Venerdì, 15 Novembre 2019

Progetto1

Presenza discreta e profetica. In questo modo si potrebbero sintetizzare i venticinque anni in cui le Missionarie dell’Immacolata di p. Kolbe hanno vissuto nella comunità di Santa Giusta...

a cura di M. A. C.

Il 20 ottobre la celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo sarà un momento di ringraziamento, di festa e di fraternità. Abbiamo chiesto alle quattro religiose di chiarire meglio la loro spiritualità mariane e francescana e i progetti pastorali e vocazionali che intendono portare avanti nel futuro.

 Venticinque anni della vostra presenza in Sardegna. Cosa possiamo ricordare di quegli inizi? 

Era il 2 ottobre 1994. Siamo arrivate da Bologna ad Olbia con la nave. Una delle quattro missionarie era originaria di questa terra, altre vi mettevano piede per la prima volta. Ad accoglierci con calore e semplicità c’erano i Frati minori conventuali, familiari e altre persone amiche. Ci siamo trovate in una terra dalle porte aperte.
In noi l’emozione e la gioia di vivere e condividere il carisma mariano e missionario in questa terra dove Maria è una presenza viva nel cuore del popolo; la trepidazione e il timore degli inizi, ma anche l’entusiasmo e l’apertura al nuovo. Caratteristiche di questi primi passi sono state l’intraprendenza e la dinamicità apostolica con il sostegno e la collaborazione di tante persone che si sono avvicinate alla spiritualità. Vogliamo sottolineare la collaborazione significativa con la Milizia dell’Immacolata, con i Frati Minori Conventuali e con i Cappuccini, soprattutto per l’animazione delle missioni popolari, missioni giovanili, formazione delle famiglie.

Avete un abbigliamento comune. Molti potrebbero avere da dire. Come riconoscere che siete consacrate?

L’assenza di un abito religioso è il segno che noi non apparteniamo a una congregazione religiosa propriamente detta ma a un Istituto Secolare; gli Istituti Secolari, dono recente dello Spirito alla Chiesa (sono sorti all'inizio del secolo XX), rappresentano una nuova ed originale forma di vita consacrata. Rimaniamo a pieno titolo nello stato laicale, ma in risposta ad una particolare chiamata, qualifichiamo il nostro stato di laici consacrandoci interamente a Dio con la professione dei consigli evangelici di castità, povertà e obbedienza. Il termine “secolarità” indica proprio il nostro permanere nel mondo, fra gli uomini del nostro tempo, dei quali condividiamo condizioni, professioni, istanze collaborando a “cambiare il mondo dal di dentro”. Per esprimerlo con un’immagine, siamo chiamate ad essere come “lievito nella pasta”: immergerci nel mondo, per farlo fermentare secondo lo spirito del Vangelo.

suore san massimiliano kolbe santa giusta 2

Qual è la vostra spiritualità?

La nostra famiglia spirituale è stata fondata nel 1954 in Italia, a Bologna, da p. Luigi Faccenda, ofm conv. con l’obiettivo di vivere nella Chiesa la spiritualità mariana e missionaria ereditata da san Massimiliano Kolbe, il martire di Auschwitz. L’affidamento della nostra vita a Maria è espressione del nostro carisma, il “regalo” speciale che abbiamo ricevuto da Dio. Iniziamo ogni nuovo giorno con questo atto interiore: “Vergine Immacolata, ti ricevo come dono di Gesù dalla croce e mi affido completamente a te”. L’affidamento a Maria, ci trasforma interiormente in Lei, in modo costante e graduale. È questo il nostro ideale: essere Maria. Nessuno meglio di Lei visse di Dio e per Dio. Il nostro carisma è mariano, ci porta a vivere una dimensione missionaria ampia, ad avvicinare le persone negli ambienti più diversi e si incarna in varie espressioni e modalità a seconda dei territori in cui siamo inserite. Come missionarie siamo disponibili a oltrepassare le frontiere dei nostri paesi d’origine per andare dovunque il Signore ci mandi, consapevoli della bellezza e ricchezza particolare di ogni popolo, luogo e cultura.

Quali progetti avete per creare nuove possibilità di far conoscere la vostra spiritualità?

Nel 2018 abbiamo celebrato la nostra Assemblea generale e da lì sono scaturite alcune priorità, in particolare la riscoperta della nostra “itineranza” come realtà propria della nostra evangelizzazione.
Inoltre, abbiamo scelto come prioritaria l’animazione giovanile vocazionale ma non solo come attività accanto alle altre quanto piuttosto come espressione di uno stile di vita fatto di accoglienza, scelte audaci e coraggiose che possano parlare ai giovani.
Desideriamo percorrere “passi nuovi su strade nuove, guidate da un sogno, quello della felicità di tutta l’umanità in Dio attraverso Maria!

 

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