L’aumento improvviso e vertiginoso del costo della vita e del prezzo dell’energia ha spinto il Governo italiano ad aiutare i cittadini a sopportare questo periodo, tramite un aiuto economico.
Un nuovo bonus che ci ricorda il drammatico periodo della pandemia e tutta la stagione dei bonus ad personam: bisogna ammettere che il momento attuale non offre facili soluzioni, se non concreti aiuti economici di cui poter usufruire.
Perciò il Governo, per rispondere a questa emergenza energetica, ha creato una nuova misura che riguarderà 30 milioni di persone tra cui dipendenti, autonomi e disoccupati.
Così, nel Decreto aiuti per sostenere famiglie e imprese, limitando gli effetti della crisi in Ucraina e il conseguente rincaro dell’energia, il Consiglio dei ministri ha creato un buono di 200 euro destinato a chi percepisce un reddito annuale inferiore ai 35.000 euro. Consiste in una erogazione una tantum, introdotta allo scopo di sostenere il potere d’acquisto dei cittadini in un momento di generale inflazione e, in particolare, a fronte del rincaro dell’energia che ha fatto salire i prezzi delle bollette a livelli altissimi. Il meccanismo di funzionamento è abbastanza semplice: il bonus da 200 euro sarà versato interamente in un unico bonifico, nello stipendio di luglio, a tutti coloro con redditi fino a 35 mila euro lordi. La misura non è destinata solo ai dipendenti, ma anche tutti i lavoratori autonomi, pensionati, disoccupati (che a giugno avranno ricevuto l’assegno di disoccupazione), percettori di reddito di cittadinanza, stagionali e collaboratori domestici. Riguarderà un numero complessivo di oltre 30 milioni di persone beneficiarie. Il meccanismo sarà automatico, non ci sarà bisogno di inoltrare alcuna domanda.
Per i dipendenti pubblici sarà lo Stato a corrispondere direttamente in busta paga il beneficio economico, mentre per i privati sarà dovere del datore di lavoro, alla fine dell’anno, controllare che il ricevente abbia effettivamente il reddito entro la soglia richiesta per beneficiare del sostegno, in quanto l’anno di riferimento, per la percezione del bonus, sarà l’anno in corso, il 2022.
E se a fine anno risultasse che quel dipendente non avesse diritto al bonus e il datore di lavoro glielo avesse già corrisposto nel mese di luglio? In quel caso sarà sempre il datore di lavoro, che sia lo Stato o che sia un privato, a provvedere al recupero dell’importo beneficiato che il dipendente potrà restituire in massimo otto rate. Capitolo a parte riguarda i lavoratori autonomi: infatti, per quanto riguarda i professionisti e le categorie degli autonomi, il Governo deve ancora esprimersi sulle modalità di accesso. Con molta probabilità potrebbe essere erogato anche per queste categorie a luglio, ma la modalità non è chiara. Infatti non risulta chiaro se debba essere corrisposto come credito d’imposta da fruire nell’anno oppure debba essere bonificato in un conto corrente dichiarato dal lavoratore, esattamente come per i contributi economici previsti in corso di pandemia. Per poterlo rendere disponibile dovrebbe essere istituito un apposito fondo destinato.
Per tutti coloro che fanno capo all’Inps o a un ente di previdenza, verrà erogata a luglio l’indennità di 200 euro ai titolari di pensione e ai prepensionati. Lo stesso varrà anche per chi a giugno ha percepito l’indennità di disoccupazione. Infine, per i lavoratori domestici, come colf e badanti, il bonus dovrebbe essere erogato con modalità simili a quelle utilizzate in corso di pandemia tramite il bonus emergenza per il Covid: sarà l’Inps a raccogliere le richieste inoltrate, essendo questa tipologia una categoria di lavoratori distinta dalle precedenti descritte.
Francesco Pettinau