Domenica, 17 Maggio 2026

L'otite del nuotatore

L'estate, nonostante sia il periodo più propizio per il riposo e la spensieratezza, porta con sé anche una maggiore probabilità di contrarre alcune malattie. Una di queste è l'otite del nuotatore.

Risponde il dott. Alessandro Cabiddu


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Attenzione allo stress

Nella vita di tutti i giorni uno o più periodi di stress, anche ripetuti nell’arco della stessa giornata, sono da considerarsi, entro certi limiti, un evento fisiologico. Questa condizione è ancora più accentuata dal periodo in cui stiamo vivendo, sia per i ritmi frenetici della nostra quotidianità sia per gli avvenimenti esterni difficili da controllare ed accettare.

di Alessandro Cabiddu, medico

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Cammini attorno al lago: Ula Tirso

Ula Tirso. Grazie alla Diga di Santa Chiara ebbe fama in tutto il mondo.

di Ignazio Serra, incaricato regionale e diocesano per la Pastorale del Turismo

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Elezioni comunali in diocesi. Candidati sindaci: ci siamo.

Domenica 12 giugno, 65 paesi sui 377 del totale dei comuni sardi (il 17,2%) saranno chiamati all’elezione diretta dei Sindaci e dei Consigli comunali.

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Verso i Referendum: guida al voto

Referendum del 12 giugno - Le schede dei cinque quesiti

a cura di Stefano De Martis, fonte Agensir


 

Il 12 giugno gli elettori saranno chiamati a pronunciarsi su cinque referendum in materia di giustizia. Vediamo in estrema sintesi – e scontando quindi un'inevitabile semplificazione di questioni talvolta molto complesse – i contenuti di questa consultazione che, come sempre per i referendum abrogativi, sarà valida se parteciperà al voto la metà più uno degli aventi diritto.

Incandidabilità e decadenza.
Il referendum propone di abrogare il decreto legislativo del 2012 (noto alle cronache come legge Severino dal nome dell'allora ministro guardasigilli) che, in caso di condanna per certi reati, prevede automaticamente l'incandidabilità, l'ineleggibilità e la decadenza per tutti i livelli rappresentativi: dal Parlamento europeo fino ai consigli comunali e circoscrizionali. Per gli amministratori locali già dopo la condanna in primo grado, quindi non definitiva, scatta la sospensione. In caso di abrogazione sarà il giudice, come avveniva prima del 2012, a decidere volta per volta se applicare o meno l'interdizione dai pubblici uffici. I promotori sostengono che la decadenza automatica di sindaci e amministratori locali condannati ha creato vuoti di potere e la sospensione temporanea dalle cariche di innocenti poi reintegrati al loro posto, quando possibile. I contrari sottolineano che l'abrogazione dell'intero decreto indebolisce la lotta alla corruzione e alle infiltrazioni mafiose nelle istituzioni.

Limitazione delle misure cautelari.
Il referendum propone di ridurre i casi in cui possono essere comminate misure cautelari (in carcere o secondo altre modalità) a una persona gravemente indiziata. Dei tre motivi previsti, pericolo di fuga, di inquinamento delle prove, di reiterazione del reato, il quesito interviene sul terzo che, secondo i promotori, è quello che viene più frequentemente utilizzato per adottare la custodia cautelare. L'obiettivo dichiarato è di limitare l'uso di uno strumento che presenta il rischio di determinare l'ingiusta detenzione di cittadini prima che il processo ne accerti la colpevolezza. I contrari al referendum sostengono che, in caso di abrogazione, le misure cautelari diverranno inapplicabili al di fuori della sfera ristretta dei delitti di criminalità organizzata, di eversione o commessi con l’uso della violenza o di armi.

