Venerdì, 15 Novembre 2019

Progetto1

È essenziale che i bambini fin da subito vengano educati al mondo dell'arte...

A dirlo, in un'intervista esclusiva a L'Arborense, è stata Narcisa Marchioro. Vicentina, la Marchioro ha studiato Architettura allo IUAV di Venezia e si è specializzata tra Parigi - dove ha analizzato i modi per riqualificare la banlieue dismesse - e Cambridge...

a cura di Alessio Cozzolino

Attualmente, oltre all’attività di insegnamento e stesura di testi scolastici, la Marchioro pratica con successo il mestiere di scrittrice. L’ultima sua opera è intitolata “13 Art Materials Children Should Know” (13 Materiali d’Arte che i Bambini Dovrebbero Conoscere), è stata scritta in Inglese (“tradotta con estrema attenzione da mio marito”) e pubblicata per i tipi Prestel/Random House. Si tratta di un volume intenso, realizzato per essere fruito dai più piccoli, che restituisce dignità e valore all’Arte agli occhi dei bimbi. Le generazioni di domani. “Il libro è nato dall’idea di organizzare in modo più sistematico e al contempo accattivante alcune lezioni e attività, proposte negli anni ai miei studenti, circa l’uso dei diversi materiali in arte”.

Perché parlare d'arte attraverso i materiali?

Se si chiede a qualsiasi persona, quali sono i materiali usati da un artista, quasi sicuramente la prima risposta riguarda il colore e gli strumenti usati per stenderlo. In realtà i materiali che l’uomo ha utilizzato, dalla preistoria sino ai giorni nostri sono i più vari e impensabili, e molto spesso sono di facile reperibilità. L’artista che oltre ventimila anni fa scolpì un corno di renna per ricavarne uno stupendo propulsore per lance ha utilizzato un materiale di cui poteva disporre in abbondanza, proprio come fa oggi l’artista brasiliano Vik Muniz quando per le sue opere utilizza i rifiuti raccolti nelle immense discariche di Rio de Janeiro. Attraverso un tema apparentemente marginale come quello dei materiali in arte, è possibile coinvolgere, appassionare e incuriosire i giovani lettori”.

Qual è la maggiore difficoltà dello scrivere d'arte?

E’ essenziale che i bambini fin da subito siano educati al mondo dell’arte. Per far sì che questo accada, bisogna riuscire a divulgare in modo semplice, chiaro e al contempo appassionante, rendendo semplici anche i concetti più difficili. Si tratta di un lavoro continuo di revisione, finito il quale chi legge dovrebbe essere in grado di farlo senza fatica. Non dimenticherò mai quando l’abile redattrice che ha seguito il mio primo libro, Cristina Gatti, paragonò un buon testo a una brava ballerina che sul palcoscenico esegue ogni passo, anche il più arduo, come fosse facile e spontaneo. Tanta graziosa naturalezza è il frutto di un allenamento faticoso e incessante.

Qual è lo stato dell'insegnamento dell'arte, in Italia?

Temo che la tendenza che si è affermata negli ultimi anni di verificare sempre più oggettivamente le conoscenze degli alunni, possa condurre a una certa semplificazione della disciplina, se non a un appiattimento della stessa. Inoltre, trovo ad esempio difficile accettare che in un Liceo classico si insegni Storia dell’arte solo a partire dal terzo anno. Eppure l’arte, e in particolare la storia dell’arte più di qualsiasi altro insegnamento, ha un fondamento interdisciplinare che a partire dalla conoscenza del passato, aiuta a comprendere il presente. Avvicinare i giovani allo studio dell’arte significa offrire loro continui riferimenti con la storia, la letteratura e con quei valori sociali e civili capaci di formare gli adulti che diventeranno domani, consapevoli e orgogliosi dello straordinario patrimonio artistico che hanno ereditato, e al contempo capaci loro stessi di promuovere nuova bellezza.

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