Giovedì, 19 Luglio 2018

 

Dalla Terra di Arborea diplomatici e operatori internazionali. L’ultima fatica di Beppe Meloni, instancabile collezionista di storie di uomini e donne della nostra terra, che sa narrare con la prosa asciutta e la precisione di un documentarista...

di Luisanna Usai

È una raccolta di tredici ritratti che proiettano il lettore in una inaspettata dimensione internazionale, nella grande Storia in cui anche i sardi hanno avuto e ancora hanno ruoli da protagonisti, nell’impegno nella lotta all’analfabetismo, alla violenza delle dittature, alla fame. La rassegna si apre con Giorgio Francesco Mameli, oristanese, classe 1893, che terminò   come ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede un’intensa carriera militare e diplomatica. Il ghilarzese Angelino Corrias, da Nizza all’Algeria, alla Tunisia quindi a Parigi, interpretò il suo ruolo di console negli anni 1928-39 come servizio alla comunità degli Italiani, anche in momenti difficili e pericolosi per l’incolumità sua e dei suoi. Il figlio Francesco intraprese a sua volta la carriera diplomatica: da Londra a Parigi, poi via via a Washington, in Africa, in Medio Oriente, dove cura operazioni volte alla realizzazione di progetti di cooperazione nel settore energetico, agricolo e industriale. “Una missione itinerante al servizio della Santa Sede”, quella del “ghilarzese illustre”, mons. Mario Roberto Cassari. Sottile diplomatico che amava la semplicità, svolse il suo servizio di nunzio apostolico in Congo, Gabon , Sudafrica e, più di recente, a Malta. Lunghi anni di impegno educativo come docente di matematica al De Castro e poi come preside, nel 1958 valgono a Bruno Stiglitz, oristanese d’adozione, il superamento di un concorso internazionale bandito dall’ONU. La sua vita da allora sarà segnata da molteplici esperienze caratterizzate della capacità di mediazione diplomatico-educativa in vari Paesi dell’America Latina, primo fra tutti una Colombia lacerata dalla guerra civile. La carriera di Agostino Lionello Chiesa Alciator è segnata, da sempre, dal cognome che porta. Autore di pubblicazioni sulla storia della diplomazia internazionale, inizia ufficialmente nel 1973 una carriera diplomatica che lo poterà in molti paesi d’Europa, per concludersi a Nizza nel 2007. Nome impegnativo anche quello del cuglieritano Nicolò Machiavelli, che nel 1952 entra nella Direzione Generale per la Cooperazione internazionale, vedendo nascere, nel 1957, la Comunità Economica Europea. Un anno dopo viene destinato a Parigi, dove però muore prematuramente. Quando arrivò alla Direzione Stampa e informazione della CEE, il giornalista Gianni Rosa , cuglieritano d’origine, aveva già compiuto significative esperienze nel campo dell’informazione e della formazione. Dopo più di vent’anni, la scelta di dedicarsi al giornalismo e alla comunicazione, dando spazio anche a servizi sui sardi illustri all’estero. Ettore Sequi, cinquantanove anni, dal 2015 è ambasciatore a Pechino, dopo lunghi anni trascorsi a prestare servizio nelle più disparate e prestigiose incombenze internazionali, dagli Stati Uniti a Bruxelles, passando per l’Afghanistan, Abu Dhabi, Madrid, Monaco, Londra. Quarantacinque anni vissuti intensamente, quelli di Ruggero Corrias, che arriva a Sarajevo da New York, dove guidava l’ufficio stampa della rappresentanza italiana all’ONU, dopo anni di esperienze diplomatiche maturate all’estero. Classe 1969, Gabriele Annis è dal 2015 Consigliere d’ambasciata a Brasilia, e vanta prestigiosi incarichi internazionali, spesso esercitati in luoghi che lo videro protagonista di un impegno quotidiano al servizio dei connazionali all’estero, come durante i tragici fatti di Mumbai. Sono storie di coraggio e dedizione, quelle di Francesco Mugheddu e di Rossella Urru. Il primo nell’autobiografia “L’ostinazione al servizio della democrazia” racconta di un docente di fisica, fotografo per passione, che scopre che la sua vera missione è lavorare per la pace in missioni internazionali , anche quando la sclerosi multipla lo aggredisce, limitandone i movimenti. Rossella Urru , cooperante in un campo-profughi nel deserto algerino sud occidentale, ha invece pagato il coraggio di porsi al servizio degli ultimi con nove mesi di prigionia in mano ai terroristi di al Qaeda. Uno spaccato dell’impegno degli uomini (e delle donne!) migliori, che sono d’esempio a quanti hanno la responsabilità del nostro Paese, che, come nota amaramente l’autore, oggi “versa in grave difficoltà”.

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