Martedì, 09 Agosto 2022

L'estate, nonostante sia il periodo più propizio per il riposo e la spensieratezza, porta con sé anche una maggiore probabilità di contrarre alcune malattie. Una di queste è l'otite del nuotatore.

Risponde il dott. Alessandro Cabiddu


A che patologia ci riferiamo col termine otite del nuotatore?
Con otite del nuotatore si intende un'infezione della parte esterna dell'orecchio (condotto uditivo esterno) tipica della stagione estiva. L'infezione causa un'infiammazione dell'epitelio del condotto uditivo esterno e può interessare un solo orecchio o entrambi.

Per quale motivo si fa riferimento al nuotatore per caratterizzarla?
Il motivo è semplice: la malattia è determinata dai germi presenti nell'acqua del mare o delle piscine con cui si entra in contatto diretto, soprattutto se l'acqua è stagnante. I germi possono essere batteri o funghi (micosi). L'umidità costante e duratura nelle orecchie può determinare un ambiente idoneo alla proliferazione dei germi stessi. Ovviamente anche l'umidità ambientale o quella determinata dalla sudorazione eccessiva possono essere concause facilitanti l'infezione. Altri fattori predisponenti sono l'anatomia del condotto uditivo stesso, tortuoso e stretto e la presenza di tappi di cerume (facilitano il ristagno di acqua aumentando l'umidità) o di altre patologie concomitanti come gli eczemi (infiammazione della pelle) che possono colpire l'epitelio dell'orecchio esterno. Un tipo particolare di eczema del nuotatore è quello correlato alle immersioni nei mari tropicali. Infatti, queste acque sono ricche di plancton, microrganismi innocui ma che, aderendo alla cute, possono aumentare il rischio di infezione. Quando la responsabile è la piscina vuol dire che probabilmente vi è un'elevata carica di germi che il sistema di depurazione non riesce a contrastare.

In che modo si può distinguere l'otite del nuotatore batterica da quella micotica?
Essendo i sintomi sovrapponibili l'unica modalità per distinguerle in modo rapido è l'utilizzo dell'otoscopio, lo strumento che il medico utilizza per osservare le orecchie.

Quali sintomi si possono avere?
Soprattutto nelle forme micotiche si manifesta solitamente con prurito intenso e, in un secondo momento (anche alcuni giorni), con dolore. Il prurito caratterizza queste forme di otite dalle altre, tipiche del periodo invernale (come l'otite media) e di alcune forme di origine batterica, in cui l'aspetto doloroso la fa da padrone. Il dolore si manifesta con l'iperestensione del padiglione auricolare e con la masticazione. Essendoci abbondanti secrezioni bianco-giallastre (sierose e purulente) che si accumulano nel condotto, ci può essere una riduzione dell'udito. Questo può essere determinato anche dal rigonfiamento del condotto dato dall'infiammazione, creando la sensazione di orecchio tappato.

Quali terapie abbiamo a disposizione?
Per le forme batteriche, le più frequenti, possiamo utilizzare l'antibiotico. Questo può essere somministrato per via locale con dosi di gocce. In casi resistenti o particolarmente aggressivi si può utilizzare la terapia orale. Se invece la causa è micotica si utilizzano gocce locali antifungine. In caso di infezione concomitante si associa la terapia. I benefici della terapia insorgono dopo 2-3 giorni ed è importante evitare bagni per il periodo della terapia stessa (in genere 6-7 giorni). L'utilizzo di cortisone o di antinfiammatori/antidolorifici in gocce auricolari o per via orale possono essere utili per ridurre l'infiammazione e il dolore, soprattutto nella prima fase quando l'antibiotico non ha ancora espletato i suoi effetti. Se le infezioni sono ricorrenti consiglio una valutazione dall'otorino per valutare al meglio le motivazioni e i fattori, anche anatomici, predisponenti. Lo specialista potrà consigliare, in caso di recidive dell'infezione, l'esecuzione di tamponi auricolari e l'antibiogramma, per stabilire con precisione il germe responsabile e l'antibiotico sensibile.

Come si può prevenire questa patologia?
Essendo una malattia che prolifera in condizioni di umidità, bisognerebbe aggirare questa condizione, evitando di tenere il condotto uditivo costantemente bagnato, riducendo bagni frequenti al mare o in piscina e non rimanere troppo tempo con la testa dentro l'acqua (meglio dilazionare le nuotate per consentire al condotto uditivo di asciugarsi). Altre condizioni favorenti possono essere: le docce frequenti, l'utilizzo del cotton fioc in modo errato (con poca delicatezza) e l'utilizzo di alcuni bagnoschiuma o shampoo irritanti. Questo perché si possono creare piccole lesioni a livello dell'epitelio dell'orecchio che facilitano la proliferazione dei germi. Possiamo dire quindi che anche l'eccessiva pulizia è nemica dell'orecchio. Altri consigli: non usare i tappi (l'acqua riesce a entrare ma ha difficoltà a uscire); non frequentare zone troppo affollate; fare attenzione nel pulirsi le orecchie con le dita, evitando abrasioni dell'epitelio in cui possono entrare germi.

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