A cura di Franca Mulas
Al santorale, ossia la sequela dei giorni con i nomi dei santi e le ricorrenze delle feste, si univa anche il messaggio francescano. Una sorta di almanacco, con spigolature di storia e curiosi proverbi, accompagnato da disegni dai colori pastello, che raccontavano quasi qualcosa di fiabesco, e che aveva tra gli estimatori massaie, contadini e non solo. Ma oggi, come allora, Frate Indovino continua ad essere seguito con la sua veste un po’ retrò, perché nonostante tutto sa essere a passo coi tempi e sa unire memoria e presente. A testimoniarlo sono le tantissime copie che ogni anno vengono vendute. Dopo la scomparsa di p. Mariangelo, venuto a mancare nel 2002, il testimone è passato a p. Mario Collarini, che lo ha diretto fino allo scorso anno. La nuova redazione di Frate Indovino, che opera dal mese di giugno del 2019, è formata, tra gli altri, da p. Daniele Giglio, direttore responsabile e da Paolo Friso, direttore operativo. Paolo Friso, laico, 52 anni, sposato e padre di tre ragazze, ci ha concesso gentilmente l’intervista che segue.
Innanzitutto grazie per averci concesso questa intervista. Doveroso chiederle: qual è il successo di Frate Indovino?
A guerra finita p. Marianagelo pensò di dare vita a un calendario che aiutasse i lettori a stare in contatto con le realtà cappuccine e nel contempo potesse essere utile alla realtà agricola dell’Umbria. Da quel primo almanacco è nata una bella realtà editoriale che, con lo stile francescano, vuole parlare di Dio, cercando di offrire una buona parola nella vita di ogni giorno.
Per quanto riguarda l’edizione del 2020 del calendario, ci sono novità rispetto al passato?
Il calendario segue l’evoluzione della società italiana, di cui è specchio e commento attraverso le sue rubriche. Così, più che nella forma, che ormai è iconica, sono le rubriche a raccontarci di un paese che cambia, soprattutto dal punto di vista sociologico. Il nostro calendario viene venduto soprattutto in Italia: ne stampiamo diversi formati e pensiamo che accompagni nel corso dell’anno la vita di circa tre milioni e duecentomila famiglie. Il ricavato che proviene dalle vendite serve anche per finanziare l’opera dei padri cappuccini dell’Umbria che da 110 anni portano avanti una missione in Amazzonia.
Oltre a quello che avete fatto fino ad ora, vi sono nuovi progetti o iniziative?
Frate Indovino è uno strumento di evangelizzazione nato per diffondere una parola semplice e buona che, sgorgando dal carisma francescano, parli di Dio, rasserenando e illuminando l’animo, lo spirito e il corpo, cercando di offrire una risposta alla ricerca di senso dell’umanità. Ed è con un sorriso, con la gioia semplice delle sue rubriche satiriche e le amenità che vogliamo proporre la purezza di una vita imperniata sulla fraternità evangelica, suggerendo uno stile di vita sobrio e nel rispetto di una dimensione ecologica integrale. Frate Indovino, che è un ente dei Frati Minori Cappuccini, raccoglie fondi e vive la carità con lo stile tipicamente francescano, che non si riduce all’elemosina, ma diventa reciprocità nella solidarietà e vuole essere strumento di promozione dell’uomo nel soccorso alle necessità più disparate. Così gli aiuti concreti arrivano fino in Amazzonia, dove da più di 100 anni i Frati Minori Cappuccini dell’Umbria portano la Parola di Dio aiutando le popolazioni indigene a preservare la propria cultura. Anche più vicino a noi, nelle diverse azioni in Italia, interviene nelle situazioni di disagio e sofferenza, come nei luoghi terremotati, nelle parrocchie o nelle cappellanie d’ospedale. Sosteniamo direttamente alcune opere (come una casa di riposo per anziani non autosufficienti a Vasto, oppure attrezzando a Perugia una struttura per l’accoglienza gratuita dei familiari che vengono a visitare i degenti negli ospedali, oppure ancora collaborando con la Caritas diocesana, ma è nell’attività concreta e quotidiana dei frati che si esprime la solidarietà.
Frate Indovino, come sappiamo, è stata una creatura di p. Mariangelo.Cosa ci dice a riguardo?
Per far nascere una struttura così originale è stata necessaria la presenza di un piccolo carisma: l’intuizione di p. Mariangelo è stata determinante come la sua guida per sviluppare a far crescere lo stile di Frate Indovino, che con semplicità e sobrietà riesce a dialogare con tutti, prescindendo dai credo e dalle scelte legate alla fede. Ora la conduzione di Frate Indovino è affidata ad un comitato editoriale, attualmente diretto da fra’ Daniele Giglio, che vede al suo interno alcuni frati cappuccini e alcuni laici che contribuiscono con un apporto professionale e con un impegno d’animo all’attività che è andata via via sviluppandosi.