Lunedì, 13 Luglio 2020

Progetto1

Il 6 dicembre a Laconi è stato presentato e inaugurato il Centro Studi Francescani Sant’Ignazio da Laconi, che non non vuole essere un’opportunità soltanto per gli studiosi, ma per tutti coloro che vogliono conoscere Sant’Ignazio in modalità dettagliata e contestualizzata...

di Fabio Murgia

Il Centro Studi è ubicato nella Domo Corona, fabbricato che ingloba una delle due stanzette della Casa natale di Sant’Ignazio. Quest’ultima di proprietà della parrocchia di Laconi. La Domo Corona, invece, è di proprietà del Comune dal 2009 e, dopo il restauro, nel 2012 è stata aperta al pubblico. La precedente Giunta, nel maggio 2015, aveva affidato la Domo Corona ai frati cappuccini, in comodato d’uso gratuito per venti anni. L’attuale Amministrazione comunale, essendo state necessarie alcune modifiche della convenzione, lo scorso 21 novembre ha concesso a tutti gli effetti l’immobile alla Provincia dei Frati Cappuccini di Sardegna e Corsica, che curano pastoralmente Laconi. P. Fabrizio Congiu, curatore del progetto, è stato parroco del centro del Sarcidano per alcuni anni. Aveva già ideato e curato, come per questa iniziativa, il Percorso Devozionale ignaziano con la laconese dott.ssa Maria Ignazia Deidda, presidente della Nuova Associazione Sant’Ignazio dal 2012 al 2014. La descrizione minuziosa di come è strutturato il Centro Studi toglierebbe il piacere di scoprirlo e viverlo in prima persona. È più pertinente riportare tre significativi stralci degli interventi in sede di presentazione. P. Filippo Betzu, Ministro provinciale, ha sottolineato lo spirito che deve essere alla base di chi si avvicina al Centro: Non c’è bisogno di stare in ginocchio a pregare per fare qualcosa di cristiano, perché quando si crea comunione e dialogo stiamo facendo ciò che Dio ci ha chiesto. Valorizzare la figura di Sant’Ignazio, il Santo dei sardi, che troviamo nelle case di tutti, significherà con il Centro studi farlo conoscere contestualizzato nel suo paese e cultura. Il parroco di Laconi, p. Ivano Liguori, ha posto l’accento su un aspetto rilevante e da non dimenticare: Questo Centro serve per fare memoria, e tenerla viva. A Laconi è passato un santo, c’è l’orma di Dio! Quello che ci fa difetto, a noi italiani specialmente, è fare memoria del nostro passato, quindi sapere chi siamo. Il Centro studi, che possiamo considerare Centro di spiritualità, serve per iniziare a formare prima di tutto noi popolo di Laconi con alla base il nostro patrimonio di fede. P. Fabrizio Congiu, infine, ha indicato ciò che i laconesi possono fare per promuovere questa importante iniziativa: Quello che veramente va avanti è ciò che è frutto della comunione. La giornata odierna, a esempio, lo è. Se questa comunione prosegue, allora continuerà anche questo lavoro e tale luogo fisico, spirituale, culturale. Voi laconesi potrete contribuire con la vostra presenza e con il famoso passaparola. Cogliete la possibilità fisica di perpetuare la memoria che ora ha questo strumento a disposizione. Non da ultimo va ricordato il bel componimento poetico in sardo offerto per l’occasione dal poeta dialettale di Orune, Mario Cherchi.

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