Fratelli e sorelle,
Nel momento in cui Maria diventava madre del Messia, non disdegnò di mettersi in viaggio verso la montagna per dare una mano a una sua parente. Rimase tre mesi nella casa di Elisabetta, madre di Giovanni Battista.

Quindi, si può dire che lei compie il primo viaggio missionario della storia cristiana, perché portava Gesù, il Figlio di Dio, il Salvatore dell’umanità.

Elisabetta appena udì il saluto di Maria proclamò la prima beatitudine del Vangelo: beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore. Come risposta, Maria donò alla Chiesa il più bel canto di lode di tutti i tempi: il Magnificat.

Quest’episodio evangelico contiene un’importante insegnamento: La Vergine Maria ha creduto alla Parola di Dio anche senza l’aiuto e l’appoggio di un’evidenza umana.

All’arcangelo che le portava l’annuncio, ella, non essendo sposata, chiese semplicemente di sapere come avrebbe potuto concepire e diventare madre. Una volta rassicurata sull’intervento divino per la sua maternità, si affidò al compimento della Parola.

In buona sostanza, la domanda di Maria: come è possibile? non conosco uomo non mette in dubbio l’onnipotenza divina, ma chiede solo una spiegazione di come quest’onnipotenza opererà, con quale collaborazione umana essa potrà portare a compimento il suo piano.

[…] Caro don Enrico, questa sapienza evangelica, ci insegna che dobbiamo metterci in ascolto della Parola di Dio, fidandoci di essa, partendo dalla convinzione sicura che questa ci aiuta a leggere la vita quotidiana con la grammatica di Dio.

Gli occhi di Dio, cioè, ci aiutano a trovare i contorni del cielo nelle ombre della terra, ossia il disegno dell’amore di Dio nascosto nelle sofferenze e nelle speranze di tutti i giorni. Davanti al mistero di Dio e della sua provvidenza che guida la storia delle persone e del mondo, l’atteggiamento più giusto, perciò, è, ancora una volta, quello di Maria la madre di Gesù.

Photo credits: Santino Virdis