Nel numero della settimana scorsa è stato pubblicato il resoconto dell’Arcidiocesi arborense riguardo le erogazioni dell’8xmille di cui ha beneficiato la nostra Chiesa diocesana nel 2024. Lo ricordiamo, ogni diocesi italiana deve spendere quanto gli viene attribuito dalla CEI in tre diversi ambiti: gli interventi caritativi, le esigenze di culto e pastorale e il sostentamento del clero.
Il secondo ambito fa riferimento ai progetti di solidarietà e assistenza ai poveri e alle famiglie in difficoltà attraverso la Caritas diocesana e le diverse Caritas parrocchiali. Il primo ambito comprende i progetti di azione pastorale come la formazione dei sacerdoti e dei laici e le attività missionarie, ma anche la salvaguardia del patrimonio culturale e artistico delle nostre chiese e parrocchie. Il terzo ambito garantisce un sostegno economico ai preti impegnati nei vari ambiti ecclesiali e parrocchiali, soprattutto quando i fondi dell’Istituto per il Sostentamento del Clero non sono sufficienti a coprire le necessità dei sacerdoti.
All’interno del secondo ambito qualcuno avrà certamente notato, nel rendiconto diocesano, la cospicua somma che l’Arcidiocesi di Oristano ha assegnato per le Comunicazioni sociali: 125mila euro. In realtà, per esigenze amministrative dell’ufficio economato, benché nel resoconto si faccia riferimento solo allo scorso anno, è una cifra che riguarda non solo tutto il 2024 ma anche la prima parte del 2025, sino ad agosto, periodo in cui verranno fatte le nuove assegnazioni.
È, comunque, una cifra importante che conferma quanto negli anni la nostra Chiesa diocesana abbia voluto credere e investire nell’ambito della comunicazione. Da qualche anno, l’Arcidiocesi di Oristano è impegnata in un percorso orientato a una nuova strutturazione della comunicazione diocesana che mira a un rinnovo generale del sistema comunicativo e informativo a servizio di tutta la comunità. La figura di un direttore, professionista e stipendiato, l’aggiornamento costante del sito diocesano e delle pagine social, l’informazione ad intra e ad extra attraverso nuovi strumenti tecnologici e digitali, e la cura dei rapporti coi Media locali, regionali e nazionali.
In questo processo si inserisce anche il nostro settimanale diocesano L’Arborense. La storia del giornale ha avuto inizio nel 1960 e, ancora oggi, è un importante punto di riferimento anche per il territorio: all’interno, infatti, propone articoli e approfondimenti legati alla vita della Chiesa ma anche alla vita sociale, politica, economica, etica e culturale delle 85 comunità che fanno parte del territorio dell’Arcidiocesi.
I dati statistici in nostro possesso indicano in 10mila persone circa il numero dei lettori che sfogliano le pagine de L’Arborense, sia in formato cartaceo che in formato web e attraverso i rimandi social: l’obiettivo è quello di allargare il bacino d’utenza puntando sull’integrazione tra carta stampata e internet con l’utilizzo di videoinformazione, podcast e social network. Attualmente il settimanale vive grazie a fondi provenienti da bandi pubblici e progetti, si sostiene costantemente con gli abbonamenti e grazie alle sponsorizzazioni.
Quest’ultima voce è stata il filo che ha legato tutti i numeri, dal primo del 1960 all’ultimo della settimana scorsa, nel senso che come voce d’ingresso è stata l’unica presente sin dall’inizio e che ha condotto il giornale sino ai giorni nostri. Ma finanziamenti pubblici, così come gli abbonamenti e le sponsorizzazioni restano costanti (e già questa è una nota positiva) ma non aumentano, così come invece dovrebbe essere per garantire un futuro al nostro progetto editoriale.
Una voce fondamentale per sostenere il nostro progetto editoriale, e lo sarà ancora di più per rinforzare il percorso di rinnovamento e integrazione col mondo della comunicazione di oggi, restano, dunque, i fondi 8xmille: la firma dei cittadini diventa importante perché possa continuare la nostra missione editoriale. Già, una missione. Ecco perché i fondi dell’8xmille destinati alle Comunicazioni sociali sono inseriti nell’ambito della Pastorale della Chiesa. E, in quanto tale, spesso è un investimento a fondo perduto.
Il nostro progetto editoriale, che fa capo alla Chiesa diocesana e al suo Arcivescovo, è quella di diffondere e annunciare la buona notizia. Purtroppo non in tutte le realtà è così, in particolare in quelle dai grandi numeri dove, pur di vendere, pur di fare audience, non si offre un’informazione di qualità. In un marasma di notizie e comunicati, è difficile fermarsi ad approfondire, conoscere, ascoltare perché oggi, pur di arrivare prima degli altri, e avere lo scoop o i click, non si bada a come o a cosa si scrive o si dice.
Noi continuiamo a percorrere la strada della buona informazione affidandoci alla penna di tanti appassionati collaboratori con l’intento di dare voce, in particolar modo a chi ha storie belle da raccontare che offrano, anche oggi, segni di speranza. È il Signore che ispira il nostro progetto editoriale, ci invita a osservare con occhi di fede e a scrivere con cuore libero. Non saranno tutte righe dritte, le nostre, ma anche nelle storture delle nostre imperfezioni ci sarà sempre l’impegno a essere fedeli ai principi evangelici a cui il nostro settimanale, sin da quando si chiamava Vita Nostra si è sempre attenuto.
Mauro Dessì
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