Giovedì, 18 Luglio 2019

Progetto1

La tradizione de Su scravamentu, anche a Laconi, costituisce uno dei momenti di partecipazione popolare più forte...

di Fabio Murgia

Il Venerdì Santo, al termine della funzione liturgica della Passione del Signore, la chiesa parrocchiale si riempie di fedeli ma anche di coloro che sono lontani dalla fede. La maggioranza dei laconesi non manca, è un momento intimamente riflessivo e allo stesso tempo fortemente scenico: la deposizione del Cristo dalla croce e la processione verso il sepolcro.

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Il Coro Polifonico Laconese, diretto dal Maestro Lorenzo Zonca, da quasi dieci anni aiuta fedeli e non al raccoglimento e all’intima partecipazione. Il Coro ha intrapreso negli anni lo studio di differenti intonazioni polifoniche di testi sacri legati a movimenti liturgici e paraliturgici. I brani, in sardo e latino, accompagnano la celebrazione della Passione del Signore e Su Scravamentu.

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La funzione paraliturgica è di solito predicata da un sacerdote, religioso o diocesano, che con vibranti ed emozionanti parole guida alla comprensione e visione dell’opera salvifica operata con la crocifissione di Gesù. Negli ultimi anni, Su Scravamentu ha richiamato anche pellegrini e semplici curiosi da altri paesi dell’isola o della penisola.

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Segue la processione del Cristo Morto, con la statua dell’Addolorata, verso la chiesetta di San Giovanni Battista, poco fuori dal centro abitato. Il tragitto si dipana in zone del paese non frequentemente percorse da altre processioni nell’Anno liturgico. Gradendo tale scelta, gli abitanti abbelliscono con cura le vie con i lumicini. L’arrivo alla chiesetta del Battista è suggestivo per il sentiero interno illuminato dalle fiaccole, preparato dai custodi del santuario campestre.

Photo credits: Fabio Murgia

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