Giudici e pubblici ministeri.
Il referendum propone di azzerare la possibilità che nel corso della sua carriera un pubblico ministero possa diventare giudice e viceversa. Attualmente il passaggio è possibile quattro volte, la riforma Cartabia in corso di approvazione ne prevede una sola. Secondo i promotori l'intercambiabilità tra funzione requirente (la cosiddetta pubblica accusa) e quella giudicante compromette la terzietà del giudice. Ogni magistrato, invece, deve scegliere una volta per tutte quale funzione svolgere perché solo così, sostengono i promotori, si potrà creare un sano e fisiologico antagonismo tra poteri, scongiurando il formarsi di uno spirito corporativo tra le due figure. I contrari affermano che la rigida separazione delle funzioni trasformerebbe il pm in un accusatore puro, con l'unico obiettivo della condanna dell'imputato e non di fare una indagine il più completa possibile per arrivare a una sentenza che tenga conto di tutti gli elementi raccolti intorno a quella fattispecie di reato.

Consigli giudiziari.
Il Consiglio direttivo della Corte di Cassazione e i Consigli giudiziari territoriali sono organismi che forniscono pareri al Csm, a cui secondo la Costituzione spettano le decisioni sul percorso professionale e sui provvedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati. Nei Consigli sono presenti nella misura di un terzo anche avvocati e professori universitari (membri laici) che però non partecipano alle decisioni sui pareri relativi alla professionalità dei magistrati. Il referendum propone di abrogare questo limite, con la finalità di rendere più oggettive le valutazioni grazie all'apporto di soggetti estranei all'ordine giudiziario. I contrari mettono in guardia dal rischio di cortocircuiti tra avvocati e magistrati che operano nello stesso distretto e che potrebbero essere reciprocamente influenzati nei loro comportamenti.

Candidature al Csm.
Il referendum propone di abrogare il requisito di almeno 25 firme (fino a un massimo di 50) per la presentazione delle candidature dei magistrati al Csm. Secondo i promotori è un modo per ridurre il correntismo tra le toghe, per i contrari è una misura sostanzialmente irrilevante. Sta di fatto che anche la riforma Cartabia prevede l'eliminazione delle firme e se essa dovesse diventare legge in tempo utile, il referendum sarebbe superato.



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Cammini attorno al Lago: Tadasuni

 

Tadasuni. Un suggestivo itinerario tra la chiesa campestre di San Michele e la necropoli di Pedreras

a cura di don Ignazio Serra, incaricato regionale e diocesano per la Pastorale del Turismo


Tadasuni, 141 abitanti, rappresenta una delle porte di accesso al lago Omodeo. Vi proponiamo un cammino ad anello di 7,4 Km che passa per le due chiese del paese e quella campestre di San Michele, quindi Zuri e poi giù verso il lago, in mezzo agli orti e alla natura, prima di far rientro a Tadasuni, passando lungo la riva occidentale del lago. Il cammino è riservato solo a persone esperte e occorre tener conto che vi sono tratti del bordo lago percorribili solo quando il livello delle acque si abbassa di almeno un metro. A fine maggio, per esempio, non era ancora percorribile!

Raggiungiamo il paese, provenendo dalla SS131 dcn lungo la SP15 che porta a Sorradile. Sostiamo all'altezza della parrocchiale di San Nicola (XIX sec.): l'interno è a croce greca. A 150 metri c’è la chiesa di Santa Croce (XVIII sec.).

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(Tadasuni, Chiesa parrocchiale di San Nicola)

Il paese, quando parroco era don Dore, era meta incessante di turisti. Vi giungevano per conoscere i 400 strumenti della musica popolare sarda esposti in canonica. Patrimonio, purtroppo, non più fruibile! Attraverso una salita giungiamo alla chiesa di San Michele.

