equo e remunerativo del latte. Praticamente in due anni il prezzo del latte ovino si è dimezzato.Il prezzo oggi non copre i costi di produzione, creando non reddito ma debito. Non paga neanche le spese della produzione e quindi causa indebitamento aziendale.

Chiara ed evidente la sua posizione, sostenere la causa di chi vede la necessità impellente che il prezzo diventi giusto e remunerativo e la sua determinazione venga sottratta all’ottica del massimo guadagno imposta dagli industriali caseari.

Ritengo che il prezzo del latte dovrebbe essere proporzionato al prezzo del prodotto finito come quello del Pecorino Romano. L’allevamento ovino in Sardegna è un comparto di primaria importanza, finalizzato alla produzione del Pecorino Romano che ha la sua Denominazione d’Origine dal 1955 e si fregia della Denominazione d’Origine Protetta in ambito europeo dal 1996. In realtà, c’è una differenza abissale fra il trend di crescita del Pecorino Romano che ha +102,4% e quello del latte ovino, fermo invece a +41,7%. E così pure sono in crescita i dati relativi al Pecorino Sardo, al Bonassai, al Pecorino e al Fiore Sardo, tutti formaggi d’eccellenza la cui produzione però non dà giusto valore al prezzo del latte.

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