Domenica, 17 Maggio 2026

Nuove povertà: crescono i gruppi di auto mutuo aiuto

Nascono anche nell’Arcidiocesi arborense i gruppi di auto mutuo aiuto per fare fronte alle nuove povertà emergenti causate dalle misure anti Covid decretate dai governi.

di Franca Mulas


Lo spettro della povertà ha spinto tante persone a creare piccoli gruppi di auto mutuo aiuto che cercano di racimolare denaro da offrire a chi in questo momento non lavora. Un piccolo esercito di uomini e donne animati da un grande spirito di solidarietà che, anche con la forma del baratto, guarda con amore a chi ha più necessità. Sono casalinghe, insegnanti, agricoltori, allevatori, avvocati, impiegati, artigiani, liberi professionisti e qualche religioso, tutti animati da un'unica consapevolezza: aiutare all'interno del gruppo e non solo, chi in questo momento è stato privato del lavoro, o ha un ridotto tenore di vita rispetto a prima.

Miseria, fame e danno psichico: non è il titolo di un romanzo ambientato nella seconda guerra mondiale, ma la triste realtà che ha colpito molte famiglie anche della nostra Diocesi a seguito della perdita del lavoro. Che l'Italia tutta, Sardegna inclusa, sia diventata più povera in questi ultimi due anni, non è una novità, dato che alcune scelte del Governo hanno costretto a chiudere attività e imprese, danneggiando economicamente le famiglie e incrementando la povertà infantile: oltre un milione di bambini italiani, infatti, vivono in povertà assoluta.

Se a questo numero, aggiungiamo quello di padri e madri, ma anche di tante singole persone, viene da sé rendersi conto come le cifre delle nuove povertà siano molto più alte e, forse, con i venti di guerra che non si placano, saranno destinate a salire. Ecco perché questa realtà, visibile anche nella Diocesi arborense, ha spinto tante persone a creare piccoli gruppi di sostegno reciproco, in linea col valore autentico della solidarietà. Alla povertà materiale si aggiungono anche le problematiche psicologiche causate dai vari lockdown e le varie restrizioni, che hanno seminato vittime soprattutto tra i bambini e i ragazzi. Ma gli innumerevoli disagi emotivi e psicologici, oramai conclamati, non risparmiano i ragazzi più grandi, le persone adulte e gli anziani.

Sui numeri non è stata fatta una stima precisa: stime di esperti dimostrerebbero, però, come questa realtà, sembrerebbe destinata a salire. Se così fosse, ci troveremo di fronte a problematiche psichiche di vario genere, determinate da scelte politiche sbagliate, (proprio sulle alcune di queste scelte si sta ora indagando). Potremmo definire queste nuove problematiche come un’ulteriore epidemia da contagio emotivo forte. È lecito, a questo punto, domandarsi se il Governo abbia a cuore l'emergenza Lavoro e abbia a cuore la salute mentale dei cittadini.

A ben guardare sembrerebbe di no, dato che s’intende destinare parte dei soldi del PNRR (Piano nazionale di Ripresa e Resilienza) per la costruzione di una nuova base militare in Toscana. Pensando al valore del Lavoro come aspetto centrale nella vita delle persone in tutti i suoi ambiti, compreso quello del benessere mentale e spirituale, ci vengono in mente le parole presenti nella Lettera Enciclica Laudato Si, che recitano: Siamo chiamati al lavoro fin dalla nostra creazione. Non si deve cercare di sostituire sempre più il lavoro umano con il progresso tecnologico: così facendo l’umanità danneggerebbe sé stessa. Il lavoro è una necessità, è parte del senso della vita su questa terra, via di maturazione, di sviluppo umano e di realizzazione personale. In questo senso, aiutare i poveri con il denaro dev’essere sempre un rimedio provvisorio per fare fronte a le emergenze.

Il vero obiettivo dovrebbe sempre essere di consentire loro una vita degna mediante il lavoro (…). Parole importanti che, mettendo al centro il lavoro come aspetto imprescindibile della vita delle persone e della loro dignità, avrebbero dovuto, pertanto, alimentare dibattiti approfonditi e stimolare la ricerca di soluzioni politiche immediate per rilanciare l'economia e il benessere sociale. Al contrario, invece, sulle parole della Laudato Si, e sul messaggio profondo che esse veicolano, è calato il velo del silenzio e dell'indifferenza e, piuttosto che prendere spunto da esse, si preferisce appoggiare scelte che vanno su altre direzioni, come quella, appunto, di utilizzare i soldi del PNRR per la costruzione di basi militari. Da un lato, si fa propaganda sulla salvaguardia ambientale e sulla sofferenza del pianeta; dall'altra, invece, lo si violenta nel concreto. Soltanto parole, parole, parole… a danno dei cittadini, della società in tutti i suoi aspetti e i suoi valori, compreso il lavoro, la salute della mente, dello spirito e quella dell'ambiente.

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