Venerdì, 15 Novembre 2019

Progetto1

Durante le vacanze mi sono dedicato alla lettura. Mi piace tanto leggere. Leggo di tutto. Dunque, mi è capitato tra le mani un saggio del notissimo scrittore olandese Henri J. Nouwen, scomparso nel 1996...

di KINO

Autore di decine e decine di libri spirituali, Nouwen è stato un presbitero cattolico molto vicino alla teologia protestante. La sua scrittura è intensa, profondamente biblica e profeticamente liberante. I suoi libri sono stati tradotti in molte lingue e tutti ampiamente letti, tra tutti e due titoli molto amati dai lettori: The Return of the Prodigal Son: A Story of Homecoming (trad. it.: L'abbraccio benedicente. Meditazione sul ritorno del figlio prodigo, coi tipi della Queriniana di Brescia) e The Wounded Healer (trad. it.: Il guaritore ferito. Il ministero nella società contemporanea). Durante la sua intensa attività letteraria e spirituale Nouwen ha tenuto molte conferenze nelle università statunitensi di Notre Dame (Indiana), Harvard, Yalee presso il Seminario Teologico dell'Ontario (Canada), inoltre ha viaggiato in tutta l'America del Nord tenendo ritiri e conferenze.Il famoso teologo di Hong Kong, Milton Wan Wai Yiu, ha definito la teologia spirituale di Nouwen come la più alta e più profonda del cattolicesimo e del protestantesimo. Ritrovandomi, dunque, nelle assolate e poco frequentate spiagge del Sinis ho letto con particolare interesse il saggio sulla famosa parabola di Gesù, il Figlio Prodigo. L’ho divorato e riletto più volte. L’ho trovato particolarmente interessante e affascinante. La vicenda evangelica parte dalla contemplazione del famoso quadro di Rembrandt che descrive, con dovizia di particolari, l’ultima scena della parabola, il ritorno a casa del figlio minore. Il tema del ritorno a casa, insieme a quello della riconciliazione e dell’abbraccio benedicente del padre hanno il potere di tuffare Nouwen in una lunga avventura spirituale, di cui rende partecipe il lettore.L'autore esplora i vari momenti della parabola evangelica. La storia si fa dramma avvincente e coinvolgente.

nouwen.foto

I temi della parabola vengono proposti a quanti hanno conosciuto la solitudine, l'avvilimento, la gelosia o la rabbia. La sfida ad amare come il padre e a essere amati con il figlio viene presentata come la rivelazione ultima della parabola notissima ai cristiani di tutti i secoli, qui dischiusa con un’interpretazione magistrale e originale. Per quanti si chiedono: dove sono arrivato nel mio cammino cristiano?, o per quanti si sentono ancora in cammino o ancora di più confinati ancora a pascolare porci in un paese lontano, questa riflessione segnerà come una sorta di illuminazione: questo libretto certamente darà ispirazione e farà da guida spirituale. Almeno così è successo a me. Nouwen legge la parabola del perdono attraverso tre punti diversi di osservazione: il figlio che torna, il figlio maggiore che non si era mai mosso, il padre che accoglie. Mi sono chiesto:in quale personaggio posso riconoscermi? Quale mi assomiglia di più? La lettura della riflessione di Nouwen è stata un'esperienza indimenticabile, mi ha spinto a guardarmi dentro. Non credevo che bastasse la lettura di un libro a provocare in me tanti pensieri e tante suggestioni. Nouwen ha trovato nel quadro di Rembrandt un grande aiuto per comprendere la parabola. Faccio un esempio: nella parabola raccontata da Gesù vi è un personaggio completamente (e, forse, volutamente) assente la madre. Eppure nel quadro si intravede,sullo sfondo, una donna. Una madre assente, un amore mancante nella prima parte del racconto spiega o potrebbe spiegare l’inquietudine e l’immaturità dei due figli. La frenesia della libertà, una vita da succhiare e sfruttare sono alla base dei turbamenti del figlio minore. Quest’assenza, questa mancanza di amore, questo vuoto di affetto… stanno alla base del desiderio smodato del figlio di andare via, in casa si sentiva orfano di madre e di padre. Nel fondo, nella radice dei nostri allontanamenti vi è sempre una mancanza: un Dio percepito lontano, distante. Prima ancora di andare in un paese lontano il figlio si sente solo e lontano anche stando vicino al Padre. Ecco perché al suo ritorno era necessario mettere anche una donna, una madre… interessante e urgente che la comunità (come madre) sia presente nel momento del ritorno dei tanti figli prodighi… come me. Come te! (credo che terrò il libro di Nouwen sul comodino per rileggere di tanto in tanto i suoi passi).

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