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(Tadasuni, dalla salita che conduce alla Chiesa di San Michele si scorge alle spalle il Lago Omodeo)

La chiesa è a mono-navata, col campanile a vela e il tetto in canne. Ci sentiamo avvolti dal silenzio e dalla bellezza. Silenzio che nei giorni della novena e della festa (29 settembre) sparisce per l'accorrere dei pellegrini da Tadasuni e dai paesi vicini, mentre la bellezza vi regna sempre. Infatti, la scelta del luogo non è casuale! Siamo su una terrazza naturale: un mirador eccezionale sul lago e sulle colline circostanti. Lo sguardo spazia verso San Quirico di Ardauli, Nughedu, Sorradile e Bidonì. E anche se il verde della primavera è ormai quasi sparito, il fascino del paesaggio resta sempre di grande effetto.

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(Tadasuni, la Chiesa di san Michele)

Dopo una preghiera all'Arcangelo, riprendiamo il cammino. Saliamo per 1 km, lungo un sentiero in parte sterrato. Si cammina con piacere nel riconoscere la perizia di chi ha costruito i muretti a secco. Ci scansiamo per il passaggio di un gregge ed eccoci a Zuri. Anzi, sarebbe più esatto parlare di nuova Zuri. Il borgo fu costruito a monte ex novo. Dell'antica Zuri, invece, si salvarono una casa privata e la chiesa romanica di San Pietro (XIII sec.) che fu smontata pietra dopo pietra per essere poi ricostruita in maniera identica. Saremmo tentati di entrare, però ci limitiamo ad ammirarla dall'esterno. Lungo le pareti vi sono incisi disegni e simboli, antichi e recenti; ci colpisce il bassorilievo con la riproduzione più antica del ballo sardo! Sarà così? Non lo sappiamo.

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(Zuri, Chiesa di San Pietro)

Poco più in là raggiungiamo l'abbeveratoio, da dove iniziamo la discesa verso il lago. Ci rinfreschiamo e camminiamo per 2 km lungo la sponda. Il nostro sguardo si spinge sino al santuario di San Costantino; mentre sulla riva opposta, emerge di poco il nuraghe Urasala e, poco più in là si trova l'area archeologica del santuario nuragico su Monte di Sorradile con la pregevole vasca-altare; riconosciamo pure la collina del tempio Iovis di Bidonì.

Rinfrancati nel corpo e nello spirito, ci attende l'ultimo km sino al paese. Sbuchiamo all'altezza del bar e sostiamo nel Parco sotto una quercia secolare, assaporando una fresca birra.


Il cammino in cifre

Lunghezza: km 7,42;
Dislivello salita: m 267 – discesa: m 104;
Difficoltà: facile; tipologia: anello; tempo: 3,5 ore;
Periodo consigliato: fine estate, solo se il livello del lago è basso.
Sito: www.camminodelagomodeo.it;
App: komoot;
Gps: www.komoot.it/tour/777897241;
Comune: Pierpaolo Pisu (Sindaco), tel. 0785.50047;
Parrocchia San Nicola di Bari: don Antonio Campus (Parroco)


Per saperne di più... La chiesa di San Michele

Sull'altura sovrastante il paese di Tadasuni si trova la piccola chiesa campestre di San Michele arcangelo, che insieme alla parrocchiale di San Nicola di Bari e all'antica chiesa di Santa Croce, quest'ultima forse è il primo edificio religioso del paese, ne costituisce il patrimonio di fede e arte. La chiesa custodisce una pregevole statua dell'Arcangelo, ascrivibile ai secoli XVII-XVIII. La chiesa fu abbandonata varie volte, divenendo persino luogo per il ricovero del bestiame, e, tuttavia, fu sempre ricostruita, grazie alla fede e alla buona volontà dei fedeli. L'ultimo restauro risale agli anni Sessanta del '900.

La festa cade il 29 settembre con la celebrazione della Messa. La vigilia, partendo dalla parrocchiale, ci si reca in processione, dopo la recita dell'ultimo giorno della novena e il canto dei primi vespri solenni, per dar corso alla festa. La chiesa è raggiungibile dalla strada che collega Zuri e Boroneddu oppure dall'interno del paese stesso (Antonio Campus).

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