Se tutti in Sardegna conoscono Sedilo per S. Costantino e l'Ardia, a molti sfugge ancora che il borgo non è solo la giostra equestre. Il cammino che presentiamo è un invito a scoprire l'altra faccia della medaglia sedilese, spesso lasciata in ombra.
Si parte dalla parrocchiale S. Giovanni Battista. Risalente al XIII sec. è stata oggetto di vari interventi nei secoli. La facciata e la cupola sono del 1703. L'interno è a tre navate e otto cappelle.

(Sedilo, Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista e Chiesetta delle Anime)
Lasciata la chiesa, percorriamo il cammino dei novenanti alla volta del Santuario. Auguriamo pure a voi d'incontrare Mauro e Marco (nomi di fantasia), che in groppa al loro asinello, vi scortino sino a su Frontigheddu, illustrandovi, com'è stato per noi, ogni dettaglio della giostra. Mauro, il cui nome è già inserito nel registro del parroco, nutre la speranza che un giorno sia scelto come prima pandela.

(Sedilo, due giovanissimi presentano il sito Frontigheddu ai pellegrini)
Lasciati i cavalieri in erba, superiamo l'Arco di Costantino e siamo nel recinto sacro. Ai lati, i muristenes che servivano a ospitare i pellegrini. Raggiungiamo sa Muredda e quindi al Santuario (km 1,9). L'origine è medievale, nel 1600 fu ricostruito in stile gotico-catalano. All'interno, troviamo il Santo a cavallo con la scritta: In hoc signo vinces. Sulle pareti, centinaia di ex voto (quadri, arazzi, cuori argentei e foto), a ricordo di scampati pericoli per malattie, incidenti e guerre. Tante storie di affidamento e di grazie ricevute.
Usciamo diretti verso il sottopassaggio della SS131 dcn e, superato un ristorante, prendiamo la strada che passa in mezzo al colle Talasai (250 m.), col nuraghe omonimo e al lago. All'intorno le greggi al pascolo, in un'esplosione di colori e profumi, di metà primavera. Grazie a Koomot, proseguiamo alla volta della necropoli Ispilluncas: 33 celle scavate nel tufo. Ci sentiamo proiettati nel Neolitico, in un salto temporale di oltre 5000 anni. Dopo una salita di 20 minuti, lungo un sentiero immerso nella vegetazione, eccoci sul pianoro del Parco Iloi. Il sito, a 270 m. di altezza, permetteva agli abitanti del villaggio nuragico di dominare la vallata del Tirso e a noi di godere di un magnifico panorama sul lato nord-occidentale dell'Omodeo. Ci troviamo dinanzi alla massima espressione archeologica del territorio di Sedilo. Si tratta dell'altra faccia della medaglia, che ci lascia a bocca aperta. Infatti, in uno spazio di poche centinaia di metri, abbiamo un nuraghe complesso trilobato, i resti delle capanne del villaggio nuragico, diverse delle quali con funzione cultuale, due tombe dei giganti (1600-1175 a.C.), dolmen e la necropoli.

(Sedilo, Parco Iloi, Tombe dei Giganti)
Il cammino prosegue per giungere in 30 minuti alla chiesa campestre di S. Giacomo. La posizione la rende un ottimo mirador verso il lago e il territorio circostante. Due passi ancora, ed eccoci dinanzi alla chiesa S. Croce e, quindi, seduti a sorseggiare un'ottima birra artigianale, prima di chiudere in bellezza il cammino, dinanzi alla parrocchiale, nutriti di fede, tradizione, natura, archeologia e sapori.
Il cammino in cifre
Lunghezza: km 11,9;
Dislivello salita: m 280 – discesa m 140;
Difficoltà: intermedio; tipologia: anello; Tempo: 5 ore;
Sito: www.camminodelagomodeo.it
App: komoot | cerca: donignazio. Scarica il tracciato
Gps: www.komoot.it/tour/760571267
Comune: Salvatore Pes (sindaco), tel. 0785.56001;
Parrocchia San Giovanni Battista: don Battista Mongili (parroco), tel. 0785.59323;
Carabinieri: tel. 0785.59022
Per approfondire: San Costantino Magno
Dire Sedilo è dire S. Costantino, il suo santuario, l'Ardia. E non vi è dubbio che la fama della devozione dei sedilesi per il Santo imperatore non sia solo regionale ma travalichi l'Isola. E non da oggi! Il sedilese doc, sin da piccolo, instaura un legame speciale con i cavalli e ha sempre pronta la camicia bianca con l'abito da cavaliere per il giorno in cui potrebbe essere scelto dal parroco come prima pandela per l'Ardia. In tal modo, si consolida la venerazione per il Santo e di pari passo si tiene viva la tradizione equestre nella comunità. Non perdetevi l'Ardia (6\7 luglio), se volete conoscere l'identità profonda di questo popolo. E, poi, come pellegrini, segnatevi gli appuntamenti in calendario che precedono e seguono la giostra. Sedilo è speciale anche per i sapori della buona cucina e per la birra, in nove varianti, prodotta in loco. Gustatela, magari nel cortile interno, all'ombra del pergolato. La ristorazione locale offre carni, pane carasau, insaccati e formaggi di qualità. I B&B non mancano e magari potreste persino sognarvi nei panni del capocorsa!
Pagina a cura di don Ignazio Serra, incaricato regionale e diocesano per la Pastorale del Turismo