Venerdì, 15 Novembre 2019

Progetto1

Mons. Vincenzo Curreli ci illustra il modo autentico di vivere la festa tra devozione, colori, sapori e profumi di una comunità viva e ricca...

A cura di M. A. C.

Nel santuario del Rimedio si respira aria di festa. Iniziano i pellegrinaggi a piedi al primo albeggiare e il fiume di persone che invade una corsia del vecchio ponte sul Tirso al tramonto per la novena. Le messe quotidiane delle 7,30 e delle 18 sono gremite di fedeli che si accostano ai sacramenti. I giorni della festa migliaia di persone assiepano la chiesa e il piazzale antistante, con l’attrazione di odori e sapori delle immancabili bancarelle di pesce, carne e dolci. Il 29 inizierà la novena, abbiamo incontrato il rettore, mons. Vincenzo Curreli, a cui abbiamo rivolto alcune domande.

Da 24 anni è rettore del santuario.  Può delineare un itinerario della fede vissuta in questi anni?

Ho assunto il servizio in Santuario il 30 settembre 1995, avendo escluso, di proposito, di farmi carico della festa in quell'anno. Avevo bisogno di conoscere la nuova realtà e riflettere. La mia prima esperienza fu l'anno seguente.  Rimasi colpito dalla novena: una presenza strabocchevole di fedeli che, però, conclusa la recita delle formule tradizionali, solo in parte si tratteneva per partecipare alla S. Messa. L'antico testo di preghiera, pur rivisto e riscritto alla luce del Concilio Vaticano II da mons. Isgrò, non prevede momenti di  ascolto della Parola di Dio, mentre una novena, oltre  momento di preghiera, di lode e di ringraziamento deve essere anche occasione di "evangelizzazione”, di approfondimento della Parola di Dio per alimentare la fede.  Da qui, dopo due anni, la decisione di una seconda novena, una Liturgia della Parola, alle ore 21, per le famiglie e per chi nel pomeriggio si trova ancora a lavoro. La partecipazione dei fedeli, mai venuta meno dopo 20 anni, conferma la bontà della scelta e la "fame" di Parola di Dio.

don vincenzo curreli foto whatsapp 1

Potremmo dire che si deve passare dalla devozione alla fede?

Certo. L'autentica devozione alla Madre di Dio non può che condurre a vivere con Cristo. E' Cristo la nostra salvezza. Il nostro Rimedio. Il sacerdote, prima di comunicarsi, recita una preghiera in cui si afferma che l'Eucarestia è  rimedio e difesa dell'anima e del corpo. In questa Basilica dedicata alla Vergine del Rimedio, questa preghiera acquista un gusto e un significato ancor più profondi nel rapporto tra il fedele, Maria e il Signore Gesù.

Ci racconta un episodio significativo vissuto in questi anni?

Fra i tanti, mi piace ricordare la frase di un ex ricoverato per poliomielite nell'Istituto S. Maria Bambina, che non si dimentichi, è nato dal Santuario. In occasione di un incontro organizzato dopo vari anni, disse: Non potevo mancare. Non posso non tornare in questo luogo, perché io, qui, sono rinato. Luogo non solo di cura il S. Maria Bambina, ma di rinascita e di risurrezione. Altro piccolo fatto: anni fa trovai sull'altare, ai piedi del simulacro della Madonna, una rosa e un bigliettino con la scritta: Grazie, Mamma. Un gesto semplice, fatto di nascosto, ma che dice tanto della fiducia, di una fede autentica e vissuta concretamente, senza esagerazioni esteriori o apparenze artefatte. La fede, nella grande famiglia dei devoti della Vergine del Rimedio, non manca. Dovremmo essere più attenti e pronti ad alimentarla.

don vincenzo curreli foto whatsapp 2

Alla festa non mancano bancarelle, venditori di muggini arrosto e carne, commercio di oggetti religiosi. Tutto ciò non disturba?

Credo proprio di no. La festa del Rimedio, tutto sommato, conserva ancora le caratteristiche delle nostre sagre paesane. La Basilica nel giorno della festa è un mare di persone. Dalle 5 del mattino fino all'ora di pranzo le navate non si svuotano mai e la partecipazione all'Eucarestia è attenta e viva. Le bancarelle sono segno di convivialità, di condivisione che si fa vita concreta. Non tolgono nulla alla vita di fede; anzi, mi pare che esaltino il valore di una festa cristiana che coinvolge interamente l'uomo in tutte le sue dimensioni.